A Sorrento la Festa della Danza 2017

Il 29 aprile, dal 1982, si celebra in tutti i Paesi del mondo la Giornata della Danza, promossa dall’International Dance Council (Comitato Internazionale della Danza), organizzazione non-governativa nata a Parigi nel 1973 e collegata all’UNESCO, che rappresenta le “Nazioni Unite della Danza”. La data commemora la nascita di Jean-Georges Noverre (1727-1810), che fu il più grande coreografo della sua epoca, creatore del balletto moderno. Lo scopo principale della Giornata è promuovere la cultura della danza, attirando l’attenzione di un vasto pubblico sull’arte coreutica, anche quello che non segue abitualmente eventi di danza.

Per il secondo anno consecutivo, anche in Penisola sorrentina si è celebrata per l’occasione una grande “Festa della danza”, il 29 aprile 2017, con flash-mob, performance, stages aperti a tutti, tra il Teatro Tasso, la Villa Comunale di Sorrento e la scuola SpazioDanza Sorrento diretta da Mariana Gargiulo e Maryangela Morvillo. Lo spirito con cui Sorrento ha aderito alle celebrazioni per la Giornata mondiale della danza è ben espresso nelle parole che nel 2011 il Professor Alkis Raftis, presidente del CID, ha utilizzato nel messaggio ufficiale, che recitava: “Per la maggior parte della storia dell’umanità, si e sempre danzato all’aperto per ore ed ore, in radure, piazze, sagrati o all’interno di aie, fino ad arrivare al giorno d’oggi con sale da ballo, club, teatri, scuole, auditorium o discoteche. Quest’anno proponiamo di fare un passo verso la natura celebrando la Giornata Mondiale della Danza in luoghi aperti: strade, piazze, parchi, stadi, spiagge, parcheggi, qualsiasi spazio aperto… ovunque purché ci sia il cielo come tetto. La voglia di ballare è un impulso naturale e a modo loro i ballerini onorano la natura: lasciando che l’energia cosmica scorra dentro i loro corpi si mettono in contatto con l’Universo. Nel corso dell’anno insegniamo danza, facciamo prove e ci esibiamo tra quattro mura. In questa giornata speciale dedicata alla danza, facciamo la differenza esibendoci o insegnando a chiunque, anche al freddo o sotto la pioggia, su un terreno sconnesso o con il vento che ci ruba la musica! La bellezza di questi movimenti e la gioia dipinta sui nostri visi rallegreranno i cuori dei passanti radunati intorno a noi in curiosa spontaneità”. Ed è proprio quello che si è avvertito a Sorrento, un’energia corale e appassionata che, in una splendida giornata di primavera, ha coinvolto tutti.

Quest’anno poi la manifestazione ha avuto un sapore intenso, perché dedicata alla memoria dell’indimenticabile Raffaella Pandolfi, indefessa organizzatrice della prima edizione, ballerina e coreografa protagonista della danza nella Penisola sorrentina negli ultimi anni con il suo Dance Studio. Raffaella Pandolfi ha dedicato tutta la sua sfortunatamente troppo breve vita all’insegnamento e alla diffusione della cultura della danza, facendo proprie le parole che il presidente del CID Alkis Raftis aveva dedicato lo scorso anno alla Giornata della Danza 2016, affrontando il delicato tema dell’insegnamento: “Della danza i media raccontano principalmente le esibizioni più che la didattica ma in realtà imparare a danzare è una richiesta molto più diffusa: le persone svolgono lezioni di danza in classe dieci volte di più delle perfomance sul palco. La crisi economica attuale ha coinvolto poco le scuole di danza. A differenza di molte altre attività che hanno chiuso i battenti, le scuole di danza che hanno avuto lo stesso destino sono in numero minore e nei casi peggiori si è verificata una diminuzione delle iscrizioni. Ciò dimostra ancor più che la danza è tra i bisogni fondamentali e che le persone preferiscono ridurre altre spese piuttosto che smettere di pagare le lezioni. I sussidi statali alle compagnie di danza e ai conservatori pubblici sono stati ridotti, così occorre ricorrere sempre più a sponsor privati. Le scuole private si sostengono mediante le rette pagate dagli studenti, così incrementano notevolmente la pubblicità per attrarre più studenti. Ampliano l’offerta delle danze insegnate, organizzano eventi, si aprono alle novità, diventando così più flessibili. Sfortunatamente alcune organizzazioni in certi paesi tentano di limitare il numero di insegnanti di danza, facendo pressione sui governi affinché questi riconoscano soltanto i diplomi da loro erogati. Noi crediamo che l’insegnamento della danza dovrebbe essere aperto a tutti senza alcuna restrizione. Nulla dovrebbe ostacolare una persona nell’insegnamento, apprendimento o messa in scena di un’arte, sia essa musica, teatro, danza, pittura o poesia. Incoraggiamo tutti a studiare con serietà e ad ottenere certificati e diplomi in modo da conquistare la fiducia degli studenti, ma insistiamo affinché le qualifiche non siano restrittive, impedendo altri di insegnare in attività private. I governi dovrebbero resistere alle pressioni delle lobby che cercano di creare un monopolio in ogni arte. Un bravo professionista è lieto di poter fare affidamento sul proprio talento, sulla propria conoscenza e reputazione, invece che su privilegi concessi da regolamentazioni che escludono gli altri dalla competizione e dal confronto con il bravo professionista. L’arte per definizione è inclusiva, non esclusiva. La Giornata della Danza 2016 è dedicata a mantenere una politica di porte aperte nell’insegnamento della danza”. Raffaella Pandolfi, danzatrice, coreografa, direttrice artistica e maestra amata e apprezzata da tutti per la sua capacità di dare, resterà un simbolo indelebile della danza in Penisola sorrentina per la sua dedizione appassionata e generosa all’arte coreutica, che ha infuso in generazioni di giovani per cui è stata ineguagliabile maestra di ballo e di vita: “Io non ho figli naturali, ma ho tantissimi figli e figlie che ho visto crescere sia come persone che come professionisti e mi vogliono bene come un’altra madre e mi sono vicini sempre, in ogni passo sia della mia vita che della loro. Questa è un’enorme soddisfazione sia dal punto di vista umano che professionale”, aveva raccontato in un’intervista. Raffaella aveva raggiunto brillanti traguardi e ragguardevoli riconoscimenti grazie ad un lavoro senza risparmio con metodo, tenacia, costanza, ma soprattutto cuore: “Credo che quando ti poni un obiettivo e lo supporti con impegno, metodo, costanza, arrivano le soddisfazioni, e a me ne sono arrivate tantissime, anche se con immenso sforzo e fatica. Ma l’ingrediente fondamentale per me è il cuore, l’amore per quello che si fa”. Con la sua associazione Dance Studio, da lei fondato e diretto con passione viscerale, ha svolto un’intensa ed instancabile attività di promozione e diffusione della danza, per sensibilizzare e stimolare l’interesse dei giovani. C’era un po’ di lei in ogni danzatrice, il giorno della Festa della Danza di Sorrento edizione 2017.

La riuscitissima manifestazione, con la direzione artistica della danzatrice, studiosa e docente nazionale di danza Roberta Albano, è iniziata la mattina presso il Teatro Tasso con la lettura del messaggio della Giornata Mondiale della Danza 2017. Il testo di quest’anno è un tributo a Trisha Brown, una delle coreografe e ballerine più acclamate, mancata il 18 marzo 2017 a San Antonio in Texas. Fondatrice della Trisha Brown Dance Company nel 1970, ha compiuto in quarant’anni di lavoro un percorso di ricerca artistica e sperimentazione che ha profondamente segnato e cambiato il panorama della danza moderna del ventesimo secolo. Il messaggio,  redatto a partire dai suoi scritti e dalle sue dichiarazioni, riflette la sua visione della danza:  “Sono diventata una danzatrice per il mio desiderio di volare. La trascendenza della gravità è una cosa che mi ha sempre toccato. Non c’è un significato segreto nelle mie danze. Sono un esercizio spirituale in forma fisica. La danza comunica e amplifica il linguaggio universale della comunicazione, dando vita alla gioia, alla bellezza e al miglioramento della conoscenza umana. La danza riguarda la creatività … ancora e ancora… nel pensare, nel realizzare, nel fare, nel mettere in scena. I nostri corpi sono uno strumento di espressione e non un mezzo per rappresentare. Questa idea libera la nostra creatività, che è la lezione essenziale e il dono del fare arte. La vita di un artista non finisce con l’età, come credono alcuni critici. La danza è fatta di persone, persone e idee. Come spettatore, puoi portare con te l’impulso creativo e applicarlo alla tua vita quotidiana”.

A seguire, si sono svolte le lezioni gratuite di danza classica con la stessa Roberta Albano e di modern con Cristina Monticelli; quindi, il popolo della danza si è spostato alla Scuola SpazioDanza Sorrento in Via Marziale, per lo stage di Hip Hop Kids con Marianna Gargiulo. Atmosfere e costumi spagnoleggianti poi per le lezioni di Flamenco con l’insegnante Elckjar Franco Bono. Infine, nel pomeriggio, tra sole e mare, le esibizioni delle scuole presso la Villa Comunale di Sorrento..  Ammirando queste coreografie, mi sono tornate in mente le parole di Melissa Hayden, grande ballerina canadese: “Imparare a camminare ti rende libero, ma imparare a danzare ti dà la libertà più grande di tutte: esprimere con tutto il tuo essere la persona che sei”.

Carlo Alfaro

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