San Gennaro non fa il miracolo, il sangue resta solido. Il cardinale: non significa chissà cosa

L’ultima volta che il sangue non si è sciolto nella celebrazione di dicembre, è stato nel 2016. La Chiesa dice che non è poi così importante, ma per la gente di Napoli e per tutti i credenti può essere un presagio di cattiva sorte

16 dicembre 2020 (Fonterainews.it)

“Vogliamo fare un atto di vera e profonda devozione al santo Gennaro perché siamo uniti nel suo nome. E’ lui che ci aiuta a vivere e a testimoniare la fede e, anche se il sangue non si scioglie, non significa chissà cosa”. Sono le parole pronunciate dal cardinale arcivescovo Crescenzio Sepe ai piedi dell’altare maggiore del Duomo di Napoli. Sepe ha preso tra le mani la teca del sangue di San Gennaro, che è ancora solido, e prima di impartire la benedizione ai fedeli presenti in chiesa ha aggiunto: “E’ tutto scritto nel cuore di Dio e di Gennaro. L’importante è che noi ci sentiamo veramente uniti e partecipi di questo evento così particolare, che è la nostra devozione al nostro santo protettore”. Al termine del suo intervento, il prelato ha invitato tutti a proseguire nella preghiera. Da questa mattina, quando è stata aperta la cassaforte che custodisce la teca sacra, la situazione non è mai mutata. Anche l’arcivescovo di Napoli Sepe ha preso tra le sue mani il reliquario, ma non ci sono stati cambi di stato del sangue. I fedeli, comunque, continuano a sperare e non smettono di pregare. Dopo la celebrazione eucaristica della sera ci sarà una nuova ostensione e, se non ci sarà il prodigio, la teca verrà nuovamente riposta in cassaforte. Secondo la tradizione popolare, qualora non si verificasse lo scioglimento del sangue, sarebbe presagio di cattiva sorte nei confronti della città e dei partenopei. Tradizione, però, vuole che questa eventualità sia particolarmente sentita nel giorno delle celebrazioni del Santo patrono, ossia il 19 settembre. In alcune occasioni, il prodigio della prima domenica di maggio e del 16 dicembre, detto ‘miracolo laico’, non si è replicato. L’ultima volta nel dicembre del 2016 quando, nonostante nenie e preghiere, il sangue non si sciolse. Nel 2015, invece, il prodigio si verificò in serata. Il miracolo: chiesa e popolo divergono su significato Il mancato scioglimento del sangue di San Gennaro, nella data del 16 dicembre, non si verifica dal 2016. Con il 19 settembre e con il sabato che precede la prima domenica di maggio, il 16 dicembre è uno dei tre appuntamenti dell’anno in cui i fedeli attendono il prodigio del santo patrono di Napoli. Una circostanza che si ripete del 1631, il giorno in cui, secondo la tradizione, i napoletani chiesero e ottennero l’intervento miracoloso di San Gennaro per scongiurare una violenta eruzione del Vesuvio, che minacciava di raggiungere la città. Il prodigio va oltre la fede e sconfina nella credenza popolare, tanto da essere considerato come un buon auspicio se accade, o, in caso contrario, come il segno che potrebbero accadere eventi negativi o catastrofici. Su questo aspetto, però, è netta la divergenza di posizioni tra il popolo e il clero. “Associare il mancato prodigio a qualcosa di non positivo ha a che fare esclusivamente con la tradizione popolare e non con la fede – chiarisce Doriano Vincenzo De Luca, prelato della Cappella del Tesoro – come Chiesa abbiamo sempre rifiutato questa associazione”. Eppure anche la Chiesa dà comunque un significato al ‘miracolo’ del santo. “Non lo leghiamo a eventi nefasti e catastrofici – sottolinea il prelato – piuttosto lo consideriamo come un invito a un supplemento di impegno e di preghiera che San Gennaro ci chiede. In questo particolare momento storico, inoltre, si può parlare anche di un supplemento di impegno civile per chi ha la responsabilità di guidare la città di Napoli”.

Fonte rainews.it

 

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