Assemblee a scuola.Vademecum

Durante le assemblee degli studenti (di classe e d’istituto) – essendo sospese le lezioni – i docenti non hanno obblighi didattici, né obblighi di recupero. Possono, invece, avere obblighi di vigilanza sullo svolgimento dell’assemblea secondo le disposizioni organizzative impartite dal dirigente scolastico.
La fonte di tale obbligazione non è rinvenibile nel Testo unico (DLgs. 297/94) che regola le assemblee, né tantomeno nel contratto di lavoro. È il codice civile che impegna l’Istituzione scolastica a provvedere in merito. Infatti l’art. 2048 del c.c. stabilisce: «I precettori e coloro che insegnano un mestiere o un’arte sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei loro allievi e apprendisti nel tempo in cui sono sotto la loro vigilanza».
Nel caso specifico delle assemblee, in cui gli studenti sono riuniti in un locale diverso dalle aule ordinarie, l’obbligo di rispondere incombe alla scuola nel suo insieme, quindi, in primo luogo al suo rappresentante legale che è il dirigente.
Quest’ultimo – come del resto è la norma per tutte le responsabilità “esponenziali” – non ha l’onere di provvedere da solo alla vigilanza, ha bensì quello di organizzarla utilizzando le risorse a sua disposizione ed in primo luogo gli insegnanti, per i quali l’obbligo di vigilanza è previsto “strutturalmente” dal Codice civile.
Il dirigente e solo lui risponde della ragionevolezza e della idoneità delle disposizioni organizzative impartite, mentre dell’adempimento di quanto previsto rispondono coloro che ne sono stati espressamente incaricati.
È del tutto ovvio che il piano di vigilanza non dovrà comportare, di norma, aggravio rispetto al normale orario di servizio previsto per ciascuno dei docenti in quella giornata.
È principio pacifico in giurisprudenza che l’obbligo di vigilanza – anche al fine di ottemperare alle norme di sicurezza sui luoghi di lavoro – è strettamente connesso alla funzione docente, non essendo limitato esclusivamente al periodo di svolgimento delle lezioni; pertanto, il periodo di vigilanza non si esaurisce al tempo delle lezioni, ma si estende all’attività scolastica in genere (ricreazione, gite scolastiche, viaggi di istruzione, attività di svago che si svolgono nei locali scolastici o in quelli di pertinenza).
La Corte di Cassazione, con sentenza n. 3074 del 30-03-1999, ha così circostanziato gli ambiti di responsabilità: «L’istituto di istruzione ha il dovere di provvedere alla sorveglianza degli allievi minorenni per tutto il tempo in cui gli sono affidati, e quindi fino al subentro, reale o potenziale, dei genitori o di persone da questi incaricate; tale dovere di sorveglianza, pertanto permane per tutta la durata del servizio scolastico …».
Non prendere in considerazione questo principio significherebbe affermare implicitamente che esiste un tempo, quello delle assemblee, in cui gli alunni all’interno della scuola possono fare quello che vogliono, senza che il dirigente scolastico possa chiedere al personale di vigilare.
Per cui bisogna usare il buon senso e comprendere che il dirigente è tenuto a organizzare la vigilanza, seppur discreta, durante le assemblee.
Sulla vigilanza durante le assemblee di istituto è intervenuto l’USR del Veneto con la nota 2561 del 27 aprile 2007 con la quale viene precisato che la disciplina sulle assemblee studentesche deve essere coordinata con quella relativa all’obbligo di vigilanza gravante sul personale docente, che trova il suo fondamento nell’art. 2048 del codice civile e nell’art. 29, comma 5, del CCNL/Scuola del 2007.
Infatti, l’obbligo di vigilanza è strettamente connesso alla funzione docente, non essendo limitato, esclusivamente, al periodo di svolgimento delle lezioni, ma estendendosi a tutto il periodo in cui gli alunni si trovano all’interno dei locali scolastici.
Pertanto è stato ritenuto operante a tutti gli effetti l’obbligo di vigilanza a carico dei docenti che sono in servizio in quelle ore, in quanto tali assemblee si svolgono in orario scolastico valutabile a pieno titolo ai fini della quantità minima delle giornate di lezione che la scuola ha l’obbligo di erogare.
Per tali ragioni, la nota min. prot. 4733 del 26-11-2003 impone l’obbligo di verificare la presenza dei docenti e degli alunni.
A sconfessare ciò, non varrebbe il richiamo al principio che la legge attribuisce ai docenti solo un diritto di assistere e non un obbligo, in quanto questo diritto è riferito ai docenti in generale, ma nulla esclude che, per gli insegnati che sono in servizio in quel giorno e in quelle ore, sussista anche un obbligo.
Ancor minor rilievo ha il richiamo al diritto degli alunni di riunirsi liberamente. Infatti, la vigilanza non impedisce il legittimo e libero esercizio di tale diritto, che non verrebbe per nulla coartato dalla semplice presenza del personale di vigilanza, che si limiterebbe ad intervenire nei casi previsti dalla legge. Anzi, il riconoscimento della facoltà dei docenti ad assistere, dimostra che la loro presenza non intralcia il normale e libero esercizio dello stesso.
Nello stesso senso della richiamata nota dell’USR del Veneto si è espresso il parere prot. 12 tit. C17 del 02-01-2008 dell’USR dell’Abruzzo.
Per completezza si richiama anche la sentenza 33760/2007 della terza sezione penale della Corte di Cassazione che, seppur legata ad un caso di mancato rispetto della normativa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, riafferma il principio del diritto/dovere del dirigente scolastico di disporre idonee misure di vigilanza durante le assemblee.
Alla luce di quanto sopra esposto, si precisa quanto segue.
1. In caso di assemblee studentesche (di classe o d’istituto) si ritiene operante a tutti gli effetti l’obbligo di vigilanza a carico dei Docenti in servizio in quelle ore, in quanto tali assemblee si svolgono in orario scolastico.
2. Qualora le ore del Docente coincidano con lo svolgimento dell’assemblea (di classe o d’istituto) questi è tenuto all’obbligo di vigilanza nel corso della medesima.
3. La vigilanza da parte dei Docenti non impedisce il legittimo (assemblee autorizzate) esercizio di tale diritto che comunque non verrebbe coartato dalla semplice presenza del personale di vigilanza che si limiterebbe ad intervenire nei casi previsti dalla normativa.
4. Per completezza di analisi va comunque rilevato che è inequivocabile quanto sancito dall’art. 2048 C.C. che pone in capo ai Docenti una responsabilità per fatti illeciti commessi dai discenti a loro affidati durante l’orario di servizio.
5. Per assemblee svolte al di fuori dei locali, sussiste l’obbligo di vigilanza nonché di accompagnamento degli studenti nei locali in cui si svolgerà l’assemblea in quanto trattasi di regolare attività didattica come precisato dal M.P.I. con Nota min. del 26-11-2003 al pari delle visite guidate/Viaggi di istruzione per le quali sussiste l’obbligo di vigilanza in virtù del sopra richiamato art. 2048 C.C.
6. In caso di fattori che turbino gravemente il regolare andamento dell’assemblea e che possono pregiudicare la sicurezza degli allievi, i Docenti sono tenuti a segnalare nonché intervenire tempestivamente per la immediata sospensione dell’assemblea stessa.
7. Riguardo al personale Collaboratore ATA si evince dalla normativa vigente uno specifico “obbligo di vigilanza” nei confronti degli studenti limitatamente agli ambiti di pertinenza assegnati dal piano attività e in assenza, seppure temporanea/accidentale del docente.
8. In sintesi si richiama l’attenzione sugli obblighi sanciti dal T.U. 81/2008 e successive integrazioni nella parte che prevede l’eliminazione delle fonti di pericolo eventualmente presenti anche nei locali approntati per le assemblee studentesche e uscite didattiche.

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