Inquinamento mare.Riunione 1 ottobre conclusa con uno scaricabarile ed un nulla di fatto

Il lungo resoconto di Raffaele Attardi sull’incontro tenutosi alla Regione Commissione ambiente il 1 ottobre, in attesa di pubblicare i verbali delle due sedute, quella di settembre e quest’ultima di ottobre..

 

Condivido pienamente il rammarico di Marco : la riunione della Commissione Ambiente del 1 ottobre è stata una occasione persa. Ma anche difronte a questo non dobbiamo perdere la fiducia. Dietro ogni problema c’è una opportunità : bisogna perciò analizzare le cause di questa sconfitta e cercare di rimuoverle per proseguire nel cammino di miglioramento avviato.
Il primo problema che si è manifestato è stata l’ennesima assenza del Commissario ATO3 Vincenzo Belgiorno : è stato come fare una riunione di condominio senza l’Amministratore. Non vale nemmeno la pena di recriminare su questa assenza : ormai ci siamo abituati. Belgiorno non si è mai visto , né nelle precedenti riunioni , né in penisola dopo un’emergenza che ha fatto il giro del mondo : è delegato dalla Regione a rappresentare i Sindaci ma non ci risulta che colloquia con loro. Ci auguriamo che dia immediato segno della sua presenza altrimenti se continua così non possiamo far altro che concludere che il Presidente De Luca ha scelto male.
Si è presentata invece la GORI , ovvero l’Ente Gestore a cui è affidata la gestione operativa della rete. In una breve , ma chiara relazione è stata data evidenza della rete e degli impianti esistenti e delle politiche messe in atto . E’ molto difficile riassumere quanto detto tenuto conto della complessità del problema , ma ci sembra di poter dire che i punti principali su cui si deve porre attenzione sono i seguenti :
– La rete delle acque nere è progettata per accogliere una portata pari a 4 volte la portata massima prevista .Questo significa che se si supera questa portata, cosa che può succedere quando le acque nere si mescolano con le acque bianche, lo sfioro a mare di liquami è inevitabile.
– La rete delle acque bianche in molti comuni, è separata dalle acque nere, ma questo non basta a garantire una efficace separazione delle due reti :in molti casi i pozzetti d’ispezione sono unici e questo significa che se una delle reti si ostruisce, le sue acque confluiscono nell’altra.
– Ci sono casi in cui non essendoci la rete, per evitare che alcuni scarichi fognari abusivamente immessi nei rivoli, finiscano a mare, l’intero carico delle acque reflue del rivolo è stato canalizzato nella rete delle acque nere : questo in caso di pioggia porta ad un enorme aumento della portata di liquami nella rete nera e quindi allo sfioro a mare dei liquami .
– In molti Comuni c’è la necessità di estendere sia la rete delle acque bianche che quella delle acque nere.
– Per quanto i criteri di gestione, la GORI rispetta le linee guida fissati dall’Authority sulle Acque e ha una Carta dei Servizi: chiunque può segnalare un guasto, e la GORI è impegnata a registrare lo stesso , e a registrare i tempi e le modalità di effettuazione degli interventi. E’ bene che i Cittadini lo sappiano , e che prendano nota dei numeri di servizio dellaGORI e dell’Authority , così sapranno a chi vanno segnalati i guasti e anche a chi vanno segnalati i ritardi negli interventi
Ci è sembrato un intervento corretto, utile a inquadrare i problemi ,anche se non siamo d’accordo sulla gestione degli sfiori e sulle politiche di comunicazione di tali eventi adottati dalla GORI . Noi riteniamo che non vada affatto considerato normale sfiorare a mare i liquami e che anzi tale gestione sia contraria quantomeno al principio generale che ispira il Codice dell’Ambiente. Lo sfioro diretto dei liquami a pelo d’acqua deve essere vietato , in quanto possono arrecare danno grave alla salute dei Cittadini e all’ambiente marino, ed esistono le soluzioni tecniche necessaria a ridurre il rischio (es decantazione prima della immissione nel corpo recettore \ diluizione dello scarico nel corpo recettore tramite condotta ) , .In ogni caso, ove si verifichino tale eventi , specialmente d’estate l’accadimento va comunicato al pubblico con degli allert (come avviene in Inghilterra,dove c’è un’Authority che vigila su questo ) e cei casi più gravi deve essere interdettala balneazione nelle aree interessate fino alle 72 ore dopo il ripristino della normalità .
Riteniamo inoltre insufficiente anche la politica di miglioramento della rete fognaria attuata dalla GORI : sono ormai 10 anni e più che gestisce la rete e a parte la buona volontà manifestata in ogni incontro , specialmente nell’ultimo periodo, manca ancora un piano organico d’interventi per risolvere i tanti problemi da loro stessi evidenziati .
Sono anche intervenuti all’incontro i rappresentanti delle Amministrazione della Penisola Sorrentina, ciascuno di essi evidenziando le specificità del proprio territorio ed allungando la lista della spesa delle cose da fare : in particolare Gennaro Cioffi ha sottolineato la necessità di risolvere il problema dello sfiora a Punta Gradelle , prima dall’ avvio dell’impianto di depurazione , avvio che come vedremo di seguito si colloca sempre di più in un futuro molto remoto.
Ha infine parlato anche Claudio d’Esposito , evidenziando come molto spesso gli interventi di ripristino richiedano tempi troppi lunghi e comunque confermando la posizione del WWF , circa la posizione da mantenere nel caso si evidenzino scarichi abusivi, ovvero risalire ai responsabili perchè si tratta di reati e come tali vanno repressi .
Abbiamo anche noi espresso la nostra opinione lasciando agli atti un documento , che pubblicheremo a parte sul gruppo , ma che serve a precisare la nostra posizione sulo stato dell’arte delle varie forme d’inquinamento presenti e sugli interventi da attuare. Il documento , presentato prima della discussione per dare modo a tutti di conoscere la nostra posizione è per la verità troppo ottimistico e generoso nei confronti di alcuni interlocutori, in particolare nei confronti dell’Assessore Bonavitacola , viste le conclusioni da lui proposte al termine dei lavori : l’abbiamo comunque proposto integralmente sperando che serva come incoraggiamento agli altri che si stanno impegnando per non considerare concluso un lavoro che è appena agli inizi.
La riunione è stata conclusa scarse dall’intervento dell’ Assessore Regionale all’Ambiente Bonavitacola . Ha iniziato collocando la data di avvio dell’impianto di depurazione al 28agosto 2015 , avendo cura di precisare che però tale data è solo indicativa , in quanto è in corso di esame l’ennesima variante tecnica del progetto , ed evitando di dare la parola al Responsabile del Procedimento che pure l’aveva richiesta , lasciando così i presenti nell’indeterminazione più assoluta sulla quali sono le cause dell’ennessimo ritardo e sull’effettiva affidabilità della nuova data proposto . Ci sembra veramente un risultato troppo e ci auguriamo che l’Assessore senta l’obbligo di concludere gli accertamenti che si protraggono ormai da tre mesi di comunicare quali sono le cause dei ritardi e la data di effettivo avvio dell’impianto.
E sempre l’Assessore Bonavitacola , rispondendo a chi chiedeva il contributo economico della Regione per risolvere almeno in parte i tanti problemi evidenziati , ha cominciato a recitare il mantra , a nostro avviso utile solo a perdere tempo , che per ottenere tali risorse ,si dovrebbe riportare tutta la discussione . anche quella dei valloni, all’interno della nuova legge di riordino degli ATO . In tale contesto si dovrebbero definire i progetti da realizzare e anche stabilire regole di tariffazione , per consentire che le opere vengano finanziate : ovvero si dovrebbe stabilire quanto noi Cittadini dovremmo pagare per vedere realizzate opere di sicurezza ambientale che a tuttoggi sono di competenza di Stato e Regioni.
Non ci sembra una soluzione molto brillante né dal punto di vista amministrativo ( i valloni sono demaniali e le opere di sicurezza sono prevalentemente a carico dello Stato e delle Regioni) né dal punto di vista tecnico , né dal punto di vista del soddisfacimento di requisiti di sicurezza dei cittadini, che attendono da anni la realizzazione di opere finalizzate alla sicurezza di competenza dello Stato e delle Regioni .
Preso atto di quanto verificatosi , il Presidente della Commissione , senza consentire ad alcuno di replicare, quanto meno per chiedere chiarimenti sui molti punti rimasti in sospeso, ha dichiarato chiusi i lavori , senza che si fosse pervenuta ad alcuna proposta concreta. E’ stata una bella esercitazione di cervelli ‘brainstormig’, tecnica comunemente usata per approfondire i temi di una discussione , in cui ognuno ha diritto di dire la sua, ma che per essere fruttuosa devono seguire proposte con obiettivi , risorse e tempi di attuazione concreti.
Tutto quanto detto però è agli atti e se c’è la volontà di proseguire ci sono tutti gli elementi per proseguire nell’azione di miglioramento.
Migliorare si può : per farlo a nostro giudizio i Sindaci, ciascuno per la sua parte, senza sospendere leazioni di contrasto degli scarichi abusivi, devono adottare criteri di priorità diversi, ovvero intervenire prima dove l’inquinamento si manifesta con ripetitività ,, e in tali zone utilizzando l’indispensabile supporto di ARPAC e Capitaneria di Porto, si devono approfondire le cause dell’inquinamento e attuare con rigore le azioni correttive per eliminarle . Devono contemporaneamente insistere per ottenere in tempi certi , ciò che è di competenza della Regione, e dell’ATO ( continuando ad insistere che intervenga l’ATO 3 ) . Per fare questo si devono coordinare meglio, istituendo un tavolo permanente di consultazione ( che potrebbe anche servire a collaudare ciò che occorre per pervenire ad un Comune Unico ) e devono continuando a sollecitare l’aiuto dei tanti , fra cui gli Onorevoli Regionali che si sono schierati al loro fianco, per proseguire nel cammino intrapreso.
Per quanto riguarda i rapporti con la GORI , devono comportarsi in maniera coerente con quello che questo Ente è . GORI non è un Ente di programmazione o direzione strategica, ma un gestore tecnico .Bisogna chiedergli che agisca in coerenza con quello che sembra un nuovo corso , ovvero trasparenza nelle procedure e nelle comunicazioni e evidenziargli l’obbligo di proporre le necessità di adeguamento di cui necessita la rete, a cui ATO dovrà dare seguito reperendo le necessarie risorse. E se inquina va trattato come un qualsiasi privato.
Siamo all’anno zero , non ci interessa fare la storia di 43 anni d’insuccessi.
Sono passati tre mesi dal manifestarsi di una emergenza e ancora non sappiamo con chiarezza quando verrà avviato l’impianto di Punta Gradelle, né qual è la programmazione delle azioni necessaria a migliorarla gestione ordinaria della rete fognaria e a garantire la sicurezza dei Cittadini : basta questo per dire che stiamo assistendo all’ennesimo scaricabarile : la situazione è vergognosa .
Nonostante tutto migliorare si può

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