Sorrento, Syrentum: Fdi riparte dalla costiera

Oltre 200 partecipanti per l’evento che coniuga mare e politica in penisola sorrentina

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Redazione – Oltre 200 partecipanti per Syrentum, la giornata di politica, cultura e relax organizzata dal Circolo Fratelli d’Italia – Sorrento. Al centro della mattinata la riforma Bolkestein, dibattito aperto dall’organizzatore e membro dell’Assemblea nazionale FDI Davide Infuso che ha dato il benvenuto ai tanti amici e simpatizzanti oltre che ai numerosi intervenuti alla one-day tra dirigenti nazionali e provinciali di partito.

Primo intervento quello del sindaco di Sant’Agnello Piergiorgio Sagristani che ha sottolineato le bellezze del territorio che ha fatto da cornice a Syrentum. A seguire un dettagliato intervento dell’avvocato FederBalneari Luigi Roma che ha introdotto la riforma e l’attuale situazione del settore: «Fare investimento su un’area pubblica significa offrire agli utenti servizi di qualità maggiore. Bisogna trovare un doppio binario per salvaguardare gli investimenti già fatti e trovare meccanismi per affidare le aree libere riconoscendo il valore commerciale di un’azienda non solo a livello economico, ma anche come requisito di professionalità, di queste e delle generazioni future. Possiamo uscire dalla Bolkestein, ma non possiamo uscire dall’Europa».

Pienamente d’accordo Mauro d’Esposito, gestore dello stabilimento Katarì che ha ospitato la manifestazione: «C’è bisogno di una regolamentazione e di meno zone grigie, ascoltando le esigenze dei rappresentanti della categoria balneari». A dare man forte è intervenuto Fabio Rampelli, vicepresidente FDI della Camera dei deputati: «Se ci fossimo stati noi, la Bolkestein non sarebbe passata, non perché siamo tecnicamente più preparati ma perché non l’avremmo permesso. L’identità è un dato profondo che va rispettato».

Intenso e appassionato il dibattito “Il presente d’Italia: Giovani che non si arrendono” che ha visto protagonisti Fabio Roscani, Chiara Colosimo, Salvatore Deidda, Marco Nonno, Andrea Santoro, Ernesto Sica e Mariarosaria Terminiello ognuno dei quali ha portato la propria esperienza di politica battendo sull’identità e sulla lealtà ai valori di partito. «La nostra identità è importante – ha dichiarato Ernesto Sica, neo eletto consigliere comunale di Castellammare – siamo un partito ideologico a differenza degli altri e noi dobbiamo servire quell’idea, non noi stessi». Il consigliere comunale di Napoli Marco Nonno ha affermato poi: «Io sono tra quelli che, nonostante non fosse il carro dei vincitori, sono transitati in Fratelli d’Italia per rimanere leale ai valori di partito». Ricco di spunti anche l’intervento di Chiara Colosimo, consigliere regionale del Lazio: «Certi legami non si perdono – ha affermato – La mente corre a Campo Cyrano che Davide organizzava già anni fa qui in penisola sorrentina. E da allora è rimasta la lealtà, la battaglia per l’onestà che ci fa ritrovare qui oggi. Ci vogliono 101 momenti come questi. Vedo tanta incompetenza oggi in politica, noi abbiamo fatto scuola di partito e abbiamo una storia che ci ha portato a dissociarci da certi comportamenti, che siano semplici pulsioni umane quando non proprio reati, e a rimanere leali a noi stessi entrando in Fratelli d’Italia. L’alternativa all’incompetenza e alla disonestà c’è, basta aprire le porte e dimostrare che noi la possiamo rappresentare».

Tra gli intervenuti anche Salvatore Deidda, parlamentare sardo FDI: «La politica non è solo quella degli eletti. Chi non è eletto e ha dalla sua una comunità può fare tanto. Io ho preso 600 voti in Sicilia senza metterci piede. Li ho presi grazie alla comunità che ricordava chi sono e cosa avevo fatto prima nella mia storia da militante e da politico. Mi hanno insegnato a non ammalarmi di leaderismo, in FDI se noi parliamo, anche se siamo in disaccordo, Giorgia Meloni non ci mangia». A parlare anche il Presidente nazionale di Gioventù Nazionale Fabio Roscani: «Gioventù Nazionale è fatta di giovani che non si arrendono rispetto ad una generazione che, invece, non crede nel futuro. Per questo abbiamo una grande responsabilità culturale e credo che nel nostro partito ci sia veramente la migliore gioventù d’Italia. Il nostro compito ora non è guardare alle prossime elezioni, ma guardare all’Italia da qui a 30 anni». E sulle quote giovani dichiara: «Io non ho mai condiviso le quote giovani: esiste una gioventù italiana che merita e che conquista spazi da sola. Non è il giovanilismo che ci interessa, ma una rivolta generazionale». Sul tema dell’immigrazione poi conclude con riferimento ai giovani: «Dobbiamo restituire una speranza al nostro popolo e alle nostre generazioni. Il vero problema è che ogni anno una popolazione grande quanto quella di Pescara emigra, questa è la vera emergenza. Emigra perché i giovani non trovano motivo e modo di continuare qui. Noi ci crediamo e dobbiamo dire a questa generazione che si può fare».

Il dibattito su “Unità d’Italia in termini di sviluppo, economia ed infrastrutture” ha poi concluso la giornata Syrentum. «Prima gli italiani, ma tutti gli italiani – ha chiarito subito Enzo Rivellini, ex europarlamentare – È assurdo che l’assicurazione a Bergamo costi meno che a Napoli: come a dire che, a parità di reato, la pena al Nord debba essere inferiore rispetto a quella inflitta ad un cittadino del Sud solo perché nel suo paese ci sono più persone che commettono quel reato. Dobbiamo abbracciare la questione del Mezzogiorno e possiamo farlo anche con il reddito di salute, proposta che si sta portando a livello regionale e che, secondo me, bisognerebbe portare a livello nazionale». Dello stesso parere anche Alessandro Sansoni, giornalista storico: «Il Sud non si deve far scavalcare, quella del Sud sprecone e del Nord produttore è una narrazione politica che ormai non regge più. È stata imposta da oltre 30 anni, ma oggi rappresenta una bugia storica. Solo il Mezzogiorno può salvarsi, non possono farlo gli altri. E adesso, avendo una rappresentanza politica al Governo, questo è possibile». Il dibattito si è ulteriormente acceso con l’intervento del Senatore toscano FDI Marco Marsilio: «La vera sfida è diversa oggi, secondo me. Si sono rotti i confini. Dobbiamo unire l’Italia contro i nuovi colossi dell’Indocina, dell’Oriente e lavorare insieme per riaffermare la nostra identità».

E, infine, la stoccata all’attuale compagine governativa la fa anche Luciano Schifone: «Dobbiamo riflettere sulla consistenza della nostra identità che non è riferita soltanto ad alcune questioni. Il nostro essere non può essere relegato solo alla questione dei migranti. Noi abbiamo qualche cosa in più, ossia l’identità che ci viene dalla tradizione che è patrimonio nostro e della nostra cultura, non possiamo dimenticarlo. Prima o poi i nodi verranno al pettine e chi non ha storia pagherà questa deficienza rispetto ai problemi che si porranno successivamente. Dobbiamo essere in grado di anticipare i temi importanti e non farci dettare l’agenda politica».

Una giornata ricca di confronto e di abbracci che il Circolo Fratelli d’Italia – Sorrento ha portato a termine con successo: «Ho ringraziato uno ad uno gli esponenti provinciali e nazionali di partito che sono venuti da tutta Italia per questa giornata di politica – ha dichiarato Davide Infuso – Con questo evento abbiamo gettato le basi per far ripartire FDI a livello provinciale».

 

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