SORRENTO OMAGGIA LUCIO DALLA

Sorrento deve molto a Lucio Dalla e la celeberrima canzone “Caruso” ne è la prova più evidente. Una canzone struggente, un omaggio al più grande tenore di tutti i tempi, ma anche un omaggio a Sorrento, una delle patrie adottive preferite dal cantautore bolognese. La canzone “Caruso” si è rivelata un successo strabiliante internazionale, che ancora oggi, a dieci anni dalla scomparsa di Dalla, viene riproposta come una melodia “evergreen”. Si è tanto detto e scritto di questa canzone, ma anche Dalla deve tanto a Sorrento. L’empatia, l’affetto e l’amore tra il cantante emiliano e la terra delle sirene nacque tanti anni fa, prima che Lucio divenisse famoso e richiesto. Ed è proprio di quel Lucio Dalla meno conosciuto che ci piace parlare e dei tanti personaggi che si intersecano con la sua vita all’epoca sconosciuti come lui ed i seguito divenuti famosi. Si appassiona al jazz in adolescenza e dopo aver ricevuto in regalo un clarinetto, da puro autodidatta impara a suonarlo ed entra in un gruppo di jazz bolognese chiamato “Rheno Dixieland Band”, e riesce incredibilmente a vincere la concorrenza del clarinettista concittadino Pupi Avati. Il regista bolognese ha sempre ringraziato Dalla per la manifesta superiorità musicale e strumentale, ovvero della causa che lo ha praticamente costretto a dedicarsi alla sua seconda passione: il cinema che gli ha riservato poi strabilianti successi di critica e di pubblico. Dalla amava il jazz ed in quel periodo, ancora giovanissimo, ebbe l’onore ed il piacere di suonare insieme al leggendario trombettista statunitense Chet Baker. Finalmente nel 1962, a soli 19 anni, viene contattato ed entra a far parte del gruppo musicale romano dei Flipper come clarinettista e sassofonista oltre che voce cantante. Sono proprio i Flipper a portare l’anno seguente Lucio Dalla a Sorrento nel gettonatissimo night club “Il Fauno” della centrale Piazza Tasso di Sorrento. Fu amore a prima vista ed a prima nota tra Lucio e Sorrento. Il gruppo dei Flipper era costituito da musicisti che in seguito divennero celebri; infatti al piano si alternavano i fratelli Franco e Giorgio Bracardi, il primo divenne poi pianista del Costanzo show mentre il secondo strampalato comico televisivo e radiofonico; alla tromba Max Catalano che furoreggerà come il lapalissiano interlocutore della trasmissione TV “Quelli della notte”; il contrabbassista era il fratello di Catalano e per un brevissimo periodo fu anche sostituito dall’allora sconosciuto Gigi Proietti. Il carattere gioviale e socievole del bolognese gli permise di creare delle salde amicizie con molti personaggi della Sorrento dell’epoca, come i fratelli Franco e Peppe Jannuzzi, titolari del suddetto night club e dello stravagante Gigino o’ conte, ma fu soprattutto con Pasquale Ruocco (detto Pasquale dà Capsa) che intrecciò una sincera, fraterna e durevole amicizia. Spesso il cantautore si recava presso la casa dei genitori di Pasquale, abili nel produrre trecce di fiordilatte, di cui Lucio era molto ghiotto. L’amicizia con Pasquale e la sua famiglia fu sempre un punto di riferimento per Dalla a far sì che ritornasse sempre a Sorrento. Dalla conquistò la simpatia del pubblico del Fauno notte club e nelle estati del 1963 e 1964 suonò e cantò con i Flipper a Sorrento. Talvolta interveniva spontaneamente e di sua iniziativa il jazzista locale Gerardo Gargiulo, intimo amico di Renzo Arbore. Lucio dormiva in un appartamento insieme agli altri componenti della Band nel centro storico di Sorrento. Tra gli aneddoti che mi hanno raccontato Alberto Iannuzzi (co-titolare del night club) ed Angelo Oliva, all’epoca cameriere in quel locale notturno, brilla per ilarità quando durante un’improvvisa tempesta di pioggia notturna agostana Lucio, da cantante del gruppo, senza scomporsi, nel fuggi-fuggi generale dal locale notturno, che rischiava di rimanere allagato, diceva a microfono che non vi fosse nulla di strano e non vi fosse da aver paura ma si trattava solamente di una punizione divina per i peccati di tutti i presenti, compresi i suoi. L’amore per Sorrento fu viscerale, tanto che negli anni a seguire nei soli mesi di Agosto, pur di suonare e cantare tra gli amici ed i fan sorrentini del Fauno night club si aggregò temporaneamente nel 1965 e 1966 col gruppo musicale di Gegè e i Grisbi, una band napoletana diretta da Gennaro Novi (in arte Gegè). A partire dal 1967 Dalla iniziò ad avere fama e notorietà con la canzone “Il cielo” e “Maria” e poi iniziò ad apparire in televisione con la canzone “Fumetto”, che per svariati anni fu la sigla di una trasmissione RAI per bambini. Dalla divenne una celebrità con le sue due presenze al Festival di Sanremo che lo proiettarono nel gotha della musica leggera italiana con due capolavori come “4 Marzo 43” e “Piazza Grande”. Nonostante la fama, la celebrità e gli impegni professionali, Dalla frequentò sempre Sorrento, la famiglia Ruocco, i fratelli Jannuzzi e tanti altri amici. Nel 1971 diede un concerto alla famosa “Bussola sud” di Sorrento su insistenza dei suoi amici sorrentini. Proprio queste frequentazioni e l’accidentale avaria della sua barca nel Golfo di Napoli, lo portarono nel 1985 a fermarsi per un certo periodo a Sorrento nello storico Hotel Excelsior Vittoria e grazie all’incontro con Angelo Leonelli, titolare del Bar “La scogliera” di Marina Piccola venne a conoscenza dell’ultimo periodo di vita del tenore Enrico Caruso in quell’albergo. Dalla rimase commosso da quella storia e si mise all’opera proprio per comporla sia nel testo che nella musica. “Caruso” fu incisa nel 1986 e ha dato lustro ed ulteriore fama a Sorrento ed alla canzone napoletana nel mondo. Qualche anno più tardi a sorpresa si adoperò gratuitamente per un concerto a Marina Piccola in occasione della festa della Madonna del Soccorso, dopo aver ancorato la sua barca “Catarra” nel porticciolo. Un pittoresco personaggio sorrentino detto Raffaele o’ mulifano ogni qualvolta lo incontrava per le strade di Sorrento gli chiedeva retoricamente : “Maestro, vi ricordate quando suonavate giù al Fauno ?” e Dalla sornionamente rispondeva : ” Come potrei dimenticarmene!”. Tributare Lucio Dalla con una serie di iniziative culturali a Sorrento era ed è un dovere di tutti gli abitanti della Penisola Sorrentina. Chiamare Jorit a dipingere il grande murales sulla superfice di un palazzo di Sorrento è stata forse la migliore maniera per lasciare un marchio iconico indelebile nella terra delle sirene. Grazie Lucio! Con questo murales Dalla è tornato a Sorrento per sempre.

EUGENIO LORENZANO

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