Eran 300….prigionieri a Ponte Orazio

In prima pagina su Metropolis il dramma degli abitanti di Ponte Orazio quasi prigionieri in casa.. penso soprattutto ai più anziani….eran 300 …eran giovani e forti….

….quello squarcio, uno sfregio ad una strada che ha resistito secoli, violata, direi quasi violentata dai lavori prima della posa in opera delle tubazioni per i metano, poi dei cavi per l’Energia elettrica…questi ultimi dissennatamente eseguiti lungo il ciglio della strada … da subito, appena rinchiusa alla meno peggio la “ferita” inferta alla storia, i primi cedimenti, quella lenta ma continua inclinazione della carreggiata con una lunga ruga che ha invecchiato direi anzitempo la pur vetusta ‘antica via Minervia’ , prima chiamata durante il fascismo Giuseppe Porta in onore di un caduto della Grande Guerra del 15/18 e poi Ponte Orazio da un storpiatura di “Ponte del dazio”, “o pont d’o razio”come ci ricordò don Alfredo Ammendola.

…stamattina il sole stenta ad alzarsi dietro le colline vicane , la notte è stata un lungo incubo, poteva essere una tragedia….”Gesù,fate luce!”, gridava Domenico Rea e si riferiva alla sua Napoli nel clima dell’”emergenza” e del tumultuoso dopoguerra….noi siamo andati indietro nel tempo al 1980 ,al terremoto che seminò lutti e macerie…Il sole che timidamente resta dietro le colline quasi teme un lungo letargo per questo antico borgo sempre trascurato dalle autorità cittadine, ora si spera nel nuovo Corso , nel new deal di Vincenzo Iaccarino, che ci ha telefoato più volte in queste ore per dirci che ce la sta mettendo tutta per strappare i soldi necessari alla Regione per la messa in sicurezza della strada, un milione e mezzo subito e poi forse oltre trenta per risanare l’intero Vallone Lavinola…ma i tempi burocratici sono quelli che sono….anche Nello di Nardo si è fatto sentire…le emergenze della Regione Campania sono tante…

…l’ho detto e l’ho scritto…speriamo che non duri quanto il muro di Berlino….vedere Ponte Orazio come un ghetto sarebbe una tragedia per le oltre settanta famiglie che vi abitano, un piccola e laboriosa comunità…Ci sono poi tante persone anziane, alcune disabili…come farebbe un’autoambulanza a soccorrere in tempo un infortunato, un paziente bisognoso di un pronto intervento?

…c’è poi la drammatica situazione di chi abita sull’altro versante metese, su una strada interdetta al traffico già da anni per cedimenti continui, l’ultimo l’estate scorsa…Un primo finanziamento pare sia andato perso….un secondo attende una gara di appalto…perchè si aspetta tanto…quali calcoli e quali ragionamenti sulla pelle degli abitanti di via Ponte vecchio?

…quelle antiche e maestose architetture hanno retto per secoli il passaggio di pedoni e carri trainati da muli, quando si viveva in una cività contadina… ora auto motorini ed anche mezzi pesanti ….con una edilizia selvaggia che ha occupato anche beni demaniali….Risanare il vallone Lavinola è inderogabile , auguriamoci che non sia una colata di cemento armato ma che si rispetti questo meraviglioso esempio di architettura viaria e questo abitat naturale.

…pochi sanno che un tempo(anni 50) si pensava di riempire tutto questo vallone, come già accaduto per quello dei Mulini a Sorrento, il vallone San Giuseppe a Piano…per farne una grande piazza e costruirci sopra…

….ecco la lunga “ruga” lungo via Ponte Orazio…

il muro di Ponte Orazio ….un tempo unica via per raggiungere la Piana di Sorrento . Il Ponte fu teatro di scontri armati tra sorrentini e milizie straniere francesi che tentarono di invadere per via terra il territorio sorrentino che comprendeva oltre alla città fortificata di Sorrento la planities, la cosiddetta Piana di Sorrento che terminava proprio qui.

…sotto la strada ci sono alcune grotte usate come deposito dai propietari delle case soprastanti, alcune di esse col tempo hanno subito dei cedimenti, sarebbe il caso di fare una indagine geologica e statica….

Ecco quel cavo Enel… forse all’origine della mancata tragedia…perchè l’Ufficio tecnico a quel tempo, più volte sollecitato, non si curò di verificare la buona esecuzione dei lavori per la posa in opera dei cavi?

…. nomino Gasparre nuova guardia daziaria di Ponte Orazio…

…un tempo quando il vallone era “abitato” si curava la potatura degli alberi, si estirpavano le erbacce, si teneva pulito l’alveo per permettere lo scorrimento delle acque a regime torrentizio,si usavano le grotte e si facevano continue opere di ordinaria e, se necessaria, straordinaria manutenzione…

…quegli archi non sono stati costruiti per subire i colpi dei martelli pneumatici e sopportare il peso del traffico veicolare odierno

chi ha permesso la costruzione di quel tipo di muretto sulla destra che ha sostituito quello vecchio?

chi ha permesso il posizionamento di quei grossi piloni di cemento sul ciglio della strada?
…dobbiamo ringraziare anche Napoli-Juve….

Riproponiamo una nostra vecchia idea ed un nostro articolo sulla storia del Ponte http://telestreetarcobaleno.tv/appello-per-ripristinare-in-toto-antica-edicola-ponte-orazio/

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