Franco De luca con Vivo Napoli di Corsa alla Libreria Tasso

Il nuovo libro di Franco De Luca, Vivo Napoli di corsa, edito da Rogiosi, 2018, con foto di Ettore Cestari, sarà presentato MARTDEI 15 GENNAIO alle 19,00 alla Libreria Tasso in Piazza Angelina Lauro 18-19 a Sorrento. Modera Carlo Alfaro, intervengono Francesco Pinto e Maria Grazia Santucci.

La trama- Durante le festività natalizie, quattro amici fanno un giuramento: per un anno, da dicembre a dicembre, si incontreranno ogni domenica all’alba sotto alla statua di Umberto I, a via Nazario Sauro, con tuta e scarpette per correre assieme per Napoli. Nasce così, quasi per gioco, una nuova avventura che condurrà i podisti occasionali alla scoperta sorprendente di una città che nelle prime ore del giorno festivo appare diversa ed esprime, nel suo altero riposo dal frenetico tran tran del giorno, la sua straordinaria bellezza. Luciano è il centro di questo piccolo universo, è lui che con la sua cultura e la sua umanità riesce a tenere insieme personalità tanto interessanti quanto diverse. Gennaro è dei quattro il meno giovane e anche il meno convinto: rustico, sincero, antisportivo e amante della buona tavola, farebbe volentieri altro che correre. Ernesto invece è il più motivato, anche perché asfissiato da una moglie opprimente; è un uomo acuto e intelligente ma talvolta petulante, in eterno attrito con Gennaro. Luca è il più giovane; è spensierato, atletico, allegro e dotato di una vitale curiosità. È lui che riuscirà a coinvolgere Rosa, la bella e giovane ragazza che scompiglia la comitiva travolgendo, in particolare, il malinconico leader. E così, con la scusa dello sport e tra risate, litigi, aneddoti e gag, i quattro (o cinque) attraversano i vicoli e le strade, le piazze i monumenti di una metropoli dolorosa e magica, nobile e plebea, giocosa e talvolta irritante, ma sempre ricca e appassionante… provando in questo modo a “vivere Napoli di corsa”.

Dalla recensione di Maria Rizzi, scrittrice e critico letterario dell’associazione IPLAC: “Vivo Napoli di corsa è un magnifico testo grafico, curato come pochi e corredato di foto uniche di strade, vicoli, chiese e zone di Napoli e Portici, grazie all’apporto del direttore della fotografia e film maker Ettore Cestari. L’Autore, che ha ambientato i precedenti volumi a Napoli e, soprattutto nel libro precedente, La chiameremo Vita, ha dato alla sua città un ruolo di altissimo rilievo, rendendola la protagonista dell’Opera, in questa circostanza torna sul territorio, decide di marcarlo in modo definitivo e di proporre ai lettori un album illustrativo delle storie più e meno conosciute di Napoli. L’idea di fondo, originale, come sa essere sempre Franco, è quella dell’impegno di quattro amici di ritrovarsi la domenica mattina alle sette sotto la statua di Umberto I a via Nazario Sauro per intraprendere, da podisti, i vari percorsi che la città consente di affrontare a quell’ora con relativa calma e con un’atmosfera di colori incantevole. Gli amici sono molto diversi e non tutti motivati allo stesso modo, ma grazie al potere di leader affettivo di Luciano, finiscono per appassionarsi all’avventura domenicale, per rompere il fiato e le dighe delle loro anime. La corsa diviene occasione di scontri divertenti tra Gennaro ed Ernesto, i due amici sposati e non predisposti alla corsa, mentre stimola curiosità e spirito d’avventura nel più giovane dei quattro, Luca, e mette in luce la capacità di ripristinare l’armonia per Luciano, che racconta loro aneddoti e vicende che li affascinano… e ci affascinano. Ogni tappa è un avvicinarsi dei quattro podisti alle vite degli altri e un appassionarsi al mondo del Gambrinus, caffè storico di Napoli, frequentato tra il XIX e il XX secolo da quelli che Franco definisce ‘i vip’ dell’epoca, come Matilde Serao, Oscar Wilde, Benedetto Croce e molti altri. E, Luciano, il nostro leader, accosta sempre alle storie famose quelle di personaggi sconosciuti. Ci documenta sulla nobile Leonora Pimentel Fonseca, un’aristocratica che abbracciò le idee repubblicane e subì una morte mortificante, in quanto invisa alla regina Maria Carolina. Impariamo che Santa Patrizia è la seconda Santa protettrice di Napoli, perché compie lo stesso miracolo della liquefazione del sangue non tre volte all’anno, ma ogni martedi, oltre che nel giorno di Santa Patrizia. Gli aneddoti che Luciano e gli amici raccontano nel corso degli incontri sono numerosi e molto interessanti e la loro vicenda è arricchita dall’incontro con una podista, Rosa, dagli ‘occhibelli’ e dal sorriso che ammalia, che finisce per unirsi a loro. Inevitabilmente il gruppo è destabilizzato dalla presenza della nuova arrivata e, altrettanto inevitabile, è lo scivolare su una storia d’amore. La donna mostra una netta preferenza per Luciano e gli altri si adoperano per lasciarli correre da soli e vedere se l’amico scioglie i nodi del cuore e cede al fascino della bella e misteriosa donna. Napoli, la città ‘nobile e plebea’, giocosa e chiassosa, ricca di sofferenze e di panorami che tolgono il fiato, si erge fiera, statuaria, come la regina indiscussa del testo. I quattro amici restano figure sul suo sfondo e sembrano avidi di conoscerla e di carpirne le incoerenze, le rabbie, le meraviglie. Anche le foto, con grande sapienza, mostrano i quattro/ a volte cinque podisti nelle piazze, nel chiostro del Monastero di Santa Chiara, a Mergellina, a Posillipo e in molti altri luoghi. Un romanzo concepito per vivere Napoli e per dare un senso al termine ‘amicizia’, spesso inflazionato e ancor più spesso tradito. Non è un’Opera dalla trama articolata. Tutto si compie con levità. Le domeniche scivolano, da gennaio ai giorni natalizi, mese dopo mese, con nuove scoperte, gag, riappacificazioni e con l’amore turbolento di Rosa, che non rompe l’equilibrio, ma sprona gli amici a fare rete intorno al leader. Il testo si legge in un giorno. Le foto vanno ‘lette’ con attenzione e con amore, in quanto svelano il non detto con la loro sconcertante, incandescente magia. Napoli diviene un’epifania esistenziale… Voglio sperare che un libro simile possa essere la visita alla metropoli partenopea che tutti prima o poi sognano di compiere o che hanno fatto senza ‘guardare’, a fior di fretta. Io ho vissuto a Napoli e a Portici e, dopo aver letto il libro e gustato le foto di questo romanzo, so di aver imparato molto poco. Ringrazio un testo che mi ha concesso un viaggio intriso di lacrime e d’amore”.

Questo romanzo può definirsi senza dubbio “un atto d’amore”: l’autore ama visceralmente i luoghi che descrive, e ogni pagina è uno slancio per accarezzare, comprendere, glorificare la sua terra, con la sua cultura, le sue tradizioni, i suoi valori, le sue eccellenze, attraverso uno sguardo di rispetto e tenerezza e una descrizione dettagliata e partecipe. La Napoli di De Luca è una città dinamica, in continuo movimento e trasformazione, con la sua storia, arte, passioni e contraddizioni. Come sempre, negli scritti di Franco, punto di forza è poi la sua capacità di disegnare i personaggi in modo intimo, delicato, estremamente curato, con una sensibilità e profondità che li rende vividi, palpitanti, veri, ben delineati e approfonditi introspettivamente nelle mille sfaccettature delle pieghe del loro mondo interiore. Da grande scrittore qual è, Franco dona pagine dal ritmo scorrevole e coinvolgente e dai contenuti realistici e profondi, capaci di far sorridere e commuovere, in uno stile al contempo colto e fluido, piacevole e raffinato, in cui grazia e purezza del racconto non esulano dal livello elevato di letteratura che lo permea.

Franco De Luca è nato a Portici, in provincia di Napoli, nel 1970. Si è laureato in Matematica presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, dove attualmente si occupa di sistemi informativi e reti telematiche. Studioso e appassionato di enogastronomia, è coordinatore didattico regionale dell’Associazione Italiana Sommelier. Scrive per riviste e guide di settore, cura rubriche per pubblicazioni cartacee e online, svolgendo, per conto dell’AIS, un’ampia attività pubblicistica e divulgativa. Ha già pubblicato i romanzi Niente finisce mai (Guida, 2012), e La chiameremo Vita (Tullio Pironti 2016), gratificati da un successo di critica e di pubblico tali da promuoverlo a tutti gli effetti scrittore di professione.

Carlo Alfaro

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