Coronavirus dice:stop ad un modo sbagliato di vivere

Una riflessione dall’amico Dr. Sandro Piazzini, zoologo, naturalista (Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Siena), con la sua gentile concessione:
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Oggi viviamo una situazione memorabile, diciamo di primo acchito spiacevole, che ha interrotto d’un colpo un periodo, che ormai dura dal secondo dopoguerra, che tutti indicano di benessere, di prosperità, un periodo d’oro, di dominio sul globo da parte dell’uomo e delle sue attività.

E tutto questo, a causa (o grazie) di un esserino minuscolo, a una capsula di proteine dell’ordine dei 100 nanometri (un nanometro è un miliardesimo di metro) che contiene un frammento di RNA.

Tutti si domandano da dove e come sia venuto fuori questo
coronavirus…c’è chi grida al complotto con gli americani che
l’avrebbero portato in Cina, c’è invece chi accusa i cinesi che non hanno igiene e che l’avrebbero contratto mangiando prima pesci, poi serpenti poi il pangolino non si sa cos’altro…

che strano comportamento, quello umano…mai ci fosse una volta che analizzasse un problema ammettendo che forse, il problema si potrebbe essere originato per un suo sbaglio.

I coronavirus sono un’ampia famiglia di virus respiratori (a cui
appartiene anche il raffreddore) che affliggono principalmente i
mammiferi, a volte anche gli uccelli. Sembra che questo coronavirus sia tipico dei pipistrelli del genere Rinolophus e che abbia fatto il “salto di specie”, cioè sia passato sugli umani.

Come mai? perché proprio su di noi? il virus è impazzito? la natura ce l’ha con noi?

No ragazzi, non ce l’ha con noi…è che noi abbiamo fatto di tutto perché il coronavirus facesse il salto di specie su di noi, e non sarà né il primo, né l’ultimo se non cominciamo a cambiare seriamente il modo di vivere.

Abbiamo distrutto e distruggiamo le foreste per sfruttare il legno e per sostituirle con le coltivazioni, distruggiamo le grotte e smontiamo le montagne con le nostre attività minerarie, inquiniamo il pianeta con i pesticidi e gli erbicidi che hanno cancellato decine e decine di specie di insetti e in tutto questo occupiamo sempre più spazio sulla terra cancellando gli altri habitat e sostituendoli con il cemento…

e i pipistrelli secondo voi cosa fanno? quello che farebbe qualsiasi specie vivente. I pochi sopravvissuti si spostano dal loro habitat naturale (che non esiste più) e vengono in contatto con il nostro habitat artificiale, portando con sé il virus. E il virus che cosa fa?
se rimane sui pipistrelli se la vede brutta, perché stanno
scomparendo..e quindi? quindi prova a giocarsela, anche lui ha diritto di vivere: trova un altro ospite che gli permetta di infettare un’altra specie.

Ed è molto semplice: siamo 7 miliardi e mezzo, stipati come le sardine, e non ci siamo accontentati di ammassare noi stessi ma lo abbiamo fatto anche con gli animali domestici di cui ci nutriamo (tra l’altro immunodepressi per la vita di merda dentro un allevamento industriale e pieni di antibiotici). Il virus è probabilmente passato prima su un animale domestico e da qui all’uomo. Ottima mossa coronavirus, siamo proprio l’ospite ideale: oltre ad essere tanti amiamo anche pigiarci volontariamente dentro alle città e alle metropoli.

Ed ecco fatto, la pandemia. Tra l’altro, per farci capire meglio che probabilmente questo è il momento giusto per cambiare il nostro folle modo di vivere, il virus ci sta dando anche un altro indizio: sembra proprio che proliferi in maniera ottimale e abbia anche effetti peggiori proprio laddove si concentrano le realtà industriali, molto popolate ma anche molto inquinate, sopratutto nell’aria, sia per le emissioni dei motori (aerei in primis, auto e camion) che per le fabbriche: Wuhan in Cina, la Lombardia e il Veneto in Italia. Ma direi che probabilmente era abbastanza chiaro e logico che un’infezione respiratoria proliferi meglio dove i polmoni non sono sani perché respirano smog.

A questo punto, forse è il momento giusto per ripensare seriamente al nostro modo di vita e sopratutto, al nostro modo di pensare. Pensiamo sempre in modo antropocentrico e diamo per scontato, con la nostra superbia, di essere così intelligenti che normalmente non consideriamo neanche di appartenere al regno animale, anzi, diamo per scontato che tutte le risorse naturali, compresi tutti gli altri animali siano lì a nostra disposizione. E siamo fieri del nostro modo di vita, diverso da tutti gli altri animali, e non ci possiamo fermare: bisogna correre, correre, produrre, guadagnare e comprare.

Ora, la maggioranza di noi, probabilmente, sarà abbastanza preoccupato, ansioso ma anche scocciato di questa brutta situazione attuale e non vedrà l’ora di uscirne, tornando alla “normalità”, pronto di nuovo a ripartire in quarta premendo forte sull’acceleratore, appena questo
allarme sarà rientrato. Sono due le preoccupazioni principali: la salute e l’economia, e di conseguenza il lavoro, i trasporti, il turismo
ecc..Ma c’è qualcuno che si preoccupa dell’ambiente naturale??

Eppure, TUTTO ciò di cui ci preoccupiamo dipende dall’ambiente naturale:
la nostra salute dipende dalla salubrità dell’ambiente naturale, che ci fornisce aria pulita (che poi noi inquiniamo), acqua pulita (che noi inquiniamo) e tutti i prodotti alimentari; l’economia dipende dall’ambiente naturale perché i metalli per fare le auto, gli aerei, i telefoni i pc ( i metalli delle batterie e dei circuiti) vengono estratti dall’ambiente naturale distruggendo habitat per fare miniere,
il legno proviene dalle foreste, i carburanti fossili (petrolio,
carbone, metano) sono forniti ancora una volta dall’ambiente naturale e il petrolio costituisce la base di partenza per la plastica.

Quindi, LA NOSTRA VITA E TUTTE LE NOSTRE ATTIVITA’ dipendono INTERAMENTE dall’ambiente naturale.

Ma l’ambiente naturale ha dei limiti fisici e ha delle risorse limitate e, in più, può funzionare solo se lo sfruttiamo in modo sostenibile, cioè senza distruggerlo. L’ambiente naturale non è solo una montagna, così come non è solo un fiume, così come non è una foresta e non è neanche solo una popolazione di uccelli selvatici. L’ambiente naturale è una montagna sulle cui pendici si sviluppa una foresta, attraversata da un fiume, dove vivono 100 specie di uccelli…e 20 specie di anfibi, 30 di rettili, 20 di pesci, 10000 di insetti e così via.

L’ecosistema naturale può ancora sostenerci ma SE E SOLO SE ce ne prenderemo cura, lo aiuteremo, lo conserveremo, e smetteremo di danneggiarlo distruggendo gli habitat e le altre specie animali e vegetali che lo costituiscono.

Ma questo, è possibile solo con una profonda presa di coscienza che porti ad un’altrettanto profonda trasformazione delle nostre vite.

Nella brutta situazione in cui ci troviamo, potrebbe forse scaturire qualcosa di buono…forse dobbiamo imparare qualcosa da questa lezione che l’ambiente naturale ci sta dando.

E sarà forse una delle ultime possibilità che abbiamo per poter cambiare il nostro futuro.

Altrimenti, la specie umana raggiungerà in breve tempo un primato unico e irripetibile, ma forse non invidiabile: sarà la prima specie al mondo che si autodistruggerà, e in un tempo che sarà fino a 20 volte più breve della durata media di una specie sulla Terra.

Sandro Piazzini
Dipartimento di Scienze della Vita
Università degli Studi di Siena

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