L’ultimo ambientalista a Vico lascia, chiude circolo VAS

Potrebbe sembrare una sconfitta per il più coriaceo ambientalista rimasto a Vico Equense. Parliamo di Franco Cuomo, laureato in filosofia, blogger acuto ed intelligente, ora funzionario regionale in pensione, quarant’anni di battaglie a muso duro, con denunce e non solo proclami e articoli. Il suo non è stato un ambientalismo da salotto ma un ambientalismo militante, sempre in prima linea, rimettendoci la faccia e non mandandola mai a dire… Alla fine ha chiuso i battenti del suo circolo VAS Verde Ambiente e Società. Vico Equense è stata sfregiata da una commistione tra imprenditori e politici (di ogni colore)e il suo grido di dolore lanciato dalle colonne di Metropolis certamente farà discutere a lungo.”Paradiso sfregiato con cemento killer” sono le sue parole.Chi raccoglierà il suo testimone?
Franco Cuomo si dimette da VAS perché le leggi di questo paese hanno legalizzato i misfatti ambientali potrebbe essere la sintesi.

Ecco la lettera aperta con cui Franco Cuomo annuncia la chiusura del Circolo

“Dopo quasi quindici anni di attività del circolo VAS di Vico Equense, che si chiamò prima AEQUA e dopo la morte di un suo autorevole rappresentante, l’ingegnere Giovanni Esposito, prese il suo nome, il circolo chiude la sua attività di vigilanza sul territorio, a meno che non si faccia avanti un altro responsabile di zona, se dovesse succedere, ne sarei felice e dovrebbe contattarmi affinché io possa fornirgli i riferimenti regionali e nazionali. Chi scrive ha appena notificato le sue dimissioni da coordinatore del circolo, a VAS Nazionale a Roma e al senatore Guido Pollice che è il Presidente dell’associazione, per stanchezza fisica, ma anche morale, ma anche per una esplicita ammissione di sconfitta: le battaglie di VAS non interessano buona parte della popolazione o, anche, forse non ho saputo coinvolgere e agglutinare simpatie intorno all’operato del’associazione. E’ necessario che forse fornisca anche le motivazioni di queste dimissioni. In partenza dico subito che non mi interessano, non mi sono mai interessate le “battaglie”, se così si possono chiamare di un ecologismo di maniera, sul genere di Lega Ambiente o troppo radicalmente ambientaliste sul genere WWF, benché siano necessarie entrambe. Tra la denuncia di un insediamento abusivo o di una colata di cemento su un sentiero antico e la difesa di un nido di una specie protetta, io ho sempre preferito denunciare il primo rispetto al secondo. Così come non ho mai trovato interesse per iniziative come:“Mangiar sano”. Io vengo dalla scuola di Antonio D’Acunto, altro ingegnere, altra mente teorica eccelsa di VAS, scomparso anche lui, ecco, diciamo che io mi sono sentito e mi sento ancora figlio di un uomo come lui. Dunque, anche per questi motivi mi dimetto. Da troppo tempo ormai per ogni mia denuncia di abusivismo e di rapina vera e propria del territorio, ci sta sempre il più intelligente della comunità equense che ti avvicina e ti dice: “ ma sei solo purtroppo”, non considerando che lui che dice questa cosa a me, esplicitamente ti dice io non sto con te. In più, l’indifferenza verso la tutela del territorio da parte di tutti, mi ha convinto che una battaglia di testimonianza oggi non serve più a nessuno, meno che mai al territorio: si finisce su qualche pagina di giornale locale che riporta la notizia e il tutto finisce il giorno dopo, mentre le figure che distruggono, manomettono e rapinano il territorio, esibendo l’etichetta di IMPRENDITORI e IMPRENDITRICI, fanno il loro affari e i loro interessi, trovando complicità nelle amministrazioni pubbliche, anche sostenute da normative paesaggistiche e urbanistiche che ormai hanno fatto a pezzi strumenti catenaccio quali il PUT. I livelli culturali generali si sono abbassati paurosamente e tendono ancora al più basso, chi ha i soldi ha solo quelli e a stento ha aperto un libro o ascoltato un concerto o visitato con amore una mostra d’arte. Una borghesia nata pezzente senza nessuna grandeur: non artisti da presentare, non musicisti da proporre, né intellettuali con i quali accompagnarsi, ma solo barche, motoscafi ferri da stiro, macchine costose, mogli da esibire firmate e ingioiellate. Di contro una povertà crescente culturalmente sotto zero pure questa, e, mentre il brutto dilaga dovunque l’ambiente viene degradato e rapinato nella totale indifferenza di queste due tipologie sociali. Occorrerebbe una grossa rivoluzione estetica, sostenuta da proposte culturali erga omnes , anche questo significa tutela dell’ambiente, soprattutto per VAS che appunto è l’acronimo di Verde, Ambiente e Società, ma non c’è niente di tutto questo e allora, personalmente stanco, lascio il testimone a chi ha voglia di raccoglierlo, con l’unica certezza in questi anni, nel bene o nel male ( malfatto, mal proposto, mal comunicato), di aver fatto il mio dovere di cittadino”.

Franco Cuomo – Coordinatore dimissionario del circolo VAS “ Giovanni Esposito” di Vico Equense (NA)

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