MANIFESTO-APPELLO SUL DIRITTO ALLA SALUTE

– Al Ministro della Salute
On. Roberto Speranza
– Alla Sottosegretaria al Ministero della Salute
on. Sandra Zampa
– Al Vice Ministro della Salute
on. Pierpaolo Sileri
– Ai Gruppi parlamentari
– Al Presidente della Regione Emilia-Romagna
dr. Stefano Bonaccini
– All’Assessore alla Sanità della Regione Emilia-Romagna
dr. Sergio Venturi
– Ai Gruppi consiliari della Regione Emilia-Romagna
– Al Presidente dell’Associazione Nazionale dei Comuni italiani
dr. Antonio Decaro
– Al Sindaco di Bologna e Presidente dell’Area metropolitana
dr. Virginio Merola
– Al Presidente dell’Ordine dei Medici di Bologna
dr. Giancarlo Pizza
– Al Presidente dell’Ordine dei Medici nazionale
dr. Filippo Anelli
– Alla cittadinanza tutta
– Ai mezzi di informazione

MANIFESTO-APPELLO SUL DIRITTO ALLA SALUTE:
LA MEDICINA PARLI, LA POLITICA E LE ISTITUZIONI ASCOLTINO E AGISCANO CON DECISIONE ED URGENZA

Politica e Istituzioni rischiano di restare estranee ai bisogni essenziali dei cittadini, primo fra tutti il diritto alla salute inteso come pieno benessere e non solo come assenza di malattia. La Medicina moderna, al pari delle dinamiche politico-istituzionali, ha finito con il perseguire un suo sviluppo (clinico-tecnologico) piuttosto che un complessivo progresso (sociale) nel contrastare le profonde radici delle incalzanti malattie cronico-degenerative: neoplasie (oltre 1000 al giorno), affezioni cardiocircolatorie e respiratorie, obesità, cirrosi, patologie infettive ed autoimmuni e da stress psico-fisici, ecc.. Queste risultano sostenute in larga parte da fattori culturali e significativi disagi sociali, trascurati nella trasmissione del sapere medico e nelle Istituzioni sanitarie incentrate in attività e ricerche diagnostico-terapeutiche per un sovrastante empirismo orientato verso alterazioni anatomiche, geometrie e formule matematiche.
In sostanza, il Servizio sanitario diagnostica e cura malattie evitabili ab initio (l’80% secondo l’OMS), ne trascura i fattori che le favoriscono e le sostengono, Intanto molte, troppe persone inconsapevoli continuano ad ammalarsi e a perire perché le cause patogene indovate nelle pieghe della Società, vere fabbriche della malattia, conservano e diffondono intatta la loro straripante violenza mentre il diritto alla Salute viene confuso con elevati livelli di farmaci e servizi, complessità tecnologiche e gestionali che fanno imprimere alle Strutture ospedaliere, vissute come fabbriche della salute, le ragioni oggettive della malattia con un involontario suggerimento: la salute si preserva apportando modifiche al corpo con tecnologie e terapie sofisticate al punto da esonerare le Istituzioni dalla loro primitiva missione ideale come i mezzi di locomozione esonerano dal camminare e ne superano l’esigenza.
Nella percezione comune le malattie viene così assunte ad evento ineluttabile e fatale come la forza di gravità e i movimenti tellurici… E intanto oltre un terzo della popolazione, quasi del tutto inconsapevole, viene colpita da malattie cronico-degenerative ed acute, in costante crescita, in larga parte evitabili (prevenzione primaria) oltre che prevenibili (prevenzione secondaria=diagnosi precoce), non facilmente guaribili, più spesso trattabili con terapie riequilibratrici e palliative il cui costo diverrà presto incompatibile con l’universalismo del Servizio sanitario per vari fattori, fra cui il progressivo invecchiamento della popolazione.
La peste nera della nostra epoca, impercepita ed implacabile, avanza alimentata da almeno 150 cancerogeni sparsi nell’ambiente; da 30 milioni di tonnellate di amianto (letale in 10-12 persone al giorno) sul nostro territorio; dai 52 miliardi di sigarette fumate da italiani ogni anno, fin dall’età scolare, con rischi connessi di malattie gravi che raggiungono il 3.000% e 90.000 decessi; per assenza di informazioni serie su errati stili di vita che conducono ad abusi di farmaci, psicofarmaci, stupefacenti ed alcoolici, zuccheri, proteine e grassi animali causa dell’esposizione di 10 milioni di italiani al rischio di cirrosi e di 5 milioni di obesi candidati a gravi malattie, a partire dall’età scolare, con ridotte aspettative di vita, ecc.
Sul piano socio-economico basterà citare un solo dato, e non il maggiore: nonostante i 25 miliardi annui che l’Italia spende (OMS, 2016) per gestire le conseguenze degli eccessivi consumi di alcoolici, gli abusi rappresentano la causa principale di morte e disabilità tra i giovani, oltre ad un aumentato rischio di declino cognitivo prima dei 65 anni, e di decessi alcool-connessi di 75.000 persone. Va aggiunto che il consumo di 10 gr/die di alcoolici aumenta in modo significativo l’incidenza di tumore alla mammella in pre-post-menopausa e che dosi di 20 gr/die favoriscono le neoplasie dell’apparato digerente senza contare le combinazioni sommatorie dirette con i prodotti del tabacco e con una erronea alimentazione (International Agency for Research on Cancer, 2018).
Di fronte a questa situazione catastrofica il compito di donne e uomini di tutte le Istituzioni è “seminare dubbi, non raccogliere certezze”. La Medicina parli in Scienza e Coscienza, la Politica e le Istituzioni ascoltino e agiscano per il bene comune con decisione ed urgenza. Fra le priorità: informazioni dirette, dettagliate ed inequivocabili alla cittadinanza, fin dalle Scuole primarie, sulle conseguenze dei diversi stili di vita; invito formale, fatta salva l’autonomia didattica, che la trasmissione del sapere medico evidenzi le origini delle malattie, la loro evitabilità e prevenzione; il sostegno serio della ricerca epidemiologica e di base che abbia l’obiettivo di individuare fattori scatenanti il processo patogenetico; un piano articolato e strettamente cadenzato per l’eliminazione di amianto e cancerogeni circolanti; l’avvio di indagini sui possibili effetti nocivi delle onde elettromagnetiche; favorire il trasporto pubblico che sia davvero efficiente e puntuale con assenza di emissioni tossiche; privilegiare la produzione “pulita” di merci e di generi di prima necessità; combattere le ragioni della povertà economica e culturale diffusa; varare programmi nazionali di prevenzione ben motivati davanti alla cittadinanza; istituire incisivi controlli permanenti sulla sicurezza in strade (oltre 160.000 incidenti con 3.200 letali annui) e luoghi di lavoro (un decesso ogni 3 giorni); affrontare il disagio e le patologie, incipienti e conclamate, prevedibili nelle età avanzate con provvedimenti che favoriscano aggregazioni, mobilità, assistenze attive e mirate a contrastare la solitudine e il decadimento fisico e mentale.
Cordiali saluti
Francesco Domenico Capizzi, già docente di Chirurgia Generale nell’Università di Bologna e direttore di Chirurgia generale negli Ospedali Bellaria e Maggiore di Bologna;
. Vincenzo Balzani, professore emerito di Chimica generale e
sopramolecolare nell’Università di Bologna, candidato al Premio Nobel
nel 2016;
. Monica Bini, docente di Lettere, Bologna;
. Maria Teresa Cacciari, docente di Lettere, Bologna;
. Giancarla Codrignani, parlamentare per tre Legislature, docente,
politologa, giornalista, Bologna;
. Luciano Corradini, nel ’95-96 sottosegretario alla Pubblica istruzione,
professore emerito di Pedagogia generale nell’Università di Roma;
. Francesco Corcione, docente di Chirurgia Generale nell’Università
Federico II di Napoli, Presidente Emerito della Società Italiana di
Chirurgia, Membro Onorario della Acadèmie Nationale de Chirurgie de
France;
. Adriana Destro, docente di Antropologia culturale nell’Università di
Bologna;
. Michele Del Gaudio, magistrato, parlamentare nella…Legislatura;
. Giorgio Dragoni, docente di Fisica nell’Università di Bologna;
. Sandra Ferretti, docente di Storia dell’arte, pittrice, Bologna;
. Giancarlo Gaeta, docente di Storia del cristianesimo antico
nell’Università di Firenze;
. Raniero La Valle, giornalista, saggista, Roma;
. Daniele Menozzi, professore emerito di Storia contemporanea nella
Scuola Superiore Normale di Pisa;
. Tomaso Montanari, docente di Storia dell’Arte moderna nell’Università
di Siena;
. Mauro Pesce, docente di Storia del cristianesimo nell’Università di
Bologna;
. Adriano Prosperi, professore emerito di Storia dell’Età della Riforma e
Della Controriforma nella Scuola Superiore Normale di Pisa, membro
dell’Accademia dei Lincei;
. Paolo Pombeni, professore emerito di Storia dei Sistemi politici europei
Nell’Università di Bologna, politologo, editorialista;
. Giovanni Ravenna, avvocato, Bologna;
. Laura Renzoni Governatori, docente di Diritto nell’Università di
Bologna ;
. Claudia Rizzi, medico internista, Bologna;
. Maria Sabatino, docente di Lettere antiche e dirigente scolastica,
Bologna;
. Renzo Tosi, docente di Letteratura greca nell’Università di Bologna;
. Ildo Tumscitz, medico, psicoterapeuta, Bologna;
. Alessandra Bonoli, docente di Ingegneria delle Materie prime
nell’Università di Bologna;
. Lucia Alberghini, Dirigente farmacista nell’AUSL Bologna;
. Nicola Armaroli, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Bologna;
. Claudia Balzani, Assistente sociale nel Comune di Bologna;
. Alberto Bellini, docente di conversione dell’energia, Università di
Bologna
. Renza Bertuzzi, docente di Italiano e Storia, Bologna;
. Carlo Cacciamani, Dipartimento Protezione Civile, Roma
. Romano Camassi, Ricercatore Istituto di Geofisica e Vulcanologia,
Bologna;
. Sergio Castellari, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia,
Bologna;
. Daniela Cavalcoli, docente di Fisica della Materia, Università di
Bologna;
. Marco Cervino, fisico, epidemiologo ambientale nell’Istituto di Scienze
dell’Atmosfera e del Clima, Bologna
. Maria Cristina Facchini, Direttore dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera
e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Bologna;
. Flavio Fusi Pecci, direttivo della Società Astronomica Italiana, Bologna;
. Sandro Fuzzi, Associato Senior, Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del
Clima;
. Raffaele Palmieri, docente di Filosofia, Bologna;
. Leonardo Setti, ricercatore in Nuovi modelli di sistemi integrati per la
Gestione dell’energia nell’Università di Bologna;
. Margherita Venturi, docente di Chimica generale nell’Università di
Bologna;
. Antonio Volpe, dirigente scolastico e presidente dell’Associazione
dirigenti della Scuola del Lazio, Roma;

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