Settimana dei libri in Penisola sorrentina!

Cominciamo lunedi 19 giugno con “Le voci dei vicoli”, di Lael Moro, editore Homo Scrivens, alle 20,30 alla Libreria Tasso, che quest’anno festeggia con i suoi affezionatissimi lettori i 30 anni di attività, autentica “piazza della cultura” a Sorrento. Modera Raffaella Di Palo, docente appassionata di letteratura. Letture affidate a Carlo Alfaro. La vicenda, ambientata nel 1948, si svolge nella Napoli palpitante di speranze e ingenuità dell’immediato dopoguerra, a ridosso degli anni ’50 destinati ad entrare nel mito. Il romanzo si cala perfettamente in un’epoca piena di istanze di modernità ma anche pericolosamente legata ad un passato di tradizione e ignoranza. Il racconto prende spunto dal ritrovamento del cadavere del vecchio maestro del quartiere, da parte di Peppino, giovanissimo garzone del lattaio, durante il suo giro di consegne giornaliere. Spaventato, Peppino chiede aiuto delle amiche Teresa e Giovanna, e i tre iniziano ad indagare: una surreale indagine “alla napoletana”, lontano anni luce dai metodi d’indagini di polizia, o dagli schemi della detective story, ma alimentata dalla curiosità e dalla compassione, sospinta dalle chiacchiere di quartiere, e capace di penetrare in una realtà oscura e omertosa. Lo scenario in cui il giallo napoletano si muove è quello dell’Italia post-bellica, in cui i cittadini, dopo i terribili anni della guerra, erano impegnati in una lenta rinascita, intenti a curarsi le ferite, ma desiderosi di ricostruire un futuro di speranza. La vicenda si intreccia con contrastanti emozioni, storie popolari, ricordi della guerra, voglia di rinascita, capacità di sopravvivere, luoghi tipici delle nostre radici. Lael Moro è lo pseudonimo di Elena Montuono e Lalla Rotolo, scrittrici napoletane alla prima pubblicazione.

Giovedi 22 giugno alle 19, presso la Sala Consiliare del Comune di Piano di Sorrento, la famosa scrittrice Anna Bartiromo presenta il suo nuovo libro “L’Imponderabile”, con ben due sindaci della città, quello in carica, Vincenzo Iaccarino, a fare da introduzione assieme a Carlo Alfaro, e il suo predecessore, Giovanni Ruggiero, in qualità di relatore, accanto al critico Francesco D’Episcopo, alla psicoterapeuta Simona Esposito, e con interventi dell’artista Letizia Caiazzo, dei musicisti Rosalba Spagnuolo e Francesco Cesarano e dell’editore Piero Graus. L’imponderabile comprende una serie di otto racconti ispirati alla vita odierna con le sue crudezze e patimenti: un vortice di passioni intense e contrastanti coinvolgono tutti i personaggi di queste storie in una spirale di eventi inattesi, densi di erotismo e sentimenti estremi, violenti, brutali, il cui filo conduttore è l’imponderabile. Personaggi prigionieri di vite disperate, che sia la transessualità e la prostituzione come per Ginì, la violenza carnale come per Kim, la vita da barbona come per Beth, l’ossessiva solitudine che porta al rifugio nel virtuale fino al vizio di mente come per Foeba. Vite disperate in cui i personaggi che animano le storie si ritrovano coinvolti in uno scontro con la realtà ma, prima ancora, con se stessi, fino al colpo di scena finale. Anna Bartiromo firma un romanzo introspettivo, offrendo squarci di vite che sfuggono a qualsiasi tentativo di precisa valutazione e il cui filo conduttore è l’imponderabile. Nata a Piano di Sorrento, dove vive e lavora, docente di Lingua e Letteratura Inglese negli istituti superiori, la Bartiromo è da sempre impegnata nel sociale. Traduttrice, interprete, giornalista pubblicista, collabora con vari quotidiani e riviste letterarie. Ha pubblicato libri di narrativa, poesia, saggistica, con i quali ha ottenuto insigni riconoscimenti. Si ricordano, in particolare, il Primo Premio assoluto al concorso “Giacomo Leopardi” a Torre del Greco; “Pensiere ’e femmena” per la Campania; “Il Fauno d’Oro” a Contursi Terme; “Histonium” a Vasto. Con la Graus editore ha già pubblicato la raccolta di poesie Italia viaggio d’amore (2009); le raccolte di racconti: Il viaggio maledetto e altri racconti di mare (2007) e Alla via così – Racconti di mare (2010); Gocciolina sui sentieri del mondo (e altre favole ecologiche) (2012); Il naufragio della concordia (2012); Viaggio-avventura fra i pianeti del sogno (2013) e Quando l’abisso è il tuo corpo (2015).

Infine, Libertè, ultimo romanzo del famoso giornalista-scrittore Maurizio Tucci (presidente di Laboratorio Adolescenza e consigliere nazionale della Società italiana di Medicina dell’Adolescenza) sarà presentato da Carlo Alfaro venerdi 23 giugno dalle 21,00 alle 22,00 presso la Libreria Tasso. Maurizio Tucci è nato a Potenza, ha studiato e si è laureato a Bologna, vive a Milano da oltre vent’anni e ha girato il mondo. Il suo principale interesse è la comunicazione e la ricerca sociale, in particolare nel campo dell’adolescenza. Giornalista, collabora da anni con il Corriere della Sera. Il romanzo, pubblicato dalla casa editrice Odoya-I Libri di Emil, è ambientato a Parigi, e precisamente nei meandri della metropolitana cittadina, quindi in una Parigi “sottosopra”, come è stato scritto, la Parigi buia e claustrofobica del Metrò. Una Parigi comunque dal fascino eterno, certamente contemporanea, ma oniricamente al riparo da influenze contingenti. Al centro  del romanzo, la rivolta di un gruppo di chef delle stazioni metropolitane di Parigi che cerca di deporre la dirigenza corrotta ed affarista e riportare il glorioso Metrò Parisien agli antichi fasti. Stanchi di essere solo pedine nelle mani dello spregiudicato e volgare “Grand Chef ” e della lobby, ancora più inquietante, che lo sorregge, gli chef delle stazioni metropolitane si coalizzano per ribellarsi ai soprusi subiti. Philippe, chef della prestigiosa stazione di Louvre-Rivoli del Mètro Parisien, la più elegante e sofisticata stazione del Métro parigino, e rampollo della borghesia parigina, racconta la storia in prima persona, dal suo punto di osservazione. Una voce narrante maschile, una prima volta per Tucci che aveva fino ad oggi scritto con voci di donna. Essendo la vicenda narrata dal personaggio di Philippe che è interno alla storia, e dunque non onnisciente, egli svolge anche la funzione del lettore/investigatore che cerca di dirimere i fili intrecciati dal plot. È una narrazione al presente, contemporanea agli eventi, il che garantisce l’effetto di suspense cercato dall’autore. Philippe vive parallelamente la rivolta in atto e una complicata storia d’amore con due donne, Alia e Sabine, anche loro chef de station, che sono una la negazione dell’altra, come due forze uguali e contrarie: Alia, araba, e Sabine, parigina, Oriente e Occidente, due mondi opposti che si confrontano e intersecano. Due figure femminili, costruite dall’autore con rara sensibilità e sincera considerazione nei confronti delle donne. Di loro due Philippe si innamora progressivamente e parallelamente. Un amore vissuto tra sensi di colpa e tentativi di autogiustificarsi, attinti a passate reminiscenze scolastiche: “A scuola ero bravissimo in fisica e rapito dalla magia dell’equilibrio, frutto di forze uguali e contrarie. Ecco, Alia e Sabine crescono insieme come se si dovessero reciprocamente compensare per non mandare all’aria il mio equilibrio”. E ancora, afferma: “Non c’è conflitto ad essere contemporaneamente innamorati di Sabine e Alia. Non sono due persone diverse, sono l’una la non-altra dell’altra. Una sorta di materia e anti-materia. Per questo l’esistenza dell’una è imprescindibile perché anche l’altra esista”. La dualità è proprio la caratteristica distintiva di Liberté, onirico e al tempo stesso straordinariamente realistico. Il romanzo trascina il lettore in un mondo parallelo, quello delle stazioni metropolitane, con una vita “occulta” che pulsa all’insaputa di tutti, come duale è l’amore del protagonista, Philippe, per due donne magnetiche e opposte, entrambe speciali e in qualche modo complementari. Altro grande protagonista del libro, l’amore e il piacere di una cucina raffinata, di cui gli Chef di stazione, protagonisti della storia, sono cultori ed estimatori. Dato che Libertè è un romanzo che parla di eleganza e raffinatezza, di gusto e bellezza, non potevano che sceglierlo di sostenerlo a Sorrento “Cotton&Colors”, la linea di abbigliamento uomo di Antony e Fabio Trinchese, caratterizzata da qualità, stile e fashion, e “Casamia Sorrento” di Francesco Pepe e Marilù D’Esposito Ciocio, dove la regola è “il bello”, per l’arredamento della propria casa e per l’abbigliamento, con i coloratissimi capi della Collezione Disegual. Tutti per Libertè…perchè…dove c’è Bellezza e Cultura, c’è Libertà!

Carlo Alfaro

 

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