Scuola: sindacato presidi, 1 su 2 a rischio esaurimento nervoso. Parte Piano di 5 miliardi per la scuola, il Ministro Bianchi a Roma

Scuola: sindacato presidi, 1 su 2 a rischio esaurimento nervoso
(AGI) – Roma, 25 nov. – Il mestiere di dirigente scolastico sottopone sempre piu’ spesso a pressioni sociali e burocratiche provocando, a volte, un vero e proprio burn out. Questi gli argomenti al centro della ricerca presentata questa mattina alla presenza del ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi, commissionata dal sindacato dei presidi, per mettere in luce le numerose pressioni cui sono sottoposti i dirigenti scolastici. Dall’indagine, svolta tramite questionario e riguardante 728 dirigenti, per la maggior parte donne, pari circa al 10% della rappresentanza nazionale, emerge che il 52% del personale intervistato ha un alto rischio di esaurimento emotivo e il 23% di depersonalizzazione. (AGI)

“Comprendiamo la fatica quotidiana dei dirigenti scolastici e la difficolta’ umana e organizzativa che emerge dalla ricerca. Sono anni pesantissimi questi, per tutti. Ho chiara questa sofferenza e bisognera trovare modo per affrontarla. Sono qui per esprimere cosa ho fatto e cosa faro'”, ha detto il ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi nel corso del suo intervento. “Essere dirigente scolastico oggigiorno – commenta il presidente di DirigentiScuola, Attilio Fratta – vuol dire avere a che fare con responsabilita’ insormontabili, ricevendo una gratificazione sociale ed economica assolutamente non adeguata, e non paragonabile agli altri dirigenti della pubblica amministrazione”. Insieme al presidente Fratta, si sono confrontati la presidente Codirp, la Confederazione della dirigenza pubblica Tiziana Cignarelli, le curatrici dell’indagine, Rossana Gabrieli e Rita Guadagni, il direttore della Rivista Scientifica “Direzione del Personale – HR Online”, Paolo Iacci, il segretario generale Aupi, Mario Sellini, e il presidente Fondazione Area Radiologica, Francesco Luca’. (AGI)

Scuola: Bianchi a dirigenti, nel Pnrr fondi per garanzie e interventi Roma, 25 nov. (LaPresse) – “Bisogna riconoscere la Scuola come istituzione”, lo dice il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, intervenuto oggi all’incontro organizzato da Dirigentiscuola, sindacato dei presidi, sul tema del burnout, il logoramento e le difficoltà che i dirigenti scolastici stanno vivendo in questa fase. “Nella legge di Bilancio sono stanziati 240 milioni e altri 18 miliardi nel Pnrr, di cui 13 miliardi per l’edilizia e 5 miliardi per la riorganizzazione. Il 30 novembre, con il presidente del consiglio, presenteremo il programma di 5 miliardi, di cui 3 miliardi destinati ad asili e infanzia, 900 milioni per le persone, 400 milioni per creare delle scuole innovative, digitali e sostenibili e 500 milioni per le ristrutturazioni. I fondi ci sono e la scuola è tra i 4 pilastri fondamentali per il Paese”. (Segue).

 “Bisogna riconoscere la Scuola come istituzione”: lo afferma il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, intervenuto oggi all’incontro organizzato da Dirigentiscuola, sindacato dei presidi, sul tema del Burnout, il logoramento e le difficolta’ che i dirigenti scolastici stanno vivendo in questa fase. “Nella legge di Bilancio sono stanziati 240 miliardi e altri 18 miliardi nel Pnrr, di cui 13 miliardi per l’edilizia e 5 miliardi per la riorganizzazione. Il 30 novembre, con il presidente del consiglio, presenteremo il programma di 5 miliardi , di cui 3 miliardi destinati ad asili e infanzia, 900 milioni per le persone, 400 milioni per creare delle scuole innovative, digitali e sostenibili e 500 milioni per le ristrutturazioni. I fondi ci sono e la scuola e’ tra i 4 pilastri fondamentali per il Paese”. Il ministro e’ intervenuto sul tema della disuguaglianza territoriale “non solo tra nord e sud ma anche all’interno delle singole regioni. In Campania, a Napoli, c’e’ il 40 per cento di dispersione. Bisogna usare le risorse per un nuovo modo di fare scuola”. “Sono anni pesantissimi, c’e’ una difficolta’ umana e organizzativa – prosegue il ministro – , secondo i dati c’e’ il 52 per cento di sofferenza. Dobbiamo impegnarci per uscire da questa fase che pesa su dirigenti, personale e ragazzi. La Dad e’ stata l’espressione della capacita’ di reagire e riorganizzare le attivita’, strumento attraverso il quale e’ stato possibile tornare oggi alla scuola in presenza. Non buttiamo vita questa cosa. L’Europa e’ ora nella quarta ondata, non siamo fuori dalla tempesta, ma stiamo tenendo meglio di tutti”. “La scuola e’ viva e forte grazie a lavoro e sforzo, – conclude Bianchi – perche’ dalla sofferenza si impara. Questa ricerca mette in evidenza la nostra fatica e tutto il lavoro che continueremo a fare come servitori dello stato”.

SCUOLA. BIANCHI: PRONTO PROGRAMMA DA 5MLD PER RIORGANIZZAZIONE
IL MINISTRO AI DIRIGENTI: ANNI PESANTISSIMI, IMPEGNAMOCI PER USCIRE DA QUESTA FASE (DIRE) Roma, 25 nov. – “Bisogna riconoscere la scuola come istituzione”. Così il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, intervenuto oggi all’incontro organizzato da Dirigentiscuola, sindacato dei presidi, sul tema del ‘burnout’, il logoramento e le difficoltà che i dirigenti scolastici stanno vivendo in questa fase. “Nella legge di Bilancio sono stanziati 240 mln e altri 18 mld nel Pnrr, di cui 13 mld per l’edilizia e 5 mld per la riorganizzazione- ha ricordato Bianchi- Il 30 novembre, con il presidente del consiglio, presenteremo il programma di 5 mld, di cui 3 mld destinati ad asili e infanzia, 900 mln per le persone, 400 mln per creare delle scuole innovative, digitali e sostenibili e 500 mln per le ristrutturazioni. I fondi ci sono e la scuola è tra i 4 pilastri fondamentali per il Paese”. Il ministro è intervenuto anche sul tema della disuguaglianza territoriale “non solo tra nord e sud, ma anche all’interno delle singole regioni. In Campania, a Napoli, c’è il 40% di dispersione. Bisogna usare le risorse per un nuovo modo di fare scuola”. “Sono anni pesantissimi, c’è una difficoltà umana e organizzativa- ha aggiunto il ministro- secondo i dati c’è il 52% di sofferenza. Dobbiamo impegnarci per uscire da questa fase che pesa su dirigenti, personale e ragazzi. La Dad è stata l’espressione della capacità di reagire e riorganizzare le attività, strumento attraverso il quale è stato possibile tornare oggi alla scuola in presenza. Non buttiamo via questa cosa. L’Europa è ora nella quarta ondata, non siamo fuori dalla tempesta, ma stiamo tenendo meglio di tutti”. “La scuola è viva e forte grazie a lavoro e sforzo- conclude Bianchi- perché dalla sofferenza si impara. Questa ricerca mette in evidenza la nostra fatica e tutto il lavoro che continueremo a fare come servitori dello stato”. (Adi/ Dire) 11:34 25-11-21

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