Le Amiche del Museo Correale da Cacciavillani il poeta di Agnone alla Camerata Sorrentina

Frenetica l’attività in questo periodo prenatalizio delle “pasionarie” dell’arte e della cultura in Penisola, le “Amiche del Museo Correale”, che la sera di giovedì 30 novembre hanno ospitato il grande poeta di Agnone, Andrea Cacciavillani, con il suo splendido romanzo “Sogni a bassa risoluzione“, la poetica storia di un uomo che non sa più sognare, ma l’amore può guarire, in un incontro moderato da me, Carlo Alfaro, con la parnership per foto e video di Mda set comunications di Lina e Michele De Angelis e del mitico Nino Casola, presso l’incantevole paradiso di fiori e piante del Vivaio Ruoppo a Sorrento, in via Rota 2, mentre la mattina di domenica 10 dicembre, nell’aulica location della Sala degli Specchi del Museo Correale di Terranova, hanno organizzato il Concerto di beneficenza della gloriosa “Camerata Sorrentina” con immortali musiche di Vivaldi e Bach.

L’Associazione “Amiche del Museo Correale di Terranova”, che attualmente conta una settantina di attivissime socie, sotto la presidenza della rampante Antonella Avancini, fu fondata nel 2010 con lo scopo innanzitutto di sostenere il Museo Correale, definito “il più bel Museo di provincia d’Italia” dall’archeologo Amedeo Maiuri, una vera e propria perla di Sorrento, famoso nel mondo innanzitutto per le opere, che lo rendono unico nel suo genere. Il Museo sorrentino vanta infatti una variegata collezione di oggetti d’arte: reperti archeologici di epoca preistorica, greco-romana, medioevale; una ricca biblioteca con circa seimila tra volumi ed opuscoli e quattrocento manoscritti, a partire dal XVII secolo,  su argomenti di letteratura italiana e straniera, botanica, storia sorrentina, medicina, archeologia campana, oltre che varie edizioni delle opere di Torquato Tasso; una galleria d’arte che contempla arredi e mobili, dipinti, scatole e scrigni decorati, tavole e incisioni, porcellane, orologi, vetri, argenti, tutte opere provenienti da ogni parte del mondo che vanno dal XV al XIX secolo. Ma a rendere unico questo museo è anche per la sua posizione geografica, col meraviglioso Parco che ospita alberi secolari, rigogliose piante tropicali, un boschetto di Camelie variopinte e un vasto agrumeto, e il viale costeggiato da platani che conduce al Belvedere affacciato sul mare del golfo di Napoli. Fondato dai fratelli Pompeo e Alfredo Correale, conti di Terranova, che, rimasti scapoli e senza eredi, decretarono per testamento che alla loro morte tutte le opere d’arte accumulate nel corso degli anni dalla famiglia venissero conservate nella loro villa sorrentina settecenttesca, Villa Correale, chiamata anche Villa della Rota, il museo fu inaugurato nel 1924, e si è arricchito negli anni di varie donazioni. Il museo si compone di ventiquattro sale distribuite su tre livelli, più un sottotetto utilizzato per le mostre temporanee. Tanto pregio richiede naturalmente cura, attenzione, sforzi, impegno, spese e tempo per garantire un’adeguata conservazione, manutenzione, restauro, ed è a questo che si adoperano le “Amiche”, oltre che a sensibilizzare tutti i Sorrentini, e in special modo i giovani, ad aver cura dell’ineguagliabile patrimonio storico e artistico della città e a farsi promotori dei valori dell’arte e della cultura. L’idea dell’Associazione nacque nel giugno 2010 da un gruppo di cinque amiche, Rossella Di Leva, Desirée Marino, Paola Savarese, Annuccia Pane, Angela Cacace, che, presa visione delle gravi difficoltà in cui versava il museo, decisero di scendere personalmente in campo mettendo a disposizione dell’ente museale le proprie professionalità, il proprio tempo, tante idee e tanta voglia di fare. Spiega la presidente, Antonella Avancini: “intento propulsore che muove l’Associazione è quello di pubblicizzare e rivalutare il Museo attraverso una serie di eventi e manifestazioni culturali quali presentazioni di libri, concerti e conferenze, promuovendo inoltre progetti in collaborazione con istituti scolastici e di cultura e stabilendo contatti o gemellaggi con altre associazioni museali”. Non è un caso che l’associazione abbia fatto suo il motto di Properzio “in magnis voluisse sat est”, nelle grandi imprese è sufficiente anche solo l’aver voluto.

L’incontro con il libro di Cacciavillani ha avuto per me un significato speciale perché, cadendo nel giorno del mio compleanno, è stata anche l’occasione per brindare a quelli che ho definito con ironia “i miei terzi diciott’anni”, sperando che non tutti fossero bravi a fare i conti!!

Location magica e lussureggiante dell’evento, la serra del Vivaio Ruoppo, un’oasi di natura e bellezza nel cuore di Sorrento che, nella splendida veste natalizia, incarna alla perfezione le parole di Pia Ruoppo, quarta generazione di una storica famiglia di giardinieri e fioristi di Sorrento: “Ci piace che il nostro vivaio sia un luogo da vivere, aperto alla città, non solo un posto dove venire per comprare fiori e piante. Per questo amiamo mettere a disposizione i nostri spazi per organizzare eventi, feste, mostre, presentazioni di libri, incontri, laboratori”.

Andrea Cacciavillani è un famoso poeta di Agnone, “la città delle campane”, in provincia di Isernia, oltre che scrittore, paroliere, drammaturgo, sceneggiatore e regista.

Come regista, attualmente sta lavorando al secondo progetto cinematografico, forte del grande successo del primo film che ha firmato da autore, assieme a Tonino di Ciocco, “Oltre La Linea Gialla”, interamente girato ad Agnone: un film che indaga, col tono leggero della commedia surreale, la crisi della coppia dell’epoca moderna attraverso l’analisi del rapporto tra due quarantenni: Alex, un musicista spiantato, interpretato dall’attore e musicista Gianni Salamone – che firma anche la colonna sonora – e Mara, avvocato in carriera, interpretata dalla intensa attrice teatrale  Paola Cerimele. “La Linea Gialla”, spiega Andrea Cacciavillani, “è quella che non può essere oltrepassata all’arrivo di un treno in una stazione, ma che è indispensabile attraversare se quel treno lo si vuol prendere. E’ la perfetta metafora della vita”. L’abbandono di Mara spinge Alex a rivedere la sua vita e la sua educazione sentimentale, per decidere finalmente di oltrepassare la immaginaria ma limitante Linea Gialla che si era autoimposto. Il film è frutto della passione e dell’abnegazione di un gruppo di amici che hanno creduto fino in fondo nel sogno di poterlo realizzare, con l’intera comunità della cittadina di Agnone che ha partecipato coralmente alla produzione: è stato girato infatti con un budget ridotto e completamente autofinanziato dai creatori dell’opera. Continua con orgoglio Caccaivillani: “Oltre la Linea Gialla non è solo un film, è una sfida coraggiosa, un sogno realizzato, e soprattutto è l’augurio più importante che possiamo fare a noi stessi. Quello di osare sempre senza rimandare, di non mollare i propri sogni a seccare in qualche cassetto e di saltare sul treno della vita”. Il lungometraggio ha partecipato con grandi riscontri ad importanti festival cinematografici in giro per il mondo: Miami Indipendent Film Festival; Ramsgate International Film & TV Festival 2017 – Regno Unito (dove è arrivato tra i 6 finalisti); Garden State Film Festival New Jersey’s premier independent Film Festival di Atlantic City (dove ha vinto il premio come miglior commedia internazionale); Mediterranean Film Festival (MedFF) a Siracusa; Martinique Film Festival; Eurasia International Film Festival a Mosca (dove la giuria di registi, scrittori e artisti ha deciso che Oltre La Linea Gialla è il miglior lungometraggio tra i tanti pervenuti da tutte le parti del mondo); ha inoltre vinto il Red Corner Film Festival (Sweden/New York) come miglior trailer ed è stato semifinalista al Lakecity film festival – Nigeria. La cosa per me emozionante è che ci sono anche io in questo film con un piccolissimo ruolo!

Come poeta e scrittore, Andrea Cacciavillani ha esordito nel panorama letterario nazionale nel 2002 pubblicando la silloge poetica “Icaro – Cuori di cera”, da cui nel 2003 è stato tratto lo spettacolo teatrale “Cuori di cera”. Nel 2003 esce anche il suo primo romanzo “Porte”, seguito nel 2005 dal romanzo breve “Labirinto paradiso”, dal quale è stato tratto un medio-metraggio dall’omonimo titolo. Nel 2006 realizza la mostra “Canto Plastico – Testi per immagini – Immagini per testi” una installazione di sue poesie e dipinti di Enzo De Simone. Nel 2008 firma la piece “Lavanda e Futuro” uno spettacolo teatrale di parole, musica, video. Paroliere del gruppo musicale pop rock Tabula Osca, Andrea è stato anche il poeta ufficiale per tre anni e per un anno conduttore notturno di Radio KissKiss, con la cui promozione nel 2010 ha pubblicato “Assolo per Clarinetto – l’amore in 25 tracce”. Nel 2011 esce il romanzo “Sogni a Bassa Risoluzione”, che attualmente sta riproponendo poiché a breve uscirà un film ad opera della società che ne ha acquistato i diritti. Nel 2013 pubblica la bellissima raccolta di poesie “Minore diesis”, e nel 2014 “Labirinto paradiso ed altri racconti”.  Sempre nel 2014 pubblica sulle maggiori piattaforme digitali l’album “…E lui dice che fa il poeta” una silloge poetico-musicale nata dalla collaborazione con il musicista agnonese, che vive a Amsterdam, Daniele Labbate, autore, arrangiatore e produttore di tutte le musiche. L’album ha il prestigioso patrocinio di Basscultur e Popacademy di Amsterdam. Ultima fatica letteraria del poliedrico autore, “ Impasti di seduzione”, scritto a quattro mani con Claudia Debb, cake designer, un libro che racconta il delizioso connubio tra poesia  e dolci.

Il romanzo Sogni a bassa  risoluzione racconta la storia di un giovane uomo, Tulio, trentacinque anni, guardia giurata in un centro commerciale, che da vent’anni soffre di un’insonnia grave e intrattabile, che lo impantana nelle sabbie mobili del male di vivere. Tutto cominciò da un orribile incubo, avuto a quindici anni, proprio nel giorno della morte di suo padre, un incubo che gli ha condizionato l’esistenza, congelandone la crescita emozionale e affettiva, ma che non riesce a mettere a fuoco. Cosa è in fondo un sogno, se non una foto sbiadita della nostra realtà, che accende una luce nella profondità dell’inconscio, delle più recondite paure, istinti, desideri e bisogni? Quello che serve al protagonista è proprio migliorare la nitidezza delle immagini del suo passato per far ripartire la sua vita, offuscata da troppe verità irrisolte e negate, massacrata dall’incubo infantile e dall’insonnia, da un rapporto difficile con la madre, da una timidezza patologica che si chiama, in realtà, depressione. Andrea firma una storia suggestiva e profonda, imprevedibile e coinvolgente, dipanando la trama in una struttura complessa che si snoda attraverso tre fasi esistenziali della vita del protagonista: l’infanzia e adolescenza, rievocate durante le sedute di psicoanalisi; gli eventi di alcuni mesi prima, con la nascita di una profonda amicizia con un collega; e il presente, con la sua vita chiusa nella morsa della solitudine, del rapporto stanco con la madre, della mortale insonnia. Fino a quando, il ritrovamento di un cellulare nel centro commerciale, con un sms – “una dolce carezza per te” – scritto, chissà a quale mittente, da una misteriosa Altea, unica voce in rubrica, lo apre all’amore che guarisce, attraverso un susseguirsi di sms, mms, foto “a bassa risoluzione” di particolari femminili, una mano, delle labbra, che lo porteranno, per la prima volta, a trovare la forza di uscire dal baratro della deriva e affrontare la vita reale: “far parte di nuovo dell’essenza umana. Sentirsi uno dei tanti”. Un cellulare dimenticato, un messaggio raccolto impropriamente, una risposta che schiude in un attimo un intero universo di possibilità, fino a quel momento invisibile a Tulio, gli hanno aperto la strada della guarigione. Perché finalmente, grazie all’amore, può mettere a fuoco le immagini sbiadite che gli hanno fino ad allora inquinato l’esistenza. Tanti gli ingredienti che fanno di questo romanzo, come hanno detto i critici, “una storia che graffia il cuore”: l’amore, l’avventura, una nota di noir e di mistero, la straordinaria capacità di introspezione psicologica dello scrittore. Scrive nella prefazione Susanna Schimperna: “La vita è sorprendente ci presenta le sue sfide quando pensa che potremmo raccoglierle. Spesso ci sottraiamo ad esse per viltà, ogni tanto le agguantiamo con prepotenza, sicuri che ci spettino perché pensiamo di essere a credito con la fortuna. Atteggiamenti se non autodistruttivi, comunque non produttivi. La salvezza  del protagonista, sta proprio nella scelta  di affrontare l’imprevisto con batticuore, umiltà e coraggio”. Sul tema dei sogni nel corso della presentazione è nato un vivace dibattito.

Durante la presentazione, pagine del libro adattate a dialoghi dalla promettente sceneggiatrice sorrentina Rosana Miranda Riccio sono state interpretate con simpatia e autoironia da Antonella Avancini, Rossella Di Leva e Margherita Liccardi dell’associazione delle “Amiche” e dall’artista Michele De Angelis e lo scrittore Francesco Sabbatino.

Dieci giorni dopo, ancora un pieno di emozioni per le Amiche del Museo Correale col Concerto di beneficenza della Camerata sorrentina, il cui incasso è stato interamente devoluto al Museo Correale. La Camerata Sorrentina nasce nel 2014 dalla volontà del suo fondatore, Luigi De Maio, di formare un ensemble di musicisti uniti dalla passione di suonare e, prima ancora, di studiare il repertorio barocco. La Camerata ha, da subito, puntato sulla ricerca di una sonorità propria nella quale trovare una precisa identità, dedicandovi un’intensa e appassionata attività di concertazione. Pur essendo un gruppo di recente formazione, ha all’attivo una notevole attività concertistica e importanti collaborazioni fra cui Aldo Matassa, violinista campano col quale è stata realizzata un’apprezzata esecuzione delle “Quattro Stagioni” di Vivaldi. Molto sensibile alla divulgazione della cultura musicale, in particolare verso le nuove generazioni, la Camerata Sorrentina spesso organizza incontri presso centri di aggregazione giovanile e prove d’orchestra pubbliche. In collaborazione con i Comuni di Sorrento e Sant’Agnello, organizza, ormai da anni, un concerto-trekking all’alba che si tiene durante il mese di luglio in località Malacoccola, molto seguito e apprezzato. Lo stretto legame col territorio sorrentino, di cui fanno parte la maggior parte dei componenti, permette alla Camerata di identificare la propria musica con l’appellativo “musica a chilometro zero”. La Camerata comprende: al contrabasso Fulvio Di Nocera, ai violini Luigi De Maio, Erica Moffa, Anna Velicko, Carmela Persico, Giuseppe Astarita, al liuto cantabile Michele De Martino, alle viole Gaetano Ambrosino, Giovanni Lucibello, al basso continuo Lauro Castellano, voce soprano Emma Innacoli, contralto Candida Guida. Commenta Serena Abbondandolo, delle “Amiche del Museo”: “Un’orchestra di eccellenza. Un concerto magico in un museo che è un piccolo sogno. Un progetto da sogni che unisca due arti. Al di là del progetto, protagonista è stata l’emozione. Una immensa emozione nel silenzio che parlava… l’emozione e la passione dei musicisti… ogni nota rifletteva l’impegno, la fatica quotidiana… e ci ha emozionati al di là del meraviglioso momento. Grazie a tutti i partecipanti. Grazie alla Camerata Sorrentina. Grazie al Museo Correale. A presto per altre emozioni”. Conclude la presidente, Antonella Avancini: “abbiamo avuto il privilegio di ascoltare la Camerata Sorrentina in esclusiva per noi al Museo Correale, insieme per un progetto ambizioso, noi Associazione delle Amiche del Museo Correale e loro…portare la musica al museo…guardare le opere ed ascoltare …tutti i sensi coinvolti…non c’è di meglio per chi ama l’arte e la musica che arte è essa stessa…”. E le iniziative dell’Associazione non smetteranno di sorprenderci. Un nuovo, entusiasmante anno è alle porte….

 

testo Carlo Alfaro

foto Mda set comunications Lina e Michele De Angelis

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