L’artista Giuseppe Ercolano realizzerà il Trofeo per il “Meta Film festival”

Pubblichiamo un articolo di Italo Sarcone, dedicato ad un artigiano di grande valore, uno dei pochissimi “pastorari” ancora in attività secondo le antiche tecniche ereditate dai maestri del ‘700. Parliamo di Giuseppe Ercolano, un giovane artista metese della creta e dei colori, di quell’arte presepiale, in via di estinzione ma per questo ancora più apprezzata. Tenacemente resiste alla globalizzazione, alle mode e al regno della plastica riproponendo le sue meravigliose creature, pastori, lavandaie,pescatori, contadini, i suoi animali ed i suoi cesti di frutta che andranno a popolare presepi che, non solo in Campania ma in tutto il mondo, collezionisti ed appassionati si apprestano ad allestire in vista del Santo Natale.  Lo troviamo intento a creare i suoi capolavori in Via Cassari a Meta dove ha il suo laboratorio e la sua esposizione di pastori, vere opere d’arte, oggetti unici che nascono dalle sue abili mani e dalla sua creatività. Sta preparando la prossima “infornata”. Sarà lui sabato 21 novembre alle ore 17 a consegnare nell’auditorium dell’Istituto comprensivo “Buonocore-Fienga” all’attore Sebastiano Somma e al regista Pino Tordiglione il premio “Meta Film festival” per il film “Il bacio azzurro”.Per l’occasione realizzerà un pastore simbolo di Meta, un pescatore con le sue reti a ricordarci le tradizioni marinare della Marina di Alimuri in occasione di un Festival dedicato proprio al mare da salvaguardare.

Nella foto il maestro Giuseppe Ercolano all’opera nella sua bottega per realizzare il trofeo Meta film festival che quest’anno sarà assegnato al film “Il bacio azzurro” di Pino Tordiglione con Sebastiano Somma

foto di Antonio Volpe.

Ed ecco l’articolo di Italo Sarcone.

Il pastoraro: l’arte racconta se stessa.

Il pastoraro è colui che crea e riproduce i “pastori”. A Meta di Sorrento, un artigiano, che è più giusto definire artista, lo ha rappresentato con precisione e verità psicologica in una bellissima statuetta, che ha catturato subito la nostra attenzione, mia e di Guido. Te ne parliamo, in questa pagina scritta in collaborazione.

 

Guido deve recarsi a Meta di Sorrento per  ritirare delle figure presepiali, realizzate da Giuseppe Ercolano. Di buon grado, come al solito, accetto di accompagnarlo, mantenendo viva la consuetudine delle nostre “passeggiate campane”, come le chiamiamo, in omaggio al grande archeologo del secolo scorso, Amedeo Maiuri.

A Meta di Sorrento, prima di entrare nell’abitato, passiamo davanti al Santuario della Madonna del Lauro, un magnifico complesso, di origine medievale, anche se il suo aspetto attuale risale al secolo XVIII; in esso è scritta buona parte della storia locale.

Giuseppe Ercolano ha il suo laboratorio in una stretta viuzza del centro. In una vetrinetta, una specie di edicola, posta accanto all’ingresso, l’attenzione è immediatamente attirata da una statuetta di eccezionale interesse, non solo per la sua bellezza artistica, ma per il soggetto stesso che rappresenta: un pastorarointento alla sua occupazione. Immediatamente, e lo dico a Guido,  penso che devo farla conoscere ai lettori delle mie pagine.

 

pastoraro
Il pastoraro, nella vetrinetta di Giuseppe Ercolano. Foto di Gianni Coppola.

Troviamo Giuseppe che  ci aspetta: per Guido è una vecchia conoscenza, come mi ha detto lungo il tragitto. Siamo introdotti nel piccolo studio-laboratorio, occupato in buona parte dal tavolo, in un angolo del quale l’argilla prende formao è in attesa della trasformazione in terracotta; dopo la cottura le figure, di un bel colore rosso mattone, devono essere sapientemente dipinte. Alcune anche rivestite e drappeggiate con stoffe pregiate.

Per me è come un tuffo nel passato, quasi un ritorno al “paradiso perduto”. La sensazione si accresce ancor più, quando ascolto Giuseppe parlare con entusiasmo della sua attività: in lui mi pare quasi di rivedere mio padre; forse anche me stesso, o meglio, quale sarei stato, se la fatalità non avesse impressoun’altra direzione alla mia esistenza.

Giuseppe mostra le figure che Guido deve ritirare: una capra con la sua creatura, un gran bel lavoro di cui apprezzo la finezza. Mi piace la figura della capretta dormiente rilassata,  abbandonata sul dorso della madre.

Poche frasi e ci si riconosce come appartenenti a uno stesso mondo. Giuseppe ci descrive con la passione del vero artista le sue ultime produzioni: particolarmente interessanti sono le figure del Presepe realizzato nel Duomo diSant’Agata dei Goti, con le quali, sotto la guida esperta ed entusiasta del parroco, ha dato corpo alle immagini della “cantata dei pastori” di sant’Alfonso Maria de’ Liguori, di cui io stesso ho parlato qui e qui.

Giuseppe racconta e si fonde con le immagini e noi attraversiamo lo specchio.
Infine salutiamo Giuseppe, per fare ritorno a Napoli. Ma, appena usciti dal laboratorio, ci diciamo che la meta della nostra prossima “passeggiata” dovrà essere, doverosamente, Sant’Agata dei Goti, sulle tracce di Sant’Alfonso e del presepe di Giuseppe Ercolano.

Ma ora voglio presentarti questa straordinaria statuetta che è il pastoraro. Lo faccio mediante le foto realizzate da Gianni Coppola, che è il fotografo, per così dire “ufficiale”, di Giuseppe Ercolano, e che mi ha gentilmente dato il permesso di pubblicarle su queste pagine.

pastoraro
Il pastoraro di Giuseppe Ercolano. Foto di Gianni Coppola.

Innanzitutto, ti ricordo, ancora una volta, che il termine “pastore” per indicare la statuetta da presepe è tipicamente meridionale. Perciò non è traducibile in altre lingue: se dici “les bergers” in francese o “the shepherds” in inglese, dici tutt’altro e non si capirà affatto che stai parlando dei “pastori” del presepe. Al massimo, se non vuoi usare delle perifrasi, puoi usare il termine stesso italiano, magari virgolettandolo, se è per iscritto.

Ma veniamo alla statuetta del pastoraro di Giuseppe. Rivestito di un grembialeche gli copre la persona nella parte anteriore, si accinge a riprendere il lavoro che aveva brevemente interrotto, come sembra suggerire la posizione delle mani. Nella sinistra ha un pezzo di argilla e con la destra sta per prendere una stecca per modellare. Della bellezza dell’argilla e delle operazioni e degli strumenti per lavorarla ti ho già parlato in queste pagine.

pastorale
Il pastoraro di Giuseppe Ercolano. Foto di Gianni Coppola.

Vorrei soffermarmi sulla bellezza del modellato delle mani, ma ora mi preme farti osservare gli elementi del lavoro di un maestro pastoraro, che Giuseppe ha sapientemente disposto sul piccolo tavolo.

Puoi vedere innanzitutto gli strumenti: in una ciotola, vi sono le stecche per lavorare e una specie di matterello, come ne hanno tutte le donne di casa che se ne servono per spianare la pasta: qui, naturalmente, serve a ridurre l’argilla in sfoglie sottili. Nella ciotola al centro è stata preparata la barbottina, cioè una sorta di legante per le parti in argilla fresca, ottenuta sciogliendo in acqua della polvere d’argilla. Nel corso della lavorazione si rivela molto importante. In una ciotolina più piccola vi sono dei piccoli pezzi di creta fresca, utili per aggiungere particolari minuti alla statuetta.

Delle figure realizzate alcune (la pecorella e il bambino Gesù) sono ancora di creta cruda, mentre altre (le testine) hanno già subito il processo di cottura, di cui tiho già parlato qui.

pastorale
Il pastoraro di Giuseppe Ercolano. Particolare. Il tavolo di lavoro. Foto di Gianni Coppola.

Le testine di terracotta vanno poi collocate sul manichino fatto di fil di ferro e di stoppa. Dei due manichini sul tavolo di lavoro, uno è stato già completato con la testa di terracotta e gli arti che, secondo la migliore tradizione del presepe napoletano, Giuseppe intaglia nel legno: esso andrà quindi rivestito con abiti di stoffa appositamente cuciti.

pastorale
Il pastoraro di Giuseppe Ercolano. Particolare. Foto di Gianni Coppola.

 

In primo piano, in un angolo del tavolo, fa bella mostra di sé un “pastore” interamente di terracotta già dipinta. L’atteggiamento suggerisce che si tratta di un “pastore della meraviglia” comune a tante tradizioni presepiali.

Vedere l’arte che parla di se stessa è sempre fonte di stupore e di piacere. Credo che Giuseppe Ercolano, nel suo entusiasmo, può offrire a te, come l’ha offerta a me, questa occasione, da cui puoi trarre anche qualche spunto per il tuo presepe.

Perché, non dimenticarlo mai quando mi leggi, io scrivo soprattutto per invogliarti a “fare il presepe”, se non hai questa bella consuetudine, o a farlo con maggiore consapevolezza e conoscenza, se già ce l’hai. A questo fine ti mostro come operano i “professionisti” del mestiere.

Proprio a Napoli, a San Biagio dei Librai, si mostra la casa di Giambattista Vico, il nostro grande filosofo il cui principio fondamentale ti è forse noto: verum ipsum factum. Il vero coincide con il fatto, cioè la conoscenza e l’agire si confermano reciprocamente. Solo chi “fa” conosce e solo chi conosce può “fare”.

Ora, nel presepe, uno dei momenti sapienziali per eccellenza della cultura occidentale, come ti dicevo qui, si mostra la più chiara conversione del “vero” nel “fatto”.

Giuseppe Ercolano non è solo uno che “fa”, ma anche uno che “conosce”. La sua opera merita di essere approfondita. Ed è quello che faremo, perché abbiamo ancora (e soprattutto Guido) ancora molto da dirti sul nostro artista di Meta di Sorrento.

Tagged under

Apologies, but no related posts were found.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Piano di Sorrento

Verso la Settimana Santa a Piano di Sorrento

Dalla Rappresentazione Storica alle processioni delle Confraternite, ecco i programmi   Foto tratta dal diario di Facebook della…

11 Apr 2019 Campania Cronache d'Italia Europa Italia del Sud Piano di Sorrento Uncategorized Giuseppe Spasiano

Meta

Donna rumena rapisce figlio da casa famiglia

Scattate immediatamente le ricerche da parte dei carabinieri in tutta la costiera sorrentina   Meta – Una donna rom rapisce il figlio…

16 Apr 2019 Campania Cronache d'Italia Italia del Sud Meta Primo Piano Uncategorized Giuseppe Spasiano

Vico Equense

Monte Faito, simulate operazioni di ricerca e soccorso

Effettuate del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico ad una persona in difficoltà in montagna   Vico Equense – Questa mattina…

16 Apr 2019 Campania Cronache d'Italia Italia del Sud Uncategorized Vico Equense Giuseppe Spasiano

Capri

Dal 18 aprile stop allo sbarco di auto e moto…

In vigore il decreto del Ministero dei Trasporti Con decreti del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, in corso di pubblicazione sulla…

17 Apr 2019 Capri Giuseppe Spasiano

Paura a Capri per un paziente in pericolo di vita

Salvato grazie al tempestivo e professionale lavoro di squadra dei soccorritori   Una vita umana salvata grazie alla tempestività e professionalità del…

13 Apr 2019 Campania Capri Cronache d'Italia Europa Italia del Sud Uncategorized Giuseppe Spasiano

Positano

Guasto a condotta idrica, a Minori e Ravello frazioni senz'acqua

Verificatosi intorno alle 18 e 30 di ieri lungo la Statale 163 Amalfitana, a Castiglione di Ravello, al chilometro 31+500  Un…

13 Apr 2019 Campania Cronache d'Italia Italia del Sud Positano / Costiera Amalfitana Uncategorized Giuseppe Spasiano

Il San Vito Positano ai play out al fotofinish

I giallorossi in una gara al cardiopalma battono l’Eclanese che non ha fatto sconti perché qualificarsi per i play off    Redazione…

08 Apr 2019 Campania Cronache d'Italia Italia del Sud Positano / Costiera Amalfitana Sport Uncategorized Giuseppe Spasiano

Inline

Seguici su Facebook

Inline

Seguici su Facebook