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Aver portato il problema in Regione è il primo risultato positivo. Già due incontri si sono succeduti e tra tutti i convenuti la presenza dei Sindaci è quella che ha più valenza.

Primo, perchè hanno la possibilità di parlarsi tra di loro e questo, come vedremo, è propedeutico a nuovi ragionamenti comuni. Secondo, per l’impatto che hanno nel mostrarsi insieme all’interlocutore “Regione”, l’unica che può gestire gli interventi “a farsi”.

Dalla prima relazione che ne fa Marco Cuomo gli argomenti trattati ieri, con l’Assessore Bonavitacola,  sono stati tre: Il depuratore – Lo stato dei Valloni – l’Impianto fognario.

Sul depuratore c’è poco da dire se non evitare ulteriori ritardi. Nessuno ne disconosce l’utilità e controllare che i lavori vengano ultimati in fretta è un’ esigenza più che legittima. Potrebbe essere utile affidare al Comune di Vico maggiore responsabilità nel seguire da vicino ciò che resta ancora da fare.

Strettamente connesso è il ragionamento da impostare sulla rete fognaria che, nonostante le bugie dell’Amministratore di GORI, è ormai acclarato che nel suo percorso la Penisola non è affatto servita da due impianti separati, uno per le acque bianche, l’altro per le acque nere, rivelatosi insufficiente nello smaltire piogge abbondanti, per niente eccezionali. Metterci mano è assolutamente necessario.

In attesa del riordino dell’ATO, in discussione nel Consiglio Regionale, i Sindaci della Riviera possono da subito svolgere un’azione comune per indicare alla Regione la progettazione di un nuovo impianto. Dire che non ci sono soldi è un modo irresponsabile per lavarsi le mani e la Regione farebbe bene a impegnarsi nel reperire le risorse come è avvenuto per il Comune di Scafati che ha incassato 55 milioni di Fondi Fesr per farsi le fogne, come ce ne sono altri 150 per sistemare il corso del fiume Sarno, fino a costruire la seconda foce sul canale Bottaro. Qualcuno li avrà pure sollecitati a Babbo Natale.

Un altro ragionamento va fatto sui Valloni. Anche a me piacerebbe passeggiarvi. Ma da quando il Padreterno li ha creati, questi profondi solchi nel paesaggio Sorrentino hanno sempre avuto la funzione di raccogliere le acque sorgive e piovane, come il letto di un fiume. E’ la loro missione naturale. Perchè convogliare queste acque in fogna e determinare l’incontro con le nere e provocare il disastro vissuto a ferragosto?

Anche qui l’ingegneria idraulica potrà dirci come regimentarle, né più né meno come è stato fatto per controllare le piene del fiume Sarno con le costruende vasche di laminazione sul suo percorso.

L’ultima considerazione è sull’azione svolta dal Movimento de LA GRANDE ONDA. Determinante è stata la sua presenza propositiva con la forza di 7 mila Cittadini che civilmente hanno rivendicato attenzione su un problema che ha rischiato di compromettere la nostra economia turistica e la salute pubblica.

Cosa c’è da fare? Semplice. La sua legittimazione è avvenuta nelle riunioni avutesi in Regione. Altrettanto deve accadere presso i Consigli Comunali della Riviera che in questo momento devono prendere le iniziative maggiori per rivendicare ascolto, ma sopratutto atti per correggere gli errori visti finora.  L’ONDA deve sollecitare e partecipare con un suo rappresentante alle riunioni che trattano l’argomento. Non perdiamoci di vista. Gaetano Maresca