Napoli, San Gennaro non delude: il prodigio si avvera alle 10.04

Il cardinale Sepe ha sottolineato: «Gioia per la città di Napoli e per la Campania»



di Antonio Folle

Si rinnova il prodigio di San Gennaro. Quest’anno il sangue del santo patrono di Napoli si è sciolto alle 10.04. Consueto lo sventolio del fazzoletto bianco da parte della deputazione. Il cardinale Sepe ha sottolineato: «Gioia per la città di Napoli e per la Campania».
La chiesa cattedrale è gremita di fedeli come sempre nel giorno della solennità; oggi in Duomo si celebra il santo patrono della città e della Campania e fedeli e curiosi, riunitisi anche per la prima messa, quella delle 8, sono in festa.

Il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, si è recato in cappella e prendere le ampolle che contengono le reliquie del Santo. Dopo aver percorso la navata assieme all’abate, monsignor Vincenzo De Gregorio, presiede la celebrazione. Ogni anno, sono numerose le richieste di accredito per seguire la cerimonia da parte dei media nazionali e internazionali e degli ospiti. Quest’anno sono arrivate alla Curia di Napoli oltre 400 richieste.

«E’ segno della bontà, benevolenza, misericordia e amore per noi, per Napoli, per la Campania, per la Chiesa» ha detto il cardinale annunciando l’avvenuta liquefazione del sangue di San Gennaro, patrono di Napoli e della Campania. «E’ anche un invito a tenerci stretti stretti, come nostro parente e nostro amico, il nostro protettore San Gennaro – ha affermato – Viva San Gennaro».

«Purtroppo il male che fanno a Napoli i sicari di odio e di violenza è senza limiti». Così il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, durante l’omelia. «Essi in effetti tentano di uccidere sul nascere proprio la possibilità di fare futuro – ha affermato – quindi di guardare avanti, di porre le basi per una vita ordinata, per la crescita di una comunità attenta ai valori fondamentali e quindi naturalmente orientata al bene comune. La violenza è il primo baluardo, il primo grande ostacolo che si pone su questa strada». «Genera paura, insicurezza – ha sottolineato – favorisce connivenza e complicità e ogni forma di comportamento che va contro il bene comune». «Certo, a nessuno si può chiedere di essere eroe anche perché chi tradisce Napoli alle spalle, essendosi arruolato nelle formazioni della violenza organizzata e no, sa scegliere con lucida protervia i lati deboli». «E occorre dirlo – ha concluso – alla fine Napoli si trova a vivere pienamente una condizione che toglie libertà e mina alla base i diritti dei cittadini, rendendo la loro vita difficile, per non dire proibitiva».

«È disumano, non potete, in nome del dio denaro, sacrificare dignità e lavoro di oltre 400 famiglie» ha proseguito Sepe parlando del caso Whirlpool Napoli, i cui operai hanno tenuto un sit-in davanti al Duomo. «Ho saputo che avrebbero venduto a una azienda svizzera – ha affermato – non è bello». «È giusto che difendano i loro diritti, la loro dignità di uomini e lavoratori – ha aggiunto – Devono essere messe in campo tutte le azioni affinché siano salvati i posti di lavoro. Devono essere aiutati a salvaguardare il loro lavoro e non si devono arrendere mai ma cercare di difendere il lavoro, da soli non ce la faranno, servono le istituzioni ma anche con la Chiesa come sostegno morale». «Tutti – ha concluso – siano rispettosi di lavoratori e loro diritti».

«Trovo inaccettabile che da alcuni giorni si spara nei Quartieri Spagnoli, il luogo dove maggiormente si avverte il riscatto della città» ha detto il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, a margine della celebrazione di San Gennaro nel Duomo. L’ex pm, commentando l’omelia del cardinale Crescenzio Sepe, ha sottolineato: «Mi è piaciuto il passaggio sui traditori. Bisogna eliminare queste sacche di violenza, non è possibile che ci siano alcune persone, magari anche conosciute, che nei Quartieri Spagnoli la fanno da padrone. Questo è un tema che riguarda il governo, il ministero dell’Interno. I ministri passano, le promesse rimangono, i fatti non arrivano. Ci vuole più presenza delle forze di polizia in alcuni luoghi, soprattutto di notte e la gente si sentirebbe più sicura». Il sindaco de Magistris ha sottolineato anche che «chi vuole il male di Napoli è la camorra ma anche chi non la cura e difende. L’impegno deve essere forte, questa città ha una grande rete solidarietà, non siamo all’anno zero, e questa città ha scelto da tempo l’umanità e il cuore rispetto alla violenza».

«Ho trovato l’omelia del cardinale Sepe molto profonda e rigorosa, ci ha invitato ad avere spirito di verità e a guardare in faccia i problemi» ha detto il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, commentando l’omelia dell’arcivescovo. De Luca ha sottolineato che il cardinale ha spinto i fedeli «ad avere senso del dovere e anche fiducia nelle nostre forze e possibilità di creare un futuro per i nostri figli, a condizione che ci sia ordine, che non ci sia questo senso di disordine continuo. Dobbiamo darci obiettivi e dobbiamo perseguirli con grande rigore, questo è l’unico modo per andare avanti».

Fonte ilmattino.it

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