Lo stato di salute delle acque delle nostre coste: sabato 30 settembre alle 17 al comune di Sorrento incontro-dibattito organizzato dal Rotary

Sabato 30 settembre, alle ore 17,00, presso la Sala Consiliare del Comune di Sorrento, il Rotary Club Sorrento, presieduto dall’avvocato Michele Liccardi, con la collaborazione e il patrocinio del Comune, ha organizzato la “Conferenza sullo stato delle acque delle nostre coste: incontro-dibattito pubblico sullo stato delle acque marine e terrestri della Penisola Sorrentina: criticità e proposte“. Interverranno: Avv. Giuseppe Cuomo, Sindaco di Sorrento; Prof. Giancarlo Spezie, oceanografo e past-presidente RC Sorrento; Com.te Guglielmo Cassone, Comandante del Compartimento marittimo di Castellammare di Stabia; Dott.ssa Antonietta Costantini, Direttore Generale Asl Na3 Sud; On.le Mario Casillo, Consigliere Regione Campania, membro Commissione reg.le Bilancio e Finanze, demanio e patrimonio e Comm.ne Reg.le Urbansitica, lavori pubblici e trasporti; Dott. Giuseppe Tito, Sindaco di Meta e Consigliere delegato della Città Metropolitana di Napoli per la sicurezza della coste e risorse mare; Avv. Luigi Stefano Sorvino, Commissario straordinario Arpac; Dott. Raffaele Attardi, rappresentante del Movimento civico “La Grande Onda”; Avv. Mario Percuoco, responsabile Gori SpA per gli Affari Legali, Societari ed Istituzionali.

L’argomento è sempre attuale e scottante. L’inquinamento delle acque, causato dal malfunzionamento delle fogne e dei depuratori, rimane un problema enorme e non risolto in Campania. La Campania deve la sua fama nel mondo, da tempi antichissimi, alla speciale bellezza paesaggistica dei suoi territori e i suoi mari. L’inquinamento ambientale, la deturpazione del mare, sono ferite all’anima delle nostre radici.

Il problema della balneabilità delle acque dipende dalla concentrazione di batteri fecali riscontrati nei campionamenti effettuati a cura delle Agenzie Regionali per la Protezione Ambientale (ARPA), che consentono di classificare i lidi marini in: zone balneabili, se l’esito delle analisi sui campioni di acqua prelevati è al di sotto delle soglie di legge; zone temporaneamente non balneabili, se l’esito delle analisi sui campioni prelevati è al di sopra delle soglie di legge, e attraverso controlli successivi si accerterà la occasionalità o meno del superamento dei limiti imposti dalle normative; zone non balneabili, in quanto con persistente alterazione dei parametri e quindi da sottoporre a provvedimenti di bonifica e successivi monitoraggi di verifica. Quando nel corso della stagione balneare i risultati delle analisi impongono un provvedimento di divieto di balneazione, i laboratori preposti al controllo informano il sindaco, il quale emette una ordinanza di divieto; quest’ultima viene tempestivamente inviata al Ministero della salute, che la pubblica on line. Quando su una zona già interdetta alla balneazione i risultati delle analisi, per due campionamenti consecutivi, risultano favorevoli, questa può essere riaperta alla balneazione: il laboratorio dà immediata comunicazione al sindaco della revoca del divieto di balneazione, e questi dà una copia dell’ordinanza di revoca al Ministero, che la inserisce on line nel portale acque.

La Grande Onda”, nata come movimento apartitico di cittadini sensibili al problema dell’inquinamento del nostro mare, è attiva da tempo in progetti di forte sensibilizzazione riguardo le problematiche ambientali e la tutela del territorio (come l’elaborazione, questa estate, del “decalogo del diportista”: gli accorgimenti da mettere in atto per navigare “green”), e svolge attualmente la funzione di Osservatorio Civico Indipendente sullo Stato delle Acque, con una pagina Facebook di oltre diecimila iscritti. Il movimento è nato due anni fa dalla preoccupazione, espressa da Laura Cuomo su facebook, in qualità di comune cittadina e madre di famiglia, per le periodiche apparizioni di schiume, mucillagini e altro materiale inquinante sul mare e i ripetuti divieti di balneazione che negli anni si erano succeduti in Costiera Sorrentina. Nacque in pochi giorni un gruppo facebook fatto di migliaia di adesioni spontanee, cui Raffaele Attardi apportò il suo contributo di esperto, mentre i sindaci della Penisola si fecero promotori istituzionali della protesta. Presente a tutti i tavoli regionali dove si discute delle problematiche delle acque, La Grande Onda ha tra i fiori all’occhiello delle sue incessanti battaglie l’inaugurazione del nuovo depuratore della Punta Gradelle.

Convogliano attualmente nel depuratore di Punta Gradelle gli scarichi di Vico Equense, Meta, Piano, e Sant’Agnello; tra circa due anni, con impianto a regime, convergeranno anche gli scarichi di Sorrento, per un totale di 130.000 abitanti serviti dalla struttura. Il nuovo impianto, che si sviluppa per chilometri in tunnel scavati nella montagna, consente di eliminare tutti i liquami degli scarichi della Penisola, mentre grazie al doppio sistema di griglie vengono poi fermati i 1750 quintali di rifiuti solidi derivanti dai wc. La Grande Onda denuncia tuttavia che pochi punti di eccellenza non riescono a compensare il sistema di assoluto degrado vigente nel resto della Regione, dove molti Paesi Vesuviani, sforniti di sistema fognario, sversano tutti i liquami in canali o nel fiume Sarno. Se pure ci sono i depuratori, spiegano i tecnici della Grande Onda, in alcuni Paesi non vi sono poi i collettori e i sistemi fognari a valle: ripulire il Sarno o costruire nuovi depuratori non servirebbe a molto, laddove non ci sono le fogne e i collettori. L’Osservatorio denuncia come alcuni Paesi scarichino addirittura in vecchi canali che i Borbone fecero costruire per i mulini, come il canale Sarno e i Regi Lagni. Servirebbe un progetto per rendere moderno l’intero sistema fognario della Regione, ma per ora vi sono solo piccoli interventi qua e là. Precisa La Grande Onda: “La Regione Campania viene regolarmente multata dall’Unione Europea per la mancata depurazione. In pratica, paga per non fare i lavori, più di quanto costerebbe farli. I fondi europei per lo sviluppo potrebbero peraltro essere efficacemente utilizzati per fare i lavori necessari”. Problemi ancora presenti in Penisola, dopo l’inaugurazione del nuovo depuratore di Punta Gradelle, sono, secondo quanto denuncia l’associazione, il fatto che il sistema fognario sia ancora vecchio e non riesca sempre a sostenere il carico di acque di Paesi cresciuti enormemente negli ultimi anni, e il sistema delle fogne bianche (tombini per acque piovane) che viene mischiato a quello delle fogne nere (scarichi delle abitazioni) quando a seguito di una pioggia torrenziale la rete fognaria si ingolfa e non regge il carico eccessivo d’acqua, che quindi finisce tutta in mare, creando enormi macchie marroni e causando divieti di balneazione. Vi è poi il problema dei valloni, ambienti naturalisticamente straordinari, che invece di essere sfruttati turisticamente vengono utilizzati come discariche a cielo aperto. Infine, esistono purtroppo molti allacci abusivi al sistema fognario.

L’estate appena trascorsa Goletta Verde, la storica campagna promossa da Legambiente per la rilevazione dello stato di salute delle acque e delle coste italiane, nel suo annuale monitoraggio delle acque in Campania, ha trovato, su 30 punti monitorati, dislocati tra diverse province campane, 16 inquinati, a causa di canali, foci di fiumi e torrenti che continuano a riversare in mare scarichi non adeguatamente depurati. Vengono considerati come “inquinati” i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione (D.lgs. 116/2008 e decr. Attuativo 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli che superano più del doppio di tali valori. Delle 30 unità analizzate, più della metà hanno presentato un grave problema batteriologico: 14 sono risultate fortemente inquinate e 2 inquinate. Tra i lidi più noti, le foci del fiume Irno (Salerno), del torrente Savone (Mondragone, CA), del fiume Sarno (Torre Annunziata/Castellammare di Stabia, NA) e del canale Licola (Pozzuoli, NA) sono state confermate per l’ottavo anno consecutivo come “fortemente inquinanti”. A questo quadro bisogna aggiungere anche la pessima situazione in cui verte il nostro litorale: costellato da numerose spiagge-discariche, sono stati rinvenuti rifiuti di ogni genere, dalla plastica fino a rifiuti ingombranti, quali pneumatici, elettrodomestici, mobilia. Quasi del tutto assenti cartelli informativi (ed obbligatori per legge) circa la qualità delle acque, problema spesso sottovalutato e che mette a rischio la salute dei bagnanti. Inoltre, la non conformità dei controlli eseguiti dall’Arpac sui depuratori regionali durante lo scorso anno, intensifica le preoccupazioni, con punte di non conformità per gli impianti della provincia di Avellino al 70% (a seguito Salerno al 66%, Benevento al 52%, Caserta al 27% e Napoli al 22%). Precisa Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente. “circa il 25% delle acque di fognatura viene scaricato in mare, nei laghi e nei fiumi senza essere opportunamente depurato, nonostante siano passati oltre 10 anni dal temine ultimo per mettersi in regola con la normativa europea”. Ha, poi, messo l’accento sui rallentamenti dell’Ente Idrico Campano, quale concausa del problema della depurazione: “dopo un anno e mezzo dalla legge regionale sul riordino del servizio idrico integrato e l’istituzione dell’Ente Idrico Campano, atto che avrebbe dovuto segnare una svolta nella risoluzione delle criticità dei servizi idrici di cui la depurazione è una componente fondamentale, non risulta ancora operativo”.

C’è ancora tanto da fare, dunque. Perciò è vitale parlarne! Non nascondiamoci, il problema è di tutti.

Carlo Alfaro

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