Giuliana Gargiulo inaugura l’autunno della Ubik

Giuliana Gargiulo, la famosissima scrittrice e giornalista di origine sorrentina, è stata circondata da enorme affetto, vivo interesse e partecipe vicinanza dal pubblico d’eccezione che le si è stretto intorno sabato 5 ottobre 2019  in occasione della presentazione, per la prima volta a Vico Equense, città del Social World Film Festival e del Museo del Cinema, del suo fortunatissimo libro “Colpo di scena– Incontri di una vita” (Graus editore), alla Libreria Ubik Vico in Via Santa Sofia 3.

L’eclettica e poliedrica donna di cultura e spettacolo, che vanta nella sua carriera collaborazioni con tutte le più significative personalità del ‘900, nazionali e internazionali, è stata scelta quale ospite d’onore per inaugurare la nuova serie di presentazioni nella Libreria vicana, diretta con competenza ed entusiasmo da Giovanna Starace coadiuvata dal marito Raffaele, i quali, in quasi 4 anni di attività, hanno pienamente vinto la scommessa di farsi polo culturale attivo della città e impagabile bene per la collettività, attraverso feconde iniziative, tra eventi di animazione e letture ad alta voce per ragazzi, importanti collaborazioni con il Comune, le scuole del territorio, le associazioni, e la presenza in sede di autori importanti del panorama nazionale, ultima appunto la Gargiulo, che ha presentato finora il suo “Colpo di scena” nelle più prestigiose sedi istituzionali e artistiche d’Italia.

A presentare il prezioso testo, due veterani della promozione culturale sul territorio, Carmen Matarazzo, presidente dell’Associazione Achille Basile, e Carlo Alfaro, responsabile eventi del Circolo Endas Penisola sorrentina onlus e membro dell’Istituto di Cultura Torquato Tasso, con la media partnership di Mda comunications di Lina e Michele De Angelis e gli interventi musicali di Rosalba Spagnuolo e Franco Cesarano, coppia nella vita e nell’arte, magistrali cultori e interpreti della canzone classica napoletana, che hanno omaggiato l’illustre ospite dei brani: “Uocchie c’arraggiunate”, la canzone del primo ‘900 di Alfredo Falconi Fieni (parole) e Rodolfo Falvo (musica) tanto amata da Eduardo de Filippo; la struggente “Ninna Nanna” che lo stesso Eduardo scrisse per il figlio Luca, musicata da Nicola Piovani; il classico “Te voglio bene assaje”, considerato il brano che segna la nascita della moderna canzone napoletana d’autore.

Dopo aver assistito allo Speciale Rai dedicato a Giuliana e alla sua straordinaria storia umana e professionale, il pubblico della Ubik è stato accompagnato nel vivo della presentazione con la lettura, da parte della Spagnuolo, della prefazione, ricca di affetto e di verità, che Lina Wertmuller, la grande regista romana oggi novantunenne, Oscar alla carriera 2019, famosa per i suoi film corrosivi, intrisi di una forte satira sociale, grottesca e travolgente, spesso con titoli esageratamente lunghi, molte volte con l’irresistibile coppia Giancarlo Giannini e Mariangela Melato, binomio perfetto per interpretare e denunciare gli stereotipi italiani, ha voluto dedicare all’amata Giuliana, spesso voluta nei suoi film in piccoli ruoli, nel segno dell’amicizia che le lega.

“Colpo di scena” è l’autobiografia di Giuliana Gargiulo, un appassionato viaggio, anche fotografico, dentro i mondi che ha vissuto, sperimentato, esplorato, nella sua esistenza segnata da una moltitudine di incontri magici e determinanti, e anche la summa della sua filosofia di vita, e un atto d’amore per il teatro, che fin da bambina è stato un punto di riferimento. Attraverso il diario dei suoi anni vissuti intensamente, senza risparmio di forze nè di impegnata passione, emerge il racconto di una vita fuori dal comune, con opportunità uniche, ma anche l’invito, contemplando la sua esistenza esemplare, a non abbandonare mai i propri progetti e sogni e a seguire sempre le proprie aspirazioni, restando fedeli a se stessi, come ha fatto l’Autrice, che ha sempre ostentato il coraggio di prendere la propria vita fra le mani e viverla bene, pienamente e serenamente, nel completo rispetto di sé e degli altri. Il titolo del testo è emblematico, come spiega Giuliana: “per questo libro il titolo è stato dettato dal suo significato letterale, una svolta improvvisa, una situazione ribaltata che ha prodotto una nuova luce. E a teatro, il colpo di scena è d’obbligo”. I colpi di scena della sua vita sono stati dettati da incontri straordinari, ognuno dei quali l’ha arricchita e spronata a un cambiamento, avendo lei fatto tesoro di quanto le disse Federico Fellini: “Gli imprevisti non solo fanno parte del viaggio, ma sono il viaggio stesso”.

A partire dall’infanzia a Sorrento, territorio cui è indissolubilmente legata. Il padre, Almerico, era ingegnere e collezionista di stampe e quadri, la madre, Elena Fasulo, baronessa e donna di rara sensibilità, e avevano amici pittori, musicisti, scrittori, attori, che frequentavano assiduamente la casa, Villa Gargiulo, rendendola un salotto culturale di spicco sul territorio. Giuliana è cresciuta pertanto respirando un’atmosfera permeata di cultura e arte. Benchè infatti si definisca “cittadina del mondo”, perché convinta che in qualunque posto si possano intessere legami di amicizia, e sia residente a Napoli, che ama visceralmente, Giuliana resterà per sempre figlia di Sorrento, orgogliosa di essere nipote di quel Manfredi Fasulo, storico e scrittore che, studioso di Torquato Tasso, tanti lavori ha dedicato al poeta e alla Terra delle Sirene. Proprio a Sorrento, nella villa paterna, dove torna ogni estate e riceve, incessantemente, come in pellegrinaggio, amici sorrentini vecchi e nuovi, vi fu da bambina il primo incontro che ha segnato il suo destino, con Rossano Brazzi, il magnetico attore “fidanzato d’Italia” negli anni ’50, che ha incarnato al cinema il prototipo perfetto del latin lover, riscuotendo successo internazionale, e Valentina Cortese, simbolo femminile di divismo e glamour in Italia e nel mondo negli anni ’50, che con Giorgio Strehler al Piccolo di Milano ha realizzato capolavori insuperati a teatro, mentre altri irripetibili spettacoli con altri mostri sacri ne hanno forgiato il mito, oltre ad essere icona di stile col suo immancabile foulard sul capo, in realtà omaggio all’ambito contadino, dove fu cresciuta, abbandonata dalla madre perché figlia illegittima. Rossano Brazzi e Valentina Cortese, quando Giuliana aveva nove anni, recitavano assieme al Teatro Tasso di Sorrento, e fu osservandoli che la piccola scoprì la “verità/finzione” del teatro, restandone abbagliata. Quando Brazzi, che frequentava la sua casa e, non avendo figli, l’aveva praticamente “adottata”, le chiese cosa volesse in regalo visto che stava per recarsi a Hollywood, lei rispose, di getto: “Voglio tutto quello che serve per fare il teatro”. Detto fatto, il divo le inviò a casa una “scatola delle meraviglie” che fece scalpore a Sorrento, dove all’epoca non c’era neppure una profumeria, con dentro tutti i trucchi e gli accessori di una vera attrice, parrucche, ciglia finte, nasi di gomma, denti posticci, cappelli, pizzi, cerone, smalti, rossetti…Così Giuliana creò, nello spazioso salone di casa sua, il proprio “Teatrino dell’Allegria”, in cui riversava tutta la sua passione per la recitazione, scrivendo commedie che con i cugini inscenava ad uso di familiari e amici.

Altro incontro illuminante, quello con Sofia Loren e Vittorio De Sica, che a Sorrento nel 1955 girarono “Pane, amore e…”, diretti da Dino Risi. L’incontro con l’icona del cinema italiano nel mondo, che nel 1960 avrebbe vinto il Premio Oscar come miglior attrice per il ruolo nel film “La Ciociara” di Vittorio De Sica, e un secondo Oscar, questa volta alla carriera, nel 1991, deve aver illuminato la giovanissima Giuliana sul desiderio di un futuro alla ribalta delle scene, tanto che, come lei stessa a raccontato, in un diario della sua adolescenza appuntò: “prometto a me stessa che farò l’attrice”.

E l’occasione si presentò intorno ai vent’anni, grazie all’incontro con il Maestro per antonomasia, Eduardo De Filippo, il più grande drammaturgo napoletano del ‘900, e, assieme a Pirandello, d’Italia. Nato dalla relazione extra-coniugale di Eduardo Scarpetta con la nipote della moglie, Luisa De Filippo, con i fratelli Peppino e Titina cominciò dalla primissima infanzia a calcare le tavole del palcoscenico, mostrando un talento potente quanto precoce. A 31 anni con la sorella Titina e il fratello Peppino formò la “Compagnia del Teatro Umoristico”, diventando icona di Napoli nel mondo. Giuliana conobbe il Maestro prima a Sorrento, e poi sul palco, grazie al concorso indetto dall’attore “Eduardo cerca un’attrice”, che vinse mentre era all’Università studiando Giurisprudenza, selezionata tra centodieci aspiranti che, nel provino al San Ferdinando, dovevano recitare una pagina della commedia “Le bugie con le gambe lunghe”. Eduardo scrisse anche un ruolo appositamente per lei in una sua famosa commedia (“Giulianella” in “Sabato, domenica e lunedi”). Dopo una trentina di ruoli in tre anni, arrivò la consacrazione con la protagonista di “Uno coi capelli bianchi”, i critici facevano a gara a lodarla. Ma, colpo di scena, Giuliana si innamora di un be ragazzo, Mario Testa, sposa e lascia il teatro, col contratto già pronto per dodici commedie televisive e rappresentazioni nelle principali città italiane, tra la delusione di Eduardo. Arrivano le figlie, l’amore incommensurabile per la sua famiglia. Ma Eduardo resta sempre presente nella sua vita come punto di riferimento, e lei ne diventa biografa e confidente, rapporto consolidato anche attraverso la solida amicizia col figlio Luca, che ha visto crescere e portare avanti degnamente l’eredità artistica del padre. L’estate che ha preceduto la sua morte, nel novembre 1984, Giuliana ha trascorso molto tempo con Eduardo, nella sua casa all’Isola Isca, di fronte a Nerano, momenti di indimenticabile emozione e dolcezza.

Dall’epoca eduardiana, nascono incontri e amicizie fondamentali di Giuliana con pezzi della storia della musica e del teatro napoletano. Come Pupella Maggio, figlia d’arte, che nacque nel camerino del Teatro Orfeo, e ad appena un anno fu in scena nella commedia “Una pupa movibile” di Eduardo Scarpetta, da cui il suo nome d’arte, e dopo aver recitato quarant’anni nella compagnia paterna entrò nella compagnia di Eduardo, interpretando, dopo la morte di Titina De Filippo, i grandi personaggi femminili del suo teatro, da Filumena Marturano a donna Rosa Priore in “Sabato, domenica e lunedì”, ruolo che Eduardo scrisse per lei. O Come Concetta Barra (madre di Peppe Barra), scoperta da Roberto De Simone, impareggiabile cantante e interprete dei principali testi della tradizione popolare napoletana. O Angela Luce, cantante e attrice simbolo della canzone napoletana, che ha esordito con Eduardo e ha lavorato al fianco di mostri sacri del calibro di Totò, Vittorio De Sica, Alberto Sordi e Marcello Mastroianni. O Anna Maria Ackerman, che ha iniziato con Eduardo De Filippo una lunga carriera che l’ha vista in primo piano a teatro, in radio, in televisione, al cinema, oltre ad insegnare recitazione e dizione al teatro Totò di Napoli. Quando Giuliana, Angela Luce e la Ackerman sono state fotografate assieme in occasione della presentazione del libro “Colpo di scena” alla Fondazione Circolo Politecnico a Napoli, i giornali hanno titolato, a proposito del “magnifico trio”: “Giuliana scrive, Angela canta e Anna Maria recita”.

Gli anni ’70 vedono poi, tra i protagonisti della vita di Giuliana, i geniali artisti della “Banda Arbore”. Renzo Arbore, Giuliana lo conosceva da giovanotto come un ragazzo timido, molto diverso dal poliedrico personaggio radio-televisivo, attore, showman e musicista che ha rivoluzionato lo spettacolo italiano con la genialità delle sue intuizioni. Nato a Foggia, ma napoletano d’adozione, iniziò la sua carriera alla radio con trasmissioni assolutamente innovative come “Bandiera gialla”, “Alto gradimento”, “Radio anche noi” al fianco di Gianni Boncompagni, poi in tv esordì con la trasmissione “Speciale per voi”, primo talk-show della televisione italiana, nel 1976 varò su Rai 2 “L’Altra domenica”, altro cult della televisione in cui per la prima volta il pubblico entrava in diretta con il programma e venero lanciati, tra gli altri, personaggi come Roberto Benigni, Milly Carlucci, Mario Marenco, le Sorelle Bandiera, Giorgio Bracardi, Gegè Telesforo, Marisa Laurito, Nino Frassica, Andy Luotto, Maurizio Nichetti, Isabella Rossellini Michele Mirabella, Luciano De Crescenzo. Nel 1984, in occasione del 60° anniversario della radio Rai, realizzò “Cari amici, vicini e lontani”, riuscendo a coinvolgere Radio e Televisione in un matrimonio sembrato fino ad allora impossibile. Il 1985 ci fu il trionfo di “Quelli della notte”, programma che inaugurò la “seconda serata” televisiva, nel 1986 fu secondo classificato a Sanremo con la canzone “Il clarinetto” e girò i film cult “Il Pap’occhio” e “F.F.S.S. Cioè…che mi ha portato a fare sopra Posillipo se non mi vuoi più bene?”, nel 1987 trionfò ancora con “Indietro Tutta”,  con Nino Frassica, nel 1991 fondò L’Orchestra Italiana, composta da quindici grandi strumentisti, con lo scopo di diffondere nel mondo la canzone napoletana classica, con cui ha ottenuto un clamoroso successo internazionale. E Giuliana è sempre stata vicina a lui. Come a Luciano De Crescenzo, che, laureatosi in Ingegneria col massimo dei voti, direttore di IBM Italia, chiedeva a Giuliana se credeva avrebbe potuto pubblicare i suoi scritti di filosofia, cosa che poi ha fatto, scrivendo più di 25 libri, coi quali si è rivelato un eccezionale divulgatore di temi filosofici e storici, oltre ad essere speciale anche come attore, regista e sceneggiatore. E poi Marisa Laurito, grandissima amica di Giuliana: una delle donne più amate dal pubblico di ogni età per la forza della sua signorilità, carisma e talento. Attrice eduardiana, cantante, esperta di cucina e impagabile comunicatrice, debuttò nel 1969, a soli 18 anni, con Eduardo De Filippo, il suo mito sin da bambina (quando ne spiava furtiva le prove al Teatro San Ferdinando), in “Le bugie con le gambe lunghe”, e continuò a lavorare nella sua compagnia, oltre a fare tanto cinema, fino a che conquistò la grande popolarità nazionale lavorando a fianco di Renzo Albore nel programma cult “Quelli della notte”, nel 1985. Poi ha lavorato con Raffaella Carrà nello show di prima serata “Buonasera Raffaella” andato in onda tra il 1985 ed il 1986, ha conquistato pubblico e critica conducendo la trasmissione “Marisa la nuit” nel 1987, sempre sotto la guida di Arbore, ha riscosso ascolti auditel da record nell’edizione 1988-1989 di “Domenica in”, diretta da Gianni Boncompagni, ha presentato nel 1987 e nel 1990 due edizioni del varietà del sabato sera di Rai 1 “Fantastico”, la prima accanto ad Adriano Celentano e la seconda accanto a Pippo Baudo. Il successo televisivo è culminato, nel 1989, con la vittoria del Telegatto come personaggio televisivo femminile dell’anno. E’ stata anche tra le protagoniste della fiction di successo su Canale 5 “Dio vede e provvede”, con Angela Finocchiaro, Athina Cenci e Maria Amelia Monti, sul grande schermo ha recitato in una quarantina di film, addirittura nel 1991 partner di Antonio Banderas nella pellicola “Terre nuove”, ottenendo il premio per la migliore attrice protagonista al Festival del Cinema di Bogotà. Come cantante, ha riscosso consensi e simpatia a Sanremo 1989, con la divertente canzone “Il babà è una cosa seria”. Negli anni 2000 si è dedicata prevalentemente al suo primo amore, il teatro: tra il 2006 e il 2009 ha portato in scena il grande successo “Menopause the Musical”, per la regia di Manuela Metri, nelle stagioni teatrali 2009-2010 e 2010-2011 è stata Consolazione nella commedia “Aggiungi un posto a tavola”, con Gianluca Guidi. La sua nota passione per la cucina l’ha poi vista al timone di programmi di show-cooking negli anni 2010 su diversi canali televisivi. Marisa e Giuliana si sono ritrovate quest’anno assieme in scena, nella dodicesima edizione della Crociera della Musica napoletana, dove hanno fatto rivivere, a bordo della magica “MSC Opera”, da sabato 21 a sabato 28 settembre, salpando dal porto di Bari per arrivare a Venezia, passando per Kotor, Mykonos, Santorini, Corfù, il mito eterno di Eduardo De Filippo, mettendo in scena per la gioia dei crocieristi lo spettacolo “O’ culore de’pparole”, in cui le due icone della cultura partenopea hanno raccontato in musica e parole l’ineguagliabile Maestro.

Un altro capitolo importante della vita di Giuliana Gargiulo riguarda l’amicizia con Carla Fracci, icona incontrastata del balletto classico in Italia e regina dei palcoscenici mondiali, che, nata a Milano, è subito emersa e si è imposta per le sue impareggiabili doti, spesso diretta dal marito Beppe Menegatti. Le due si conoscono da ragazzine, prima della fama, e il loro legame è rimasto intatto negli anni, una ha le chiavi di casa dell’altra. La passione per il balletto è stata trasmessa da Giuliana alla figlia Elisabetta Testa, che è docente e critico di danza di rinomanza nazionale. Al mondo della danza è legata l’amicizia fraterna di Giuliana con Rudolf Nureyev, il ballerino russo che ha rivoluzionato il ruolo maschile nella danza, da che, fuggito dal regime sovietico, al Royal Ballet di Londra instaurò il celebre sodalizio con Margot Fonteyn. Il sommo danzatore, con cui Giuliana ha vissuto a stretto contatto cinque anni girando ogni parte del mondo, condivise con lei i suoi tormenti più profondi, in primis il dolore per la crudele lontananza dalla madre, avendo chiesto asilo politico e dunque non potendo tornare in patria.

La Gargiulo è stata vicina anche ai più grandi registi del secolo. Federico Fellini, riminese, dopo aver esordito come disegnatore di vignette, poi autore di copioni e gag, negli anni ’50 esordì alla regia rivelandosi al mondo quale genio assoluto. Nel 1954 con “La strada” conquistò il primo Oscar, il secondo nel 1957 con “Le notti di Cabiria”, protagonista in entrambi la moglie, Giulietta Masina. Con “La dolce vita” (1959), Palma d’oro a Cannes e nel 1963 “8½” (Oscar per il miglior film straniero e per i costumi) raggiunse le vette più alte della sua arte; “Amarcord” (1973), gli valse il quarto Oscar, e nel 1993, qualche mese prima di morire, ottenne il suo quinto Oscar, alla carriera. A Giuliana diceva “Chiamami Federico“, lasciandola a bocca aperta. Vittorio De Sica è stato, insieme a Roberto Rossellini, il caposcuola della corrente cinematografica del neorealismo. Vinse l’Oscar con “Sciuscià” (1946, ritratto dell’infanzia abbandonata) e, due anni dopo, “Ladri Di Biciclette”, sulla triste condizione dei disoccupati nel dopoguerra, e infine con “Il giardino dei Finzi Contini”, nel 1971. Franco Zeffirelli, fiorentino, ore e ore passate a confidarsi con Giuliana nella sua villa di Positano, si formò come regista accanto al genio Luchino Visconti e ad altri grandi, dedicandosi inizialmente con notevole successo alla regia di opere liriche, poi firmò i famosissimi “Romeo e Giulietta” del 1968, “Fratello sole, sorella luna” del 1972, “Amleto” del 1990, nell’interpretazione di Mel Gibson. Resta memorabile il suo Gesù di Nazareth del 1977, entrato nella storia del cinema per il ritratto particolarmente umano del Cristo.

Anche i più grandi attori italiani sono stati vicino alla nostra Giuliana, da Vittorio Gassman, genovese, attore teatrale e cinematografico dalle tali ineguagliabili doti di presenza scenica, temperamento istrionico, natura fortemente sensibile, da meritare il soprannome di “mattatore”, a Giancarlo Giannini, di La Spezia, di una statura interpretativa e versatilità unica che gli hanno permesso, durante la sua lunga e prestigiosa carriera, di calarsi in modo camaleontico in personaggi di ogni genere, di diversi dialetti italiani, così come in lingua inglese, a Marcello Mastroianni che, notato da Luchino Visconti a teatro, si impose presto al cinema, e con “La dolce vita” (1960) diede inizio a un lungo e fortunato sodalizio artistico con Federico Fellini, proseguendo poi una carriera di successi a fianco dei più grandi registi, con i quali ha rappresentato con grande talento la cinematografia italiana a livello internazionale.

marcello mastroianni

Nel campo della musica, Giuliana è stata accanto alle eccellenze in tutti i campi, dalla musica classica, essendo la giornalista prediletta di Riccardo Muti, il compositore e direttore d’orchestra napoletano che ha diretto trionfalmente i più importanti teatri e le più prestigiose orchestre del Pianeta, ha all’attivo una vastissima produzione discografica, innumerevoli riconoscimenti, oltre 20 le lauree honoris causa dalle più importanti università del mondo, oltre ad essere stata amica dell’indimenticabile Lucio Dalla con i suoi capolavori poetici in musica, o di Roberto De Simone, uno dei più grandi musicisti, musicologi e compositori napoletani, maestro impareggiabile nell’approfondimento del patrimonio culturale, teatrale e musicale della tradizione popolare campana sia orale che scritta, attraverso la fondazione della Nuova Compagnia di Canto Popolare, di cui è stato l’animatore, il ricercatore e l’elaboratore dei materiali musicali.

Roberto De Simone

Tra i personaggi importanti raccontatati e “vissuti” dall’Autrice, anche grandi scrittori come Alberto Moravia (vero nome Pincherle, Moravia è il cognome della nonna paterna), pilastro della letteratura del ‘900, a partire da “Gli indifferenti” (1929), mitici giornalisti come Indro Montanelli, lucido intellettuale e inviato d’assalto, che dalle colonne del Corriere ha giudicato negli anni l’Italia e gli italiani, con profonda onestà e spassionata chiarezza, sportivi come Enzo Maiorca, il re dell’apnea profonda, colui che è riuscito ad ottenere lo straordinario primato di aver sondato gli abissi, meritando la Medaglia d’Oro al valore atletico del Presidente della Repubblica, galleristi geniali come Lucio Amelio, che  dalla metà degli anni ‘60 alla metà degli anni ‘90 nella sua galleria in Piazza dei Martiri ha ospitato alcuni tra gli artisti più importanti del panorama internazionale, famoso anche per aver presentato, nel 1980, Joseph Beuys ad Andy Warhol, e per aver organizzato la mostra di 66 artisti internazionali “Terrae Motus” dopo il terremoto del 1980 in Campania, grandissimi costumisti come Piero Tosi, collaboratore di fiducia di tanti grandi registi, da Luchino Visconti a Vittorio De Sica, a Federico Fellini, a Liliana Cavani, a Pier Paolo Pasolini, a Franco Zeffirelli, fino a conseguire il premio Oscar alla carriera 2013.

Ma l’elenco degli incontri potrebbe continuare ancora. Giuliana è stata definita una giornalista “sui generis”, essendo specializzata particolarmente nell’intervistare i personaggi, grazie alle sue uniche capacità di introspezione che fanno apparire ogni intervista una catartica seduta psicologica. La Gargiulo ha ad oggi all’attivo migliaia e migliaia di interviste, ha pubblicato 35 libri e oltre 11mila articoli su 70 testate nazionali ed estere, è addirittura oggetto di studio ed è stata pubblicata una tesi di laurea su di lei. Per dieci anni Consigliere del Teatro Stabile di Napoli, è anche Consigliere dell’Airc (Associazione Italiana Ricerca sul Cancro) e degli Amici del San Carlo. Organizza e conduce i più importanti eventi culturali a Napoli e in Campania, che siano presentazioni di libri, conferenze, prime teatrali, rassegne musicali e tanto altro. Colta, pignola, dai molteplici interessi e dalla solida e vasta cultura, è amante dei viaggi per nutrire la sua inesauribile curiosità intellettuale, ha infatti girato e vissuto per il mondo. Va sempre di corsa tra i suoi cento appuntamenti e impegni al punto che la soprannominano “Via col vento”, ma è maniaca della puntualità, non a caso al polso indossa due orologi. Una vita, la sua, felice, ma perché ha scelto di esserlo, non essendole mancate i grandi dolori, come una grave malattia, la scomparsa del coniuge, le delusioni. Ma nulla l’ha mai fermata, perché, come ha detto in una intervista, “non ho mai smesso di scegliere la vita che resta lo spettacolo più grande che esista”.

Testo: Carlo Alfaro

Foto: Lina e Michele De Angelis

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