Feel The View: realizzato il sogno impossibile di “sentire il paesaggio” per un cieco

Permettere ai ciechi di “vedere” l’ambiente che li circonda grazie all’intelligenza artificiale. Sembra fantascienza e invece la tecnologia si sta muovendo fattivamente in tale direzione. Dalla collaborazione tra la storica casa automobilistica Ford e la startup italiana Aedo è nata per esempio la straordinaria applicazione per auto “Feel The View”, il sistema che consente ai non vedenti di “vedere” il paesaggio mentre sono in auto “sentendolo” tramite le dita sul finestrino. “Feel The View” è una tecnologia sviluppata per la Ford da GTB Roma (l’agenzia che ne segue le attività in Italia) in collaborazione con Aedo, una startup italiana specializzata nella creazione di dispositivi di comunicazione per disabili visivi, con la collaborazione di Views International e Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti. Obiettivo del dispositivo della Ford all’interno dell’auto è far sentire ai non vedenti col tatto sul finestrino quello che un normo-vedente osserva dall’esterno. La tecnologia funziona così: il dispositivo trasforma la superficie piana del finestrino di un’automobile in un display tattile. Una fotocamera scatta via via delle istantanee dal finestrino, le converte in scala di grigi e le passa al sistema che le trasforma in una scala di sensazioni tattili, grazie alla speciale pellicola applicata sulla superficie del finestrino che converte i pixel dell’immagine in vibrazioni. In pratica, il software cattura e trasforma le foto scattate dalla fotocamera in stimoli sensoriali non visivi: l’immagine della foto viene convertita in un’immagine più semplificata e schematica, in scala di grigi ad alto contrasto, che viene poi riprodotta sul vetro del finestrino, grazie a speciali sensori. Al tocco dell’utente, “Feel The View” provoca, sul punto del finestrino interessato, delle sollecitazioni che si manifestano sotto forma di vibrazioni percepite. Tali vibrazioni possono avere differenti intensità: minore è la gradazione di grigio, maggiore l’intensità di vibrazione. In questo modo, attraverso l’esplorazione dell’intero finestrino, il non vedente può immaginare e ricostruire nella mente il panorama che sta guardando, in quanto, passando il dito sulla superficie, riceve una sensazione più o meno intensa, in base all’intensità del grigio dell’immagine acquisita dalla telecamera. In più, un dispositivo audio connesso a internet aiuta il non vedente a contestualizzare l’immagine descrivendo per sommi capi ciò che è stato fotografato. Il cieco, in questo modo, “legge” il finestrino in maniera simile a come leggerebbe un libro scritto con il sistema Braille: con la punta delle dita. Attraverso Feel The View, si punta dunque a dare vita a un nuovo linguaggio per permettere ai disabili visivi di decodificare la realtà che li circonda. Si tratta di una soluzione innovativa che oggi è stata utilizzata all’interno di un’automobile, ma che in un prossimo futuro potrebbe essere implementata presso le realtà scolastiche o negli istituti di formazione per non vedenti, come strumento polifunzionale. Aedo è molto fiera della realizzazione di questa futuristica iniziativa. L’Aedo nell’antica Grecia era un profeta cieco che cantava l’arte idilliaca, in quanto essendo privo di vista, poteva entrare in contatto con le Muse attraverso gli occhi dell’anima. Ispirandosi a questo personaggio leggendario, Aedo project ricerca nuove interazioni non visive con la tecnologia digitale, secondo le teorie del design “aptico”, il nuovo filone di ricerca che studia i processi di riconoscimento degli oggetti e degli spazi in ambienti privi di luce, attraverso un nuovo linguaggio d’interazione capace di coinvolgere tutti i sensi ad esclusione della vista. Per la realizzazione del prototipo “Feel the view” sono state coinvolte persone non vedenti delle associazioni Views International (sede italiana) e Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti: nella fase di studio sono stati ascoltati i loro desideri, mentre in quella di progettazione si è cercato di interpretarne al meglio le impressioni e le reazioni nell’utilizzo della nuova tecnologia, in modo da realizzare un sistema definitivo in linea con le loro esigenze. Dietro questo progetto c’è anche la mano di un giovane e talentuoso creativo napoletano, Domenico Postiglione, autore tra l’altro con Cesare Brasile della linea di gioielli Z3ROdesign, un marchio che sta conquistando un pubblico di ogni età, grazie alla progettazione e produzione, in oro, argento e bronzo, di gioielli molto particolari, che interpretano, nell’accattivante linguaggio del design, declinato su anelli, orecchini, bracciali, collane, il sentire del gusto contemporaneo mescolando tradizione orafa e artigianato digitale, originalità ed equilibrio, tridimensionalità delle prospettive e fine cura dei dettagli. E’ lo stesso Domenico a raccontare su facebook la sua intensa esperienza con Feel The View: “Qualche mese fa mi fu chiesto, con mio immenso stupore, se me la sentissi di progettare e realizzare la scocca (“ossatura”, ndr) di un dispositivo elettronico per un bellissimo e importante progetto. Non vi nascondo che la cosa mi spaventò un po’, ma non esitai nemmeno per un istante nel dire sì. Appena infatti mi è stato detto quale fosse lo scopo di Aedo project, ho immaginato subito che nulla avrebbe potuto riassumere al meglio il progetto se non un occhio la cui pupilla è rappresentata da un’impronta digitale. Dopo una serie di proposte, di notti insonni passate a progettare, di prove di stampa, di ore passate a post-produrre il prototipo, di intoppi vari, di timori nel non riuscire in una cosa più grande di me, finalmente posso dire che ce l’ho fatta. Sono fiero di me, sono fiero di aver dato il mio piccolo contributo all’idea geniale di una persona che ha creduto in me e mi ha dato tutta la fiducia del mondo. Grazie Giuseppe D’Ambrosio, grazie della grande opportunità che mi hai dato e della bellissima esperienza”. Dopo aver frequentato insieme a Napoli il corso di jewelry design dell’architetto Giuseppina Follone presso AAP Studio srl – Formazione Grafica 3D-ARTC, i due giovani titolari di Z3ROdesign hanno deciso di mettere il loro originale talento, il potente estro creativo e la maestria nella lavorazione al servizio della gioielleria, occupandosi della progettazione, prototipazione rapida (grazie a una stampante 3D di ultima generazione) e creazione di gioielli unici attraverso un mix perfetto tra stampa 3D, progettazione CAD e tradizione orafa artigianale. Una vera e propria rivoluzione, che permette di guadagnare tempo di lavorazione, migliorare qualità e stabilità delle creazioni, ottenere forme complesse e originali, e abbattere i costi. (Carlo Alfaro)

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