Sorrento la citta’ del Tasso non e’ omofoba

Riportiano un commento di Vittoria Samaria su Facebook sull’evento del Gay Pride nella citta del Tasso.

“Ma davvero c’era bisogno del Pride per liberare Sorrento dalle paure e dai pregiudizi?
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La scelta del capoluogo peninsulare per l’ultimo Pride dell’anno che si è tenuto ieri pomeriggio, in contemporanea con quello di Novara, credo avesse radici nella scelta fatta l’anno scorso dal sindaco Cuomo di non dare la possibilità ad una coppia omosessuale di sposarsi nel Chiostro di San Francesco, luogo dove ogni anno vengono celebrati oltre 200 unioni civili. Un errore sicuramente, ma giustificato dalla richiesta precisa dei frati che il sindaco, sbagliando, si sentì di avallare.

C’era quindi, secondo alcuni, bisogno di traghettare questa provincia verso la tolleranza con un’Onda Pride, un arcobaleno colorato per affermare, con lo slogan coniato ad hoc dagli organizzatori, #magneteolimone, che la libertà di parola, la libertà di manifestare il proprio pensiero e di scendere in piazza, la libertà di difendere il proprio modo di essere, sono intoccabili così come sancito tra l’altro dalla nostra Carta Costituzionale all’articolo 3.

Hanno risposto in 10.000, da stime ufficiose, e hanno sfilato ordinatamente in una grande festa, per le strade di Sorrento: intere famiglie, coppie gay ed etero, uomini e donne, lesbiche e transessuali, tra-vestiti ed esibizionisti.
Sì anche esibizionisti, perché è facile capire che in un’onda critica come quella di ieri possano esserci anche personaggi colorati e coloriti, persone che, al di là di ogni giudizio personale, si lasciano andare a comportamenti al limite della decenza, nell’abbigliamento e negli atteggiamenti: come quel trans che ha mostrato le sue grazie al fotografo di turno accertandosi anche che la sua foto non fosse censurata o il gruppo che ha deriso e messo alla berlina la “messa cattolica”, non curandosi della presenza nella parata stessa di molti cattolici per i quali questa derisione potesse essere oggetto di dolore.

E’ certo che una manifestazione come quella di ieri non dovesse essere negata, una manifestazione lanciata dai suoi organizzatori non solo come riscatto delle comunità LGBT, ma per tutti coloro che vengono ogni giorno considerati “diversi” o oppressi: i grassi, i disabili, gli anziani, i lavoratori stagionali per i quali spesso ogni diritto viene negato e per le donne vittime di violenza.

Il Pride sorrentino non doveva essere negato ma addirittura favorito perché anche la Costituzione in quel famoso articolo 3 sancisce esplicitamente che «tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche e di condizioni personali e sociali», e al secondo comma fa di più, assegnando allo Stato il compito di “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che di fatto limitano la libertà e l’uguaglianza dei cittadini”.

Per questo motivo io non sono dalla parte dei benpensanti, di coloro che si scandalizzano, di chi chiedeva, un po’ per gioco e un po’ sul serio, che in Piazza Tasso la statua del Santo Patrono avesse gli occhi coperti “per non far assistere Sant’Antulino a questo obbrobrio”.

Io non sono con tali persone ma non sono nemmeno con la Cirinnà che stamattina dalle sue pagine social tuonava come una novella pulzella d’Orleans e parafrasando il Tasso:
– 10 mila persone per il primo pride dopo Salvini, un successo straordinario.
La Sorrento Liberata dalle paure e dai pregiudizi.

Ma davvero c’era bisogno del Pride per liberare Sorrento dalle paure e dai pregiudizi?

Io che sorrentina sono, mi sento di dire che non conosco omofobi, non ho mai assistito a discriminazioni di nessun tipo, io stessa ho un cugino omosessuale, affermato imprenditore che per anni ha guidato come comandante una nave MSC, che in città ci sono stimati ed amatissimi professionisti che non fanno nessuna difficoltà ad affermare la propria identità sessuale e che nessuno si è mai sognato di far sentire diversi.

Siamo provinciali è vero ma non intolleranti.

Quindi ben venga l’Onda Pride alla quale mi dispiace non abbiano partecipato le amministrazioni locali compatte. Ben venga se sfilare è servito a dire che bisogna essere fieri di essere come si è: disabili, gay, grassi, magri, belli, brutti, bianchi, neri, etc. Ben venga se è servita a ribadire che il bullismo va sempre stigmatizzato. Ben venga e concordiamo tutti.
Ma non mi venite a dire che i sorrentini ne avevano bisogno per uscire dal loro medioevo perché come paese da sempre a forte vocazione turistica, siamo aperti, per forma mentis, alle diversità di ogni tipo: culturali, religiose e sessuali.

I problemi di Sorrento sono altri: il traffico, il lavoro e la mancanza di case per tanti giovani che sono costretti ad andare ad abitare lontano impossibilitati ad acquistare o ad affittare anche solo un monolocale nei posti della loro infanzia.
Iniziamo a sfilare anche per questi diritti civili!

#magneteolimone #diritticivilipertutti

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