Lo scienziato che denunciò l’amianto

Quando la storia parla da sola
Giovan Giacomo Giordano
alcuni punti focali

Di Antonio Giordano

Giovan Giacomo, nel 1977, professore, primario anatomo patologo dell’Istituto per lo studio e la cura dei Tumori “Fondazione G. Pascale”, pubblicava un libro bianco dal titolo: “Salute e ambiente in Campania”, edito dal Centro Studi di Politica Economica e Sociale Nuovo Mezzogiorno, nel quale denunciava la presenza di aree ad alto rischio tumori nella città di Napoli. Precorrendo i tempi,coordinando un’equipe di studiosi napoletani, tracciava una “mappa della nocività” nella provincia di Napoli, evidenziando come la popolazione napoletana corresse maggiori rischi di ammalarsi nelle zone più industrializzate della città partenopea.

Durante i viaggi a New York Giovan Giacomo Giordano era rimasto influenzato dagli studi del suo amico Irving J. Selikoff, medico e scienziato eccezionale che contribuì alla conoscenza delle patologie legate all’amianto e dal Professor Cesare Maltoni, oncologo di fama internazionale e fondatore del Collegium Ramazzini. Quest’istituto, di cui anche Giovan Giacomo divenne membro – concepì la sua mission finalizzandola alla promozione e al sostegno della ricerca scientifica per la prevenzione dei tumori, intesa in particolare come prevenzione primaria, cioè identificazione degli agenti cancerogeni al fine di ridurre l’esposizione ad essi negli ambienti di lavoro e di vita in generale e di fare avanzare lo studio delle malattie professionali ed ambientali nel mondo. Di mio padre ricordo la passione per l’etica nella professione medica. Anteponendo la solidarietà e l’empatia verso il paziente a logiche politiche e di potere, nel 1984, grazie alla sensibilità del giovane Franco Maranta, era entrato in contatto con i lavoratori delle officine ferroviarie di Santa Maria La Bruna dove aveva messo a disposizione le sue conoscenze scientifiche, provando i gravissimi danni derivanti dall’esposizione alle fibre di amianto come l’asbestosi, il mesotelioma, il carcinoma polmonare. Il suo apporto è stato importante per riconoscere che non esiste una soglia di rischio al di sotto della quale la concentrazione di fibre di amianto nell’aria non sia pericolosa, poiché anche l’inalazione di una sola fibra può causare il cancro.

Grazie anche ai suoi studi l’amianto è stato messo fuori legge nel 1992. Da ultimo, ricordiamo che si è concluso il processo Eternit che, come noto, ha confermato la nocività e la cancerosità dell’amianto, condannando gli ex vertici della multinazionale per disastro doloso e omissione delle misure antinfortunistiche. Da sempre interessato alla “questione ambientale”, nel corso della sua partecipazione ad una conferenza mondiale1 a Cremona, nel 1976, presentò in anteprima, parte delle sue ricerche scientifiche, nate dalla collaborazione del suo Istituto con la Stazione Zoologica di Napoli, sugli effetti che il benzopirene, il dimetilbenzoantracene, il cadmio, e lo stirene producono sul riccio di mare; nonché la relazione tra l’esposizione alla luce solare e i carcinomi cutanei nell’uomo e nei modelli animali2. Il suo entusiasmo per la scienza coinvolse il piccolo Antonio che, il 1 maggio 1969, in occasione di una trasmissione televisiva sul Professor Albert Sabin, medico virologo, scopritore del vaccino orale sulla poliomelite, gli chiese di incontrare quel giovane medico che, circondato da molti bambini, spiegava l’utilizzo del vaccino contro la paralisi infantile e descriveva il suo impegno nella lotta contro i tumori. A solo 7 anni, era già consapevole che nel suo futuro ci sarebbe stata la ricerca scientifica.

La storia di Giovan Giacomo Giordano ci racconta che una volta, deciso a dimostrare gli effetti tossici degli scarichi delle auto, aveva collocato alcune gabbie di topolini sani all’interno delle gallerie di Fuorigrotta e della Marina a Napoli. Per mesi, insieme al figlio Antonio, erano andati a nutrirli e a somministrare loro l’acqua necessaria per la sopravvivenza, finché Giovan Giacomo, dopo alcuni mesi era stato in grado di verificare che la maggior parte dei roditori aveva sviluppato gravi lesioni tumorali. Successivamente, questi studi contribuirono all’installazione degli aspiratori e dei depuratori nelle predette gallerie.

Nel 1987 Giovan Giacomo Giordano, divenne direttore scientifico dell’Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori“Fondazione G. Pascale” di Napoli. Anticipando i tempi della nota “tangentopoli” e della stagione “mani pulite” – che portò alla luce un sistema di corruzione, concussione e di finanziamento illecito ai partiti ai livelli più alti del mondo politico e finanziario, – denunciò irregolarità nell’ambito di un concorso indetto per l’assunzione di stenodattilografe presso l’Istituto. Al termine dell’indagine furono arrestati il vice presidente e due componenti del consiglio di amministrazione dell’Ente, tutti “referenti” delle varie correnti politiche dell’epoca come la Democrazia Cristiana e le sue correnti, il Partito Socialista Italiano, e il Partito Liberale, i cui esponenti, con nuove “sigle”, influenzano, tutt’oggi, le sorti dell’Italia.
Il Professore Giovan Giacomo Giordano veniva rimosso dal proprio incarico di direttore del Pascale di Napoli, pagando il prezzo della propria indipendenza, scientifica, politica ed umana.
Le forze politiche avevano emesso il proprio verdetto, avendo trovato un appoggio e una giustificazione al loro operato negli esponenti del “gotha” dell’oncologia italiana.

Giovan Giacomo Giordano, perseverando nel proprio rigore etico, veniva rimosso dall’incarico “a divinis”, rimanendo vittima di una vera e propria “congiura” politica. Tale drammatico evento, tuttavia, non lo distolse mai dal proprio impegno scientifico. Tanti lo isolarono: gli stessi che, per interessi privati, nel corso degli anni, hanno “finto di non vedere” i problemi ambientali che, oggi più di ieri, tormentano la nostra regione e l’Italia intera.

“Mentre tutto tace ho deciso di raccogliere il testimone lasciatomi da mio padre e di portare avanti anche per Lui la battaglia che aveva iniziato anni fa con il libro bianco con la certezza che alla bonifica dei territori debba essere anteposta quella degli esseri.

Antonio Giordano

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