Un osservatorio contro la criminalità a Sorrento

Ecco il documento conclusivo dei lavori dell’Associazione Cittadini contro le Mafie e dei VAS svoltisi a Sorrento con la proposta di dar vita a un Osservatorio comprensoriale contro i fenomeni mafiosi in virtù della crescente affermazione degli interessi criminali nell’area.

“Un proposta concreta e attuabile per costruire un argine effettivo all’apparente, timido insinuarsi delle mafie nel nostro territorio è l’istituzione nell’ordinamento locale di una forma di osservazione e segnalazione indipendente che presuppone il coinvolgimento delle associazioni che da sempre sono impegnate nel contrasto alle organizzazioni criminali; tale osservatorio dovrà avere il compito istituzionale di fare da riferimento contro i fenomeni mafiosi nel territorio comunale. Le notizie di stampa e i report più recenti ci consegnano una realtà in cui anche il nostro territorio non è più esente da infiltrazioni e una fetta consistente di appalti, servizi e attività commerciali sono in mano a soggetti riconducibili a persone o a società in mano ad organizzazioni criminali e mafiose.

L’istituzione di un osservatorio è l’unico strumento che può attuare la recente normativa in tema di anticorruzione e in un certo senso fa fronte alle vacanze normative dell’ ordinamento degli enti locali, che prevede, quale forma di controllo interna la Commissione trasparenza e gli Organi Interni di Valutazione in cui troppo spesso ha luogo una inevitabile coincidenza tra “controllore” e controllato”. I profili, i confini si confondono. Non devono essere sottovalutati i segnali che forti e chiari arrivano leggendo le cronache e seguendo gli atti giudiziari dai quali ci pervengono segnali che obbligano ad affrontare il tema e a porre rimedio con qualsiasi mezzo legittimo e sfruttando ogni strumento utile per individuare questo cancro nella società, per estirparlo con tempestività attivando gli organi competenti.
L’Osservatorio, oggetto del protocollo d’intesa che si presenta, ha ad oggetto lo studio e alla promozione di attività finalizzate al contrasto dei fenomeni di criminalità, con particolare riferimento alle infiltrazioni mafiose nel territorio e ad eventi corruttivi e la costituzione di un ente terzo formato dai rappresentanti delle associazioni civiche che si facciano portatori dal basso, dall’esterno del palazzo delle osservazioni e delle indicazioni “sentinella” per contrastare anzi prevenire fenomeni di illegalità e di infiltrazioni.

Il raggiungimento degli obiettivi di favorire e diffondere una migliore conoscenza della cultura della legalità e delle regole democratiche, delle modalità di funzionamento delle pubbliche amministrazioni, dei meccanismi di diffusione della corruzione e dei canali di infiltrazione mafiosa negli enti locali, nonché degli strumenti e delle politiche di contrasto di tali fenomeni criminali sono le misure che possono attuare il dettame della Legge n. 190/2012 “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione” che ha quale obiettivo la prevenzione e la repressione del fenomeno della corruzione attraverso un approccio multidisciplinare, nel quale gli strumenti sanzionatori si configurano solamente come alcuni dei fattori per la lotta alla corruzione e all’illegalità nell’azione amministrativa; la costituzione di un Osservatorio, quale organismo permanente con funzioni consultive e propositive, di studio, ricerca, documentazione, monitoraggio, collaborazione e stimolo per le attività comunali a sostegno della legalità e per la valutazione e prevenzione dei fenomeni di illegalità presenti sul territorio, può costituire uno strumento utile per lo studio e la promozione di attività finalizzate alla prevenzione e al contrasto di tali fenomeni di illegalità e deve svolgersi in un’ottica di coinvolgimento attivo del territorio finalizzata all’inclusione e alla partecipazione degli stakeholder e dei soggetti interessati, ricercando spazi e modalità di interazione con coloro che sono in grado di rappresentare bisogni ed istanze specifiche, quali le associazioni di categoria, le organizzazioni sindacali, eccetera.
Organi chiave saranno le associazioni e le articolazioni sociali che promuovono la legalità e la cultura sociale dell’antimafia e inoltre le associazioni di volontariato in generale.

Essa deve articolarsi nelle seguenti fasi :
1) Monitoraggio come osservazione e ricerca. Studio dei fenomeni d’illegalità mediante l’acquisizione di dati (da amministrazioni pubbliche, enti diversi, associazioni di categoria, ordini professionali ed organismi analoghi) e l’elaborazione dei dati raccolti, anche risultanti nella redazione di analisi e nell’individuazione di indicatori di rischio;
2) promozione di attività finalizzate alla prevenzione dei fenomeni d’illegalità;
3) stimolare il coordinamento tra le diverse istituzioni sul territorio e tra soggetti, pubblici e privati, che si occupino del contrasto ai fenomeni di stampo mafioso;
4) promozione della legalità e della cultura sociale dell’antimafia come elementi imprescindibili del tessuto sociale;
5) supporto informativo e di comunicazione all’Amministrazione comunale per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni d’illegalità.
Tale punto sarà attuabile attraverso l’istituzione presso l’ente di uno sportello informativo che darà attuazione al principio dell’accesso civico o generalizzato, rendendo materialmente disponibile per tutti i cittadini che lo richiedano, anche in modo informale, la visione e l’estrazione di tutti gli atti oggetto di accesso generalizzato, in formato cartaceo o multimediale tramite l’allocazione di una postazione informativa dedicata, si dà realizzare un reale accesso civico andando incontro anche alle esigenze di quella parte della cittadinanza che per età o altra ragione sociale ha difficoltà ad allinearsi con le metodologie multimediali previste dalla pubblica amministrazione digitale, realizzando così un acceso sostanziale.
L’Osservatorio gode al proprio interno di autonomia organizzativa e, nei rapporti con il Comune, può delegare uno o più rappresentanti.

COMPITI DELL’OSSERVATORIO
I compiti dell’Osservatorio consistono principalmente nel:
1. monitorare i settori sensibili ai fenomeni oggetto di analisi;
2. avanzare agli organi politici (Giunta e Consiglio comunale) proposte di modifica e correzioni, anche di natura organizzativa, per rimuovere o prevenire situazioni di mala amministrazione;
3. proporre convenzioni, protocolli d’intesa o altre forme di collaborazione con le forze dell’ordine e gli organismi giudiziari utili alla costruzione di percorsi indirizzati alla concreta opposizione ai fenomeni di illegalità;
4. redigere annualmente una relazione sui fenomeni oggetto di analisi, da presentarsi al Consiglio Comunale in una seduta apposita, e da inviarsi al Sindaco, al Responsabile Anticorruzione del Comune, al Prefetto, alla DDA, al Questore, ai Procuratori Capi presso il Tribunale e presso la Corte dei Conti, all’ANAC. La relazione sarà pubblicata sul sito dell’Ente nella sezione Amministrazione Trasparente. La relazione sarà presentata, altresì, ad un’assemblea pubblica adeguatamente pubblicizzata sul sito dell’Ente e tramite gli organi di stampa;
5. supportare la Commissione consiliare competente e l’intero Organo consiliare, anche mediante audizioni nelle altre commissioni consiliari diversamente competenti secondo la materia trattata;
6. fornire formazione ed indicazioni utili all’Organo esecutivo per le tematiche di anticorruzione e contrasto alla criminalità, anche esprimendo un parere preventivo sul piano anticorruzione predisposto dal Responsabile Anticorruzione, con indicazione di contenuti o misure di prevenzione da inserire nel piano stesso;
7. promuovere tutte le iniziative per monitorare il sequestro e la confisca dei beni mafiosi e per il loro riutilizzo e la loro fruizione sociale ed economica;
8. programmazione e realizzazione di iniziative informative e formative in collaborazione con gli istituti scolastici e con le associazioni e le articolazioni sociali non partecipanti all’Osservatorio ma iscritte al Registro di cui all’art. 4 bis, finalizzate alla conoscenza del fenomeno e alla prevenzione dello stesso;
9. collaborazione con le associazioni e le articolazioni sociali non partecipanti all’Osservatorio ma iscritte al Registro di cui all’art. 4 bis.

ART. 8 – ACCESSO AGLI ATTI
Al fine di svolgere i compiti e le attività sopra descritte l’Osservatorio potrà:
a) accedere a tutti gli atti ed i fascicoli dell’ente;
b) richiedere dati agli uffici dell’Amministrazione comunale o di Enti strumentali al Comune o di Società partecipate da quest’ultima;
c) udire personalità o rappresentanti delle Istituzioni, oltre che i dirigenti dell’Amministrazione comunale e gli Amministratori di Enti strumentali al Comune o di Società partecipate da quest’ultimo.

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