TASSO A MASSALUBRENSE

Una nota a cura dell’archeoclub

Mercoledì 8 novembre 2017 – Teatro Tasso Sorrento – ore 9,30
“Tasso tra Sorrento e Massa Lubrense” – Comunicazione di Domenico Palumbo
Nell’ambito del FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL RINASCIMENTO organizzato nella ricorrenza del 440° anniversario del ritorno di Torquato Tasso a Sorrento, sono in corso i lavori in omaggio al Sommo Poeta.
Ma nel 1577 il Poeta ebbe modo di soggiornare anche a Massa Lubrense presso la tenuta della Sorella Cornelia al Montecorvo dove trascorse probabilmente gli ultimi giorni lieti della sua travagliata esistenza.
L’Archeoclub si è interessato da tempo della presenza del Tasso sulle colline lubrensi tra San Francesco e Priora e, pertanto, è stato invitato a dare il proprio contributo al festival, contributo che sarà presentato dal nostro Vice Presidente Domenico Palumbo.
Ripercorrendo la vita del Tasso ricordiamo il suo girovagare negli stati italiani, finché, nel 1572, mentre era presso la corte del duca di Ferrara, nella lettura proprio della ‘Gerusalemme Liberata’ appena ultimata, sorsero tali invidie che si arrivò a rubargli finanche le scritture. Alterchi ed aggressioni e la sua violenta reazione sfociata nel tentativo di accoltellare un servo, gli consigliarono una rocambolesca fuga per evitare la prigionia. Attraversata mezza Italia, giunse a Gaeta e da qui, imbarcato su di una feluca, verso la fine di luglio del 1577, approdò nella sua Sorrento.
La sorella Cornelia intanto, era diventata vedova, dopo aver dato al marito cinque figli: Anna, la primogenita, Isabella (1561), Porzia (1563), Antonino (1564) e Alessandro (1565).
La famiglia amava alternare la residenza tra il palazzo di via San Felice a Sorrento e la villa al Montecorbo a Massa per godere della frescura estiva e del panorama delle colline Lubrensi. In quei vasti poderi familiari, che Pietro Sersale aveva acquistato fin dal 1307, i Sersale avevano ritrovato la serenità dopo il ritorno di Donna Sarra, madre di Marzio, riscattata dalle mani Turche.
La sorella aveva perso quasi ogni speranza di rivedere il fratello, del quale da anni non sapeva più nulla. In questo contesto il suo ritorno viene narrato come un episodio quasi avvolto nella leggenda: “Un mattino di luglio del 1577, un uomo vestito da pastore ma dai lineamenti nobili, bussava alla porta dell’appartamento di Cornelia Tasso. Apertogli dalla fante, fu introdotto per volere di Cornelia, nella sala ove ella gli venne incontro. Fingendosi un messo di Torquato, l’incognito le porse alcune lettere, che contenevano trovarsi in grave stato. Al che accrescendosi dal passeggiero il favoleggiato pericolo, Cornelia per la piena del dolore ne svenne. Allora assicurato del suo amore, il pastore se le disvelò per Torquato, che ella da moltissimi anni non aveva più veduto e le narrò le persecuzioni dei cortigiani nel saperlo benvoluto dal Duca Alfonso e dalle sorelle Lucrezia ed Eleonora, il furto delle sue scritture, le accuse al S. Uffizio, la sua incarcerazione per aver tirato un coltello dietro un servitore, infine la sua fuga sotto mentite spoglie.”
Il Poeta, lietamente dimorò presso di lei per quasi sei mesi, dal luglio al dicembre 1577, trascorrendo la più intensa parentesi di serenità nella sua tormentata esistenza. Quell’estate del 1577 lo vide quasi stabilmente al Montecorbo, dove ritrovò forma fisica ed equilibrio psichico ed anche la giusta meditazione per comporre alcune liriche in compagnia di Antonino, il nipote prediletto. Le cure che gli prodigava la sorella e la “fresca gaiezza” dei nipoti, riuscirono anche a sollevarlo dalla sua dolorosa malinconia. Ma, a fine anno, rimessosi completamente, contro la volontà di Cornelia, Torquato ripartiva, e dopo Roma ed Urbino, ritornava a Ferrara.
Lo attendevano trent’anni di nuovi tormenti, tra pazzia, malattie e sette anni di prigionia. Più tardi, riportando alla mente quei magici momenti trascorsi tra Massa e Sorrento, ebbe a scrivere: “… son tornato vecchio in quella città donde partii fanciullo …”. E così, nel settembre 1587 scriveva alla sorella, pregandola di essere di nuovo accolto da Lei per: “rallegrarmi con la vista del mare e dei giardini, e consolarmi con la vostra amorevolezza”, ma non ottenne risposta. Cornelia era morta da tempo.
Il Festival voluto dall’Istituto di Cultura “Torquato Tasso” di Sorrento è soprattutto un convegno che vede riuniti ben 15 tra i più importanti studiosi del Poeta, provenienti dagli Stati Uniti, dalla Spagna, dall’Ungheria, dalla Russia e, naturalmente, dall’Italia, e che testimonia innanzitutto quanto siano ancora oggi notevoli ed attuali gli studi sulle opere del Tasso.
A corredo pubblichiamo le seguenti foto:
– La trascrizione e la lapide del 1620 che era collocata nella residenza al Montecorvo, trafugata alcuni anni fa;
– La lapide esistente nella chiesa di Priora;
– Disegno della Villa Sersale al Montecorvo tratta da “Turquatiello” di Saltovar;
– Foto della tenuta Sersale, passata poi al comandante Achille Lauro, come si presenta oggi;
– Due stampe d’epoca;
– Lo stemma dei Sersale presso la villa in via Liparulo a S. Francesco;
– Le testimonianze volute dal Prof. Federico del Giudice presso la sala Tasso realizzata accanto alla villa al Montecorvo.

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