I tentacoli della camorra in penisola sorrentina nell’ultima inchiesta DDA Napoli

Rassegna stampa
Fonte Il Fatto quotidiano
Camorra, nel comitato d’affari di Greco anche il “boss delle cerimonie” Polese: “Era uno dei prestanomi di Cutolo”

di Vincenzo Iurillo | 5 gennaio 2019

La rete dei politici tessuta dall’imprenditore arrestato per estorsione aggravata dal metodo camorristico era funzionale a un progetto immobiliare e di housing sociale nell’ex area Cirio. Nelle carte anche i rapporti con la Provincia di Napoli retta da Luigi Cesaro e Antonio Pentangelo, attuali parlamentari di Forza Italia.

La rete dei politici tessuta dall’imprenditore stabiese del latte Adolfo Greco, “l’amico degli amici” dai trascorsi cutoliani, in carcere da un mese con accuse di estorsione aggravata dal metodo camorristico per il suo ruolo di “mediatore” tra i clan locali e le vittime, ed in particolare la rete costruita intorno agli ex presidenti della Provincia di Napoli Luigi Cesaro ed AntonioPentangelo (attualmente parlamentari di Forza Italia), sarebbe stata funzionale anche agli interessidi un ‘comitato d’affari’ di cui Greco era il capofila. Un piccolo gruppo di professionisti che mirava a trarre profitto dalla realizzazione di un grande intervento finanziario immobiliare per la riqualificazione dell’ex area Cirio di Castellammaredi Stabia – di proprietà del gruppo Greco – e la sua riconversione in centro residenziale con circa 330 appartamenti, di cui circa 110 per housing sociale. Di questa enclave di imprenditori, ingegneri e costruttori faceva parte anche il celebre Antonio Polese, il “Boss delle Cerimonie” dell’omonimo programma televisivo sui matrimoni in stile neomeolodico al Grand Hotel La Sonrisa di Sant’Antonio Abate, scomparso un paio di anni fa, che insieme a Greco fu uno dei prestanome del boss della Nco Raffaele Cutolo nell’acquisto del Castello Mediceo di Ottaviano. Oltre a Polese, c’era anche l’ingegnere Antonio Elefante, un tecnico di grande prestigio in costiera sorrentina, specializzato nella progettazione degli “housing sociali“. Pochi giorni fa una interrogazione della deputata M5s Carmen Di Lauro ha acceso un faro sul suo progetto di 52 alloggi a Sant’Agnello.

Ilfattoquotidiano.it ha potuto consultare intercettazioni e pezzi di informativa inediti che ricostruiscono questa tesi elaborata dalla Dda di Napoli – pm Giuseppe Cimmarotta, procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli – e che riguarda una parte di indagini ancora coperta dal segreto investigativo e trasmessa per competenza alla Procura di Torre Annunziata. Una parte dedicata ai tentacoli di Greco, nel campo della politica e nel campo dell’edilizia. Che tira in ballo l’amministrazione comunale di Castellammare di Stabia e l’amministrazione provinciale di Napoli, che ha numerose competenze e compiti di controllo sull’urbanistica locale, retta all’epoca in cui avanzava il “progetto ex Cirio” dal deputato di Forza Italia Luigi Cesaro e dal suo vice Antonio Pentangelo. Stabiese, eletto deputato nel 2018, attuale coordinatore napoletano del partito di Berlusconi, Pentangelo nel 2013 fu candidato sindaco a Castellammare del centrodestra e poi – secondo la ricostruzione della Mobile e del commissariato di Polizia – avrebbe fatto da anello di congiunzione tra Greco e Cesaro.

Nelle carte allegate alla “discovery” dell’inchiesta, è possibile leggere alcune intercettazioni di sms e telefonate tra Elefante, progettista della riqualificazione dell’ex area Cirio, e Maurizio Biondi, l’architetto che ha rilasciato il permesso a costruire in favore dell’impresa, la Polgre Europa 2000 srl, dove Polgre è l’acronimo dei cognomi di Polese e Greco, gli imprenditori di riferimentodell’operazione e titolari della società promotrice del progetto. Le intercettazioni risalgono al 2015. Biondi rilascerà il permesso a costruire nell’aprile 2016 in qualità di commissario ad acta, intervenuto su istanza della Polgre “visto il perdurante inadempimento” dell’Utc di Castellammare. Fu nominato il 7 agosto 2014 con decreto del presidente della Provincia di Napoli, ruolo in quel momento ricoperto ‘ad interim’ dal vice Pentangelo, perché Cesaro nel 2013 era diventato ‘incompatibile’ per il suo ruolo di parlamentare. La Provincia verrà sciolta e sostituita dall’ente Città Metropolitana di Napoli il 1 gennaio 2015.

Una informativa di polizia elenca i nomi del ‘comitato d’affari’: Greco, Polese, Elefante e l’imprenditore edile di Sant’Agnello Giuseppe Passarelli, al quale Polgre srl dovrebbe cedere in permuta il complesso ex Cirio, che dovrebbe appaltare la costruzione. Il 27 dicembre 2014 Greco, Polese, Passarelli ed Elefante si riuniscono nella sede della Cil, l’impresa di Greco, per discutere il da farsi otto mesi dopo il rilascio della licenza subordinata al pagamento degli oneri di urbanizzazione (circa due milioni di euro). Elefante, progettista di Greco ed amico di Polese col quale amava farsi ritrarre in foto postate sui social – ne è stato tecnico di parte nel processo per le accuse di lottizzazione abusiva dietro la realizzazione della Sonrisa – viene definito dagli inquirenti “indiscusso protagonistadi primo piano delle vicende su cui si indaga”. Nella Cil vengono ascoltati dalle cimici messe dalla Procura. La qualità dell’ambientale non è buona, si sente però chiaramente un riferimento all’architetto Quintavalle e all’architetto Biondi. Emergono problemi intorno all’affare, successivi incontri di Elefante metteranno in luce i dubbi di Passarelli, che infatti nel tempo si sfilerà dall’operazione, uscendone poi definitivamente. Tuttora, quattro anni dopo, il progetto è congelato: i tempi non sono ottimali per una maxi operazione immobiliare del genere a Castellammare, il rischio di invenduto è molto alto.

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