Il Galeone di Amalfi cede in curva

Sull’Arno i costieri non tengono il ritmo dei genovesi

 

 Nessun testo alternativo automatico disponibile.Redazione – Non ce l’ha fatta il Galeone amalfitano sull’Arno che cede in curva e non riesce a tenere il ritmo dei genovesi che hanno vinto la 62° edizione della Regata Storica delle Repubbliche Marinare.

Al galeone azzurro non è riuscita l’impresa dello scorso anno quando in casa arrivò primo nelle acque marine antistanti la perla della costiera amalfitana, oggi gli uomini guidati dal timoniere Enrico D’Aniello hanno tenuto bene fin dalla partenza ma poi la curva fa cedere fisicamente l’armo amalfitano che pian piano, cede prima del ponte. Fino a quel momento gli azzurri costieri si erano battuti alla pari con gli equipaggi di Pisa e Venezia che alla partenza erano dietro di loro, mentre Genova che partiva sulla sinistra aveva avuto una partenza sprint avvantaggiandosi di qualche metro. Una partenza non in linea poiché la c’era la famosa curva che non lo consentiva per motivi logistici giacché dopo di essa c’era il rettilineo sul quale tutte le imbarcazioni potevano allinearsi, ma non è stato così.

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Dopo aver tenuto botta nei primi 1200 metri circa, lottando ad armi pari ed avendo qualcosa in più dei pisani e dei veneziani, e restando secondi, nonostante lo sforzo profuso non riuscivano a tenere il ritmo degli avversari citati che rinvenivano nei 500 metri finali battendosi per la seconda piazza.

La giornata calda e soleggiata con il Lungoarno ed i ponti zeppi di migliaia di persone fa da cornice a questa 62° edizione di questa regata  che è una manifestazione sportiva di rievocazione storica,che nasce nel 1955 con lo scopo di rievocare le imprese e la rivalità delle più note Repubbliche marinare italiane: Amalfi, Genova, Pisa e Venezia. Un evento che è disputato sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica, che si svolge ogni anno in un giorno compreso tra la fine di maggio e l’inizio di luglio, ed è ospitato a rotazione tra le suddette città. La regata è preceduta da un corteo storico, durante il quale sfilano per le strade della città organizzatrice alcuni figuranti che vestono i panni di antichi personaggi che caratterizzarono ciascuna repubblica ed anche il suo momento storico. Amalfi aveva scelto il matrimonio tra un amalfitano ed una beneventana, una simbiosi tra il mare e la terra.

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In un pomeriggio di sport, storia e di cultura si battevano sul ripulito Arno da tonnellate di tronchi e detriti portati dal fiume durante il periodo invernale, degli equipaggi in cui c’erano atleti olimpionici che hanno preso parte a varie competizioni. L’armo azzurro allenato da Antonio Lapadula (ex allenatore della Nazionale di Canottaggio) era composto dal timoniere Enrico D’Aniello (Castellammare di Stabia, 1995, che espleta il ruolo di secondo allenatore), Giuseppe Vicino (capovoga classe 1993, di Giugliano), Alessandro Abbaddo (classe 1991, di Atrani), Andrea Paolillo (amalfitano classe 1994), Emanuele Luizzi (napoletano, classe 1990), Mario Paonessa (classe 1990 di Pimonte), Luca Parlato (di Vico Equense, classe 1991), Luigi Lucibello (amalfitano classe 1989 e lo storico ‘capitano’ di mille battaglie) e Luigi Amendola (classe 1970).

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Alla fine hanno vinto i genovesi che non avevano questa gioia da ben 17 anni, infatti la loro ultima vittoria risale al 2000, quando nelle loro acque arrivarono primi davanti proprio ad Amalfi, seguirono poi Venezia e Pisa.

L’albo d’oro recita 33 vittorie per Venezia, distaccata ad 11 Amalfi, 9 per Genova ed 8 per Pisa, e vedremo il prossimo anno a Genova chi sarà il galeone vincente.

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Le foto a corredo sono di Giuseppe Spasiano e sono tratte da Rai2

 

GISPA

 

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