‘No alla violenza’: prevenzione e sinergia

Captare i segnali, dialogare e trovare la sinergia di collaborazione, questi gli input della soluzione

 

 Piano di Sorrento – Nell’incontro delle idee a confronto si è parlato di come poter porre un freno per dire ‘No alla violenza’ facendo  prevenzione e sinergia, captando i segnali primordiali, dialogare e trovare la sinergia di collaborazione.

Un tema che ha visto dialogare nella Sala Congressi di Villa Fondi le varie autorità: amministrative, delle forze dell’ordine, dell’Asl, dello sport e del Piano Sociale di Zona e si ci è confrontati specialmente su quei due fenomeni che tutti conoscono come bullismo e cyberbullismo.

Un fenomeno quello del bullismo che sta prendendo piede giorno dopo giorno del forte contro il debole, una forma di comportamento sociale e di tipo violento ed internazionale, di natura sia fisica che psicologica, oppressivo e vessatorio, ripetuto nel corso del tempo ed attuato nei confronti di persone considerate dal soggetto che perpetra l’atto in questione come bersagli facili e/o incapaci di difendersi. Questo sta accadendo soprattutto nell’ambito scolastico e più in generale di contesti sociali riservati ai più giovani.

L'immagine può contenere: una o più persone, persone sedute, tabella e spazio al chiuso

Su questo fenomeno il vice questore della Polizia di Stato di Sorrento, Donatella Grassi, ha sottolineato che “la polizia ha elaborato un progetto ‘Vita da social’ che serve per raccogliere dati i quali hanno evidenziato che 3 su 5 ragazzi hanno subito il bullismo”. Ma quello ha cui ha fatto fermamente riferimento e che “il 40% dei ragazzi riescono a parlare con un genitore ed un insegnante”. “Questo fenomeno – continua il vice questore Grassi – nasce da varie situazioni verso la vittima. La motivazione nasce nel bullo perché vede diversa la sua vittima che poi accetta questa situazione”. E purtroppo in vari casi porta a situazioni di estrema gravità. Ma se il bullismo e diretto verso la persona fisica, l’altro fenomeno crescente, il cyberbullismo, viene attuato tramite gli strumenti della rete, ed è un tipo di attacco continuo, ripetuto, offensivo e sistematico, ed anch’esso porta a delle gravi conseguenze. Il capitano Marco La Rovere della Compagnia dei Carabinieri di Sorrento afferma che “quando parliamo di cyberbullismo il primo problema è di educazione, anche verso una generazione di genitori. Ma non conoscere le regole di internet porta a parlare un linguaggio diverso de ragazzi”. I mezzi per “contrastare il bullismo ed il cyberbullismo ci sono, ma se mancano i segnali premonitori si farà fatica. Bisogna prevenire i segnali precedenti per essere fermati”. Per il primo cittadino di Piano, Vincenzo Iaccarino, questo “è un incontro in cui dobbiamo essere uniti in questa problematica e dobbiamo cercare di capire quale sia la sinergia e bisogna collaborare insieme. Noi amministratori dobbiamo dialogare sia con i dirigenti scolastici che con i nostri figli”.

L'immagine può contenere: una o più persone, folla e spazio al chiuso

Un dialogo che deve porre in essere la famiglia, tra genitori e figli, specie in una società come la nostra in cui oggi spesso i primi forse sembrano essere un poco più elastici nei confronti dei figli i cui vari cellulari e tablet ne condizionano la vita. La fascia tricolore di Massa Lubrense, Lorenzo Balduccelli, mette in rilievo che “siamo toccati da poco da questa malattia ma molto da queste macchinette. Bisogna cercare di attuare qualche regolamento più forte contro questa malattia”. Ma la violenza in generale la si combatte anche tramite lo sport e così la voce del medico sociale del Napoli, Alfonso De Nicola, pone l’accento sulla comunicazione per “trasmettere i principi sani alle nuove generazioni”. E parla della sua esperienza di quando ha visitato il carcere minorile di Nisida: “Sono stati lì ed ho conosciuto questi ragazzi ed a noi ci vedono come dei modelli. (il riferimento è ovvio ai calciatori non solo del Napoli ma anche delle altre squadre di calcio). Il compito all’interno della società di calcio e di far capire che loro rappresentano qualcosa di importante”.

Con la moderazione di Giacomo Giuliano, anche le altre autorità presenti hanno detto la loro opinione, come il procuratore aggiunto della Procura di Avellino, Vincenzo d’Onofrio, il dottor Luciano Improta in rappresentanza dell’ASL Napoli 3 Sud, l’assessore alle Politiche Sociali di Meta, Angela Aiello, il presidente del consiglio comunale di Sant’Agnello, Maria De Martino ed il presidente del consiglio comunale di Piano, Mario Russo, che sottolinea che “bisogna riacquistare il ruolo di genitori e dare forza alla famiglia” e poi “è stato istituito un numero verde e seguirà uno sportello 24 ore su 24 per qualsiasi fenomeno di esigenza e di bullismo”.

Due fenomeni a cui si devono trovare delle ferme soluzioni, ma in primis captarne i fenomeni per fermarli ed il dialogo nelle quattro mura domestiche.

Le foto a corredo dell’articolo sono di Giuseppe Spasiano

 

GISPA

 

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