Scuola: Dirigentiscuola, categoria esasperata, restituire dignità a dirigenti Dal 5 al 7 ottobre a Rimini Terzo Congresso nazionale, dirigenza, sicurezza, semplificazione le principali emergenze

Scuola: Dirigentiscuola, categoria esasperata, restituire dignità a dirigenti
Dal 5 al 7 ottobre a Rimini Terzo Congresso nazionale, dirigenza, sicurezza, semplificazione le principali emergenze

Roma, 30 set. (AdnKronos)

(Ste/AdnKronos)

Dirigenza, Sicurezza, Semplificazione. Sono le tre ‘emergenze’ del nuovo anno scolastico individuate da Dirigentiscuola (Associazione professionale-sindacale Dirigenti Area Istruzione e Ricerca Confederati Codirp) e più volte rappresentate per evidenziare lo stato in cui vive la scuola italiana e, in particolare la situazione di disagio dei dirigenti scolastici.

Ad illustrare all’Adnkronos le preoccupazioni e le istanze dei Dirigenti scolastici, anche in vista del terzo Congresso Nazionale di Dirigentiscuola, che si terrà a Rimini dal 5 al 7 ottobre prossimi il Segretario nazionale Attilio Fratta che evidenzia come “la categoria è esasperata e pronta a scendere anche in piazza se non vede, non dico un cambiamento immediato, ma almeno il ‘segnale’ e la ‘volontà’ di cambiare e rendere giustizia a una categoria che ha il compito di formare le future generazioni”.

“Come tanti italiani – sottolinea Fratta – abbiamo creduto nella volontà del cambiamento. Il cambiamento, come disse già qualche anno fa l’attuale Vice Primo Ministro Di Maio, sintetizzando in poche parole un intero trattato di sociologia, non può essere attuato da chi ha determinato le situazioni che necessitano un cambiamento. Chi ha rubato ed è corrotto può mai approvare leggi contro i corrotti? Nel caso che ci occupa, chi ha ridotto a rango di pezzenti i dirigenti scolastici, di certo non può recuperare la dignità degli stessi e della scuola italiana”.

“La situazione – evidenzia – è così grave che non bastano i documenti che abbiamo consegnato alle senatrici pentastellate il mese scorso per averne contezza. Al massimo – sottolinea – possono dare un’idea. Abbiamo concordato un incontro, allargato anche ai componenti delle commissioni cultura e lavoro, per poter illustrare i problemi più urgenti ed emergenti che lo scorso anno hanno indotto la categoria a un sit-in di ben 5 giorni, con sciopero della fame e della sete davanti al MIUR. Il Ministro pro-tempore Fedeli organizzò immediatamente dei tavoli tecnici che, dopo mesi di lavoro, non hanno prodotto niente, anzi – ribadisce -hanno peggiorato la situazione, a dimostrazione della validità del concetto di CAMBIAMENTO!

Dovendo sintetizzare le più urgenti problematiche denunciate dai Dirigenti scolastici Fratta evidenzia innanzitutto il nodo RETRIBUZIONE. “Se si da un’occhiata alla tabella del confronto delle responsabilità dei dirigenti di pari fascia, (attenzione: redatta nel 2014…oggi la situazione è notevolmente peggiorata) – spiega Fratta – si percepirà immediatamente la gravità: i dirigenti scolastici hanno almeno il quintuplo delle responsabilità e carico di lavoro degli altri dirigenti di pari fascia, ma percepiscono meno della metà del loro stipendio. Cosa ancora più grave – rimarca – è che negli anni la situazione è peggiorata. Colleghi della mia generazione percepiscono uno stipendio che supera i 3.000 euro, quelli entrati dopo il 2001 arrivano a stento a 2.500: effetto gambero. Allineare le retribuzioni – evidenzia il segretario Nazionale di Dirigentiscuola – è il minimo”.

“In realtà – evidenzia – bisognerebbe capovolgere la situazione: se i dirigenti di pari fascia percepiscono oltre 5.000 euro al mese, senza o con poche responsabilità e competenze, un dirigente scolastico dovrebbe percepire almeno il doppio. Il perché la situazione sia capovolta è noto a tutti: chi avrebbe dovuto tutelare la categoria l’ha svenduta togliendole perfino la dignità! Una situazione che grida vendetta”.

Seconda emergenza evidenziata sono le MOLESTIE BUROCRATICHE. L’allineamento retributivo, sottolinea, infatti Fratta, “è solo una faccia della medaglia. Quelle che abbiamo definito MOLESTIE BUROCRATICHE stanno soffocando la scuola italiana e i dirigenti che devono subirle. Nel tavolo semplificazione lo stesso Miur – ricorda Fratta – previo sondaggio, ha quantificato in ben 53 quelle che abbiamo definito “molestie burocratiche”: pratiche inutili che servono solo a giustificare l’esistenza e lo stipendio di burocrati che non hanno la ben che minima idea di cosa vuol dire stare in trincea”.

“Pratiche – ribadisce – che, peraltro, si concentrano tra giugno e agosto …tra scrutini, esami e ferie, che non sono più un diritto per i dirigenti. Nell’ultimo incontro del Tavolo Semplificazione l’Amministrazione si era impegnata, entro settembre 2017, a ridurle drasticamente come da intesa con i sindacati. Non se ne è saputo più niente. E’ evidente – sottolinea ancora – che sia all’amministrazione che alle organizzazioni sindacali generaliste le MOLESTIE fanno comodo! E’ un aspetto non affatto secondario con una ricaduta sulla didattica, sul “fare scuola” dei docenti e degli studenti, sulle famiglie, sull’intera comunità scolastica”.

La terza emergenza denunciata dal Sindacato che, a differenze delle altre organizzazioni, riunisce , da nord a sud, solo Dirigenti scolastici è la SICUREZZA. “Anche al tavolo SICUREZZA al MIUR – prosegue Fratta – il problema è stato ampiamente discusso. Occorre urgentemente modificare, ovvero applicare il Dl.vo 81! Il dirigente scolastico – lamenta Fratta – non può essere responsabile della sicurezza degli edifici scolastici la cui proprietà è degli enti locali (Comuni, Province e Città metropolitane) che hanno anche la responsabilità della manutenzione”.

“Se i dirigenti devono arrivare a questo lo faranno. Di certo non possono continuare a essere condannati… pur di assicurare un servizio alla Nazione. Al tavolo sicurezza abbiamo presentato documenti e proposte. Ho anche insistentemente chiesto e detto alla ex Ministra Fedeli all’epoca, al nuovo Ministro Bussetti e, da ultimo, il 7 settembre u.s. al Capo di Gabinetto della F.P. – ricorda Fratta -, che non si poteva e non si può aspettare il normale iter legis per le modifiche che andavano adottate, in applicazione del D.L.vo 81, entro due anni dall’entrata in vigore: sono passati 10 anni!”.

“La Costituzione prevede uno strumento per le emergenze: il decreto legge, usato e abusato anche per problemi non urgenti. Così come il governo ha varato il decreto DIGNITA’ – ribadisce – potrà e dovrà varare il DECRETO SICUREZZA SCUOLE, integrando l’omonimo decreto Salvini! Questo aspetto ha una evidente ricaduta sulla sicurezza dei lavoratori della scuola e sugli studenti che hanno diritto ad avere una scuola sicura”.

Quanto alle risposte e agli impegni assunti sia dal Ministro Bussetti che dalla la Funzione Pubblica Fratta lamenta che “nonostante richiesta e sollecito il Ministro Bussetti ha convocato, nell’ultima settimana di agosto per ben tre volte le Organizzazioni sindacali però per la questione vaccini e le problematiche inerenti l’inizio dell’anno scolastico. La posizione di Dirigentiscuola sui vaccini è chiara: c’è una legge e va rispettata! Abbiamo evidenziato – spiega Fratta – che la legge non prevede l’autocertificazione per problematiche inerenti la salute e che la confusione è stata determinata dalla nota circolare dello scorso luglio, a firma congiunta, con la neo ministra Grillo. Abbiamo chiesto anche che venisse ritirato il famoso emendamento di proroga uscito poi dalla porta e rientrato in giornata dalla finestra! “.

“Tra le problematiche inerenti l’avvio dell’anno scolastico, abbiamo denunciato e rappresentato al Ministro le tre emergenze: DIRIGENZA, SICUREZZA e SEMPLIFICAZIONE. In particolare – sottolinea – abbiamo evidenziato che i Dirigenti scolastici non possono essere condannati e/o multati perfino per la mancanza delle certificazioni che dovrebbero fornire i proprietari degli edifici scolastici, chiedendo al Ministro, considerato che oltre il 90% delle scuole non hanno le previste certificazioni, o di costringere gli Enti locali a fornirle, o a sospendere le previste sanzioni”.

“Nel mille proroghe – rammenta – l’obbligo è stato differito al 31 dicembre. Per la sicurezza abbiamo comunicato al Ministro che i dirigenti non possono continuare ad essere condannati per inadempienze altrui e che in assenza di urgenti interventi avrebbero chiuso le scuole INSICURE”.

“Nell’incontro confederale CODIRP alla Funzione pubblica il 7 settembre, per quanto concerne la perequazione retributiva, ho chiesto un’integrazione dell’Atto di indirizzo all’ARAN inerente la interpretazione autentica della ratio della finanziaria dello scorso anno affinché venisse recepita la differenza tra validità contrattuale e l’esigibilità delle somme previste dalla finanziaria, onde evitare lo scippo di altri due anni: i soldi previsti devono valere per il CCNL 2016-2018, ovvero per la validità del contratto, e non per il 2018-2020, ossia per un solo anno della validità del CCNL. Purtroppo – lamenta – le altre OO.SS. sono silenti e le ragioni sono ben note! Su richiesta della Capo di Gabinetto abbiamo poi, in un documento confederale della CODIRP, inviato un pro-memoria. Idem per la SICUREZZA”.

Infine il rinnovo del Contratto. “A parte la situazione kafkiana – evidenzia Fratta – che viene tollerata come se fosse normale , se tutto procederà per il meglio entro Natale sarà firmato il CCNL …che scadrà il 31/12/2018, il 26 u.s., finalmente, e dopo tre incontri di “ricognizione”, all’ARAN si è potuto iniziare la discussione avendo in mano una bozza del Contratto trasmessa il 25! Sulla parte economica – sottolinea – ci sarà poco da discutere: le somme stanziate sono note, bisognerà solo posizionarle nella speranza che la Funzione pubblica trasmetta l’annunciata integrazione all’atto di indirizzo. Le somme a disposizione DEVONO valere per il periodo di validità del CCNL ossia per il triennio 2016/2018 anche se l’esigibilità decorrerà dal 2018”.

Secondo il Segretario nazionale di Dirigentiscuola “bisogna evitare assolutamente lo scippo di altri due anni. Chi ha paura della reazione del comparto è ora che spieghi che non si possono pare confronti e paragoni in verticale. Le retribuzioni dei dirigenti vanno ALLINEATE a quelle degli altri dirigenti di pari fascia”.

“Più impegnativa e dura – conclude Fratta – sarà la battaglia sulla parte normativa che è diventata più importante ed urgente di quella retributiva. DIRIGENTISCUOLA ha elencato, nella propria piattaforma, ben 26 criticità che vanno assolutamente riviste. In primis l’allineamento dei contratti, l’obbligo delle reggenze e i criteri di affidamento degli incarichi che non possono essere lasciati al libero arbitrio dei direttori generali che in questi anni ne hanno ampiamente abusato”.

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