Francesco Grandi in realta’ si chiamava… Arienti

A Francesco GRANDI e’ intitolato il liceo artistico di Sorrento,pochissimi cultori di storia locale pero’conoscono la biografia del suo fondatore,un ex garibaldino dalla vita abbastanza avventurosa.
Cerchiamo di colmare questa lacuna riportando alcuni dati sul suo albero genealogico e notizie ricavate dalla sua AUTOBIOGRAFIA.
E le sorprese non mancheranno a cominciare dal suo vero nome…ma andiamo con ordine.
(Nella foto un raro disegno di Leonida Grandi, figlio di Francesco)

“Essere stato entusiasta dell’Italia e della

libertà, fu la ragione dei tempi in cui vissi,

perciò seguii il verbo dell’azione paterna,

ispirata all’idea mazziniana; quindi, occorre,

che prima di me parli di lui”.

Sono le parole senza retorica di un uomo di rara modestia, di un’anima eroica e generosa con le quali, cedendo alle insistenze dei familiari, inizia la sua autobiografia.

DATE, ETÀ, LUOGHI, AVVENIMENTI

1805

Lissone

Nasce il padre di Francesco Grandi: si chiama Tobia Arienti.

Vive in un periodo nel quale si risvegliavano le lotte per la redenzione della Patria dal giogo dell’Austria.

E’ amico di molti cospiratori e per questo motivo è controllato dall’occhiuta polizia austriaca.

Viene sospettato di aver svelato un trabocchetto ordito dalla polizia per arrestare esuli lombardi rifugiati in Svizzera. Da questo momento finisce la tranquillità per l’ardente patriota.

Per sfuggire all’accerchiamento della propria casa si difende sparando e ferendo un gendarme. Comincia la vita di fuggiasco e di ricercato.

In uno scontro a fuoco muore il suo amico di nome Luigi Grandi. Tobia Arienti s’impadronisce delle sue carte scambiandole con le proprie.

Scompare il nome di Tobia Arienti e compare da questo momento quello acquisito di Luigi Grandi.

Attraverso questo stratagemma sfugge alla prigione.

1830

25 anni

Lavagna

Luigi Grandi sposa Giovanna Palma (che a Cagliari aveva dei parenti: la famiglia Ravenna), vedova del capitano Copello da cui aveva avuto una bimba: Annetta (che nel 1847 sposò Nicola Ratti e andò a vivere a Genova presso uno zio che pubblicava la Gazzetta Ufficiale).

Ma la febbre patriottica lo divora e lo espone ancora alle rinnovate attenzioni della polizia fino a che la moglie lo induce ad abbandonare il Genovesato e a riparare in lidi più sicuri.

Luigi Grandi sbarca con la famiglia in Sardegna, a Porto Torres, e si trasferisce per alcuni anni a Sassari.

1831

26 anni

Sassari

Nasce la prima figlia Caterina Grandi.

La famiglia si trasferisce alcuni anni a Tempio; Luigi Grandi fa l’impresario edile.

14 marzo 1841

36 anni

Tempio

Nasce il secondo figlio, Francesco Grandi, che viene battezzato nella Cattedrale di San Pietro il giorno stesso della nascita.

Cagliari

Luigi Grandi lascia la famiglia a Cagliari e parte per Tunisi, Algeri, l’America, Rio Grande in Brasile con Garibaldi (varie battaglie…).

4/1848

43 anni

Luigi Grandi lascia Montevideo.

21/6/1848

Luigi Grandi sbarca a Nizza con Garibaldi dal brigantino “Speranza”.

28/6/1848

Luigi Grandi salpa per Genova dove va a trovare la vecchia madre e la figliastra Annetta Copello che aveva sposato Nicola Ratti.

Agosto 1848

Luigi Grandi combatte in Lombardia nel Battaglione Anzani, poi alle campagne di Luino e Morazzone.

4/8/1848

Dopo l’Armistizio di Salasco torna a Genova.

1849

44 anni

Luigi Grandi prende parte alla difesa della Repubblica Romana e viene ferito a Velletri, poi va a Roma a combattere a Porta San Pancrazio con Medici del Vascello.

Segue Garibaldi nella ritirata a San Marino e poi va con i compagni ad Arezzo dove sono disarmati e mandati a Livorno.

Luigi Grandi ritorna a Genova dove viene raggiunto da una lettera della moglie Giovanna Palma che, ormai in fin di vita a causa della malaria, gli affida il piccolo Francesco con la speranza che la responsabilità di allevare ed istruire il figlioletto potessero fermarlo dall’inquietudine bellicosa che aveva per l’indipendenza.

fine ottobre

1849

8 anni

Genova

Francesco Grandi va dal padre, accompagnato da un cugino della madre, capitano della nave Gulnara, che copre la tratta Cagliari-Genova.

Dopo un mese morì la madre Giovanna Palma e la sorella Caterina Grandi restò a Cagliari con i parenti Ravenna.

Il suo unico punto di riferimento fu il babbo. Diventa un piccolo testimone di ciò che gli esuli si raccontano. Così senza nulla comprendere, cresceva formandosi un’anima ardente, plasmata dei più alti ideali.

Conosce Mazzini per averlo visto più volte col padre, Felice Orsini, Garibaldi, diventa amico personale di Menotti Garibaldi.

Verso il 1853

12 anni

Sarzana

Francesco Grandi va col padre e vi resta un anno circa; lì venne a trovarli Felice Orsini.

Firenze

Francesco Grandi segue i corsi di disegno all’Accademia delle Belle Arti

Roma

Frequenta l’Accademia di San Luca.

1855

14 anni

Genova

Si trasferiscono nuovamente e il padre, fedele al suo spirito patriottico, si unisce ai cospiratori in piccole sommosse.

Nel frattempo il padre apre una fabbrica di mobili.

1856

15 anni

Genova

Francesco Grandi frequenta la Scuola di Scherma e il Tiro a Segno Nazionale a Porta Pila.

6/1/1857 16 anni
Genova

Muore il padre Luigi Grandi (anni 92) e i professori dell’Accademia di Genova (Canzio ed Isola) gli consigliano invano di andare a Torino per proseguire a studiare dallo zio Carlo Arienti (figlio di Mosè Arienti, fratello del nonno Ignazio) che è direttore dell’Accademia Albertina.

Francesco Grandi, che ormai ha compiuto 16 anni, continua a frequentare l’Accademia di Belle Arti di Genova e si guadagna da vivere facendo il disegnatore nella fabbrica di mobili di Domenico Bracco.

1858 17 anni
Dopo gli Accordi di Plombières, Garibaldi assume l’organizzazione e il comando di un corpo di volontari. Nascono i Cacciatori delle Alpi e Francesco Grandi, seguendo le orme paterne, partecipa come volontario alla Campagna Lombarda.

La guerra finisce per l’improvviso voltafaccia di Napoleone III. Scoppiano nel frattempo i Moti Siciliani e, poiché si cercano fondi per l’acquisto di fucili, Francesco Grandi non rimane inoperoso. Organizza serate di beneficienza al Teatro Carlo Felice di Genova e si esibisce come cantante nell’opera Orazi e Curiazi, cantando anche molti inni patriottici.

5/5/1860 19 anni
Quarto

Parte la spedizione dei cosiddetti “Mille Filibustieri” di Garibaldi, in realtà i volontari, fra i quali c’è Francesco Grandi, imbarcato sul Piemonte fra i Cacciatori delle Alpi, hanno tutti una professione proveniendo chi dall’Università e chi dalle Accademie.

Quando ripartono da Talamone si sposta sul Lombardo.

Riporta il Grandi:

”I tanti dialetti erano fusi in un fraterno slancio. Tutti vestivano abiti borghesi, alcuni col cappello a cilindro o con il basco da viaggio, chi in redingote e certi con le scarpe lucide da ballo o da teatro”.

Tre sono gli episodi che meritano di essere ricordati:

1) Le camicie rosse,

2) La battaglia di Calatafimi,

3) I fatti di Bronte.

Le camicie rosse.

Francesco Grandi racconta che Garibaldi in un momento di pausa, vicino a Salemi, riflettendo sull’organizzazione da dare ai volontari, si pone il problema della divisa. Bisogna trovare qualcuno che sappia disegnare.

Francesco Grandi, che porta sempre con sé carta, compassi e righe, viene invitato a preparare i bozzetti delle divise garibaldine.

Garibaldi accetta il progetto della divisa degli ufficiali mentre rileva che quello dei soldati non è funzionale perché la tunica attillata crea imbarazzo nella marcia e nel combattimento. Francesco Grandi rifà i bozzetti che vengono ripresentati a Salemi e accettati dal Generale. Furono poi le divise che si adottarono.

La battaglia di Calatafimi.

Garibaldi è perfettamente consapevole della posta in gioco. Sa che è fondamentale per gli esiti futuri della spedizione. La vittoria indurrà i picciotti siciliani a schierarsi col vincitore. L’impatto avviene in una dimensione logistica assolutamente sfavorevole per i Garibaldini che partendo dalla pianura devono attaccare i Borboni schierati su una collina e armati di mitragliere e fucili di precisione. Giocano un ruolo fondamentale l’attacco all’arma bianca, lo scontro frontale, la sorpresa, l’entusiasmo e l’eroismo degli attaccanti. Grandi viene ferito ad una gamba e salvato dai compagni che lo raccolgono esanime dal terreno.

I fatti di Bronte.

Francesco Grandi che è stato promosso ufficiale e Luogotenente di Bixio affianca il suo comandante nella spedizione per sedare una sommossa scoppiata a Bronte, un centro agricolo vicino a Catania.

La ribellione era guidata da molti picciotti delusi dalla promessa di Garibaldi mai mantenuta di distribuzione delle terre. Sono state violate le leggi, uccisi molti proprietari, svaligiate case e operati molti furti. Viene creato un tribunale militare e avviato un processo che condanna a morte i picciotti autori dei reati. Un malcapitato scampa alla mira del plotone di esecuzione e Bixio ne ordina l’esecuzione immediata. Grandi non si esprime in modo esplicito sull’episodio lasciando intendere che come soldato doveva ubbidire agli ordini.

I fatti che si succedono indicano probabilmente che Francesco Grandi non ha condiviso quanto è accaduto.

Ecco le sue parole:

“Così finì la gloriosa campagna, ove il gran sogno italico del Risorgimento ebbe il suo suggello: e l’unità italiana si compì per merito di quel pugno di scapestrati e filibustieri, come venimmo chiamati disprezzandoci e cercando di oscurare la nostra storia che dava ombra agli altri.”

21/8/1860

19 anni

Francesco Grandi entra per primo a Reggio Calabria e in seguito (2/2/1862) viene decorato di Medaglia al Valore.

19/10/1860

19 anni

Francesco Grandi é nominato Sottotenente

1860

19 anni

Francesco Grandi é insignito della Medaglia di Palermo

6/1/1861

20 anni

Il Ministero della Guerra accetta la domanda di Francesco Grandi e gli concede il congedo col grado di Sottotenente.

Genova

Francesco Grandi vi fa ritorno e riparte subito.

1861

20 anni

Cagliari
Francesco Grandi va a trovare la sorella Caterina Grandi che non vedeva da 12 anni.

“Nella città di Cagliari fermai i miei più cari affetti, racchiudendomi nel mio ideale artistico e ricevendone molte soddisfazioni. Dopo avervi trascorso vari anni partii per Roma dove rimasi poco tempo.”

13/4/1865

24 anni

Francesco Grandi é autorizzato a fregiarsi della Medaglia dei Mille.

???? non si conosce data

Cagliari
Sposa in prime nozze Pierina Montaldo

11/8/1869

28 anni

Cagliari
Nasce la figlia Clelia e la madre Pierina Montaldo muore di parto.

In seguito Clelia sposerà Eduardo Sassano.

Francesco Grandi sposa in seconde nozze Elisa Piga

Nascono sei FIGLI,tra cui Leonida.

11/6/1872

31 anni

Cagliari
Riceve una lettera di Garibaldi da Caprera …………….

1873 32 anni Vienna
Partecipa all’Esposizione con i suoi lavori.

13/7/1873 32 anni Cagliari
Riceve una lettera di Garibaldi da Caprera che lo ringrazia della foto di un lavoro.

1881 40 anni Milano
Partecipa all’Esposizione con i suoi lavori.

???? non si conosce data esatta

Porta Elisa Piga a Sorrento poichè è malata.Non sappiamo la data esatta.

Ma dopo poco a Sorrento
Elisa Piga muore.

Sposa in terze nozze Fanny Piga, sorella di Elisa; da questo matrimonio non nasceranno figli.

Roma
Vi si trasferisce per pochi anni.

Qui lo raggiunge un invito del Ministro dell’Agricoltura Industria e Commercio per fondare una scuola d’arte a Sorrento applicata all’intarsio e all’intaglio.

Accetta l’invito e crea lo statuto della scuola dove insegna molti anni.

L’istituto di Scuola d’Arte divenuto poi Liceo artistico esiste ancora e porta il nome di Francesco Grandi.

1892 51 anni Sorrento
Realizza il famoso monetiere, intarsiato in ebano e avorio, con intagli dovuti alla mano di Arturo Guidi.

La documentazione e sue opere sono raccolte presso il Museobottega della Tarsia a Sorrento.

1893 52 anni Chicago
Francesco Grandi partecipa all’Esposizione con i suoi lavori.

1900 59 anni Parigi
Francesco Grandi partecipa all’Esposizione con i suoi lavori.

1914 73 anni Roma
Francesco Grandi ritorna a Roma.

5/5/1915 74 anni Quarto
dei

Mille

Francesco Grandi partecipa con i reduci Garibaldini (e con il cagliaritano Stefano Gramignano) alla manifestazione per l’inaugurazione del monumento.

E’ presente Gabriele D’Annunzio.

5/5/1923 82 anni Roma
Ricorrendo il 63° anniversario della partenza da Quarto, Francesco Grandi è a Roma con altri due Garibaldini dei Mille, per mettere al Milite Ignoto la targa da lui preparata con le offerte dei trenta ancora superstiti.

8/6/1934 93 anni Roma
Francesco Grandi muore a Roma.

Sepolto a Roma nel Cimitero del Verano, nel reparto “Ex Evangelici”, 2ª fila, loculo n° 84.

Il concessionario del manufatto è Leonida Grandi (uno dei figli)di cui abbiamo riprodotto nella foto di copertina uno dei disegni, ereditati da nostro padre, ex allievo della scuola d’arte negli anni trenta del secolo scorso.

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