EDUCAZIONE DIFFUSA,PER SALVARE IL MONDO E I BAMBINI

DISSENSI EDIZIONI

PRESENTA

EDUCAZIONE DIFFUSA

PER SALVARE IL MONDO E I BAMBINI

LUIGI GALLO – PAOLO MOTTANA

(Dissensi 2017, pp. 147, euro 11 – Introduzione di Gianluca Ferrara)

C’È QUALCOSA DI PIÙ POTENTE DI UN BAMBINO? DI UN RAGAZZO CHE CRESCE?

CHI NON HA FATTO L’ESPERIENZA DI RESTARE SORPRESO DA UNA LORO FRASE, UN GESTO, A VOLTE UNO
SGUARDO CAPACE DI RIBALTARE COMPLETAMENTE LA NOSTRA PROSPETTIVA, IL NOSTRO SENSO DELLE COSE?
ALLO STESSO TEMPO, OSSERVIAMO UNA FRAGILITÀ ENORME DI BAMBINI E RAGAZZI, I QUALI, CON STRUMENTI

DI GUIDA SEMPRE PIÙ RIDOTTI, SONO FACILI PREDA DI ATTEGGIAMENTI ADULTOMORFI PRECOCI CHE CI

SCANDALIZZANO E TURBANO MA NON ABBASTANZA DA MODIFICARE I NOSTRI PARADIGMA EDUCATIVI

Proviamo seriamente a pensare un modo di educare che vada al di là della scuola così come la conosciamo. Proviamo a immaginare che non esistano più edifici chiusi e muri dove i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze restino confinati per il tempo della loro educazione ma che quei muri, come certi giochi di carta, improvvisamente pieghino le loro pareti verso l’esterno, per lasciare che i loro reclusi escano fuori, si mescolino al mondo, sciamino per le strade, anche solo per percorrerle, guardandosi in giro, vedendo e toccando, riempiendo l’aria dei loro corpi e dei loro respiri, del loro camminare e correre, del loro muoversi colorato. Proviamo a immaginare, non costa nulla no?

Confinati intere giornate in luoghi eteroimposti come le aule scolastiche, affidati a libri di testo dalle strutture rigide e marmoree – dove ogni sapere viene omogeneizzato, ogni differenza
smussata, dove tutto si riduce a un unico monolinguaggio, la neolingua dei manuali, appunto
–, sorvegliati di continuo, i bambini vivono separati dal mondo, sradicati dalla storia della loro

città, dalla cultura che li circonda, costretti ad allinearsi alle leggi della passività, del premio e della sanzione, della competizione, della minaccia, della dipendenza, sudditi prima ancora di averne coscienza.

Qualsiasi innovazione culturale, didattica e formativa rischia di essere soffocata da protocolli di sicurezza, permessi dei dirigenti scolastici, regolamenti d’istituto, circolari ministeriali, leggi scritte da persone più interessate ad avvantaggiare l’istruzione privata a pagamento piuttosto che al potenziamento di quella pubblica.

Ancor peggio, laddove si spaccia per innovazione didattica l’adeguamento del sistema scolastico alle regole del libero mercato, della concorrenza sfrenata, dell’organizzazione aziendale, come se le migliaia di ricerche scientifiche sociali, pedagogiche e nel campo della neuroscienza non avessero alcun valore.

Ecco così i bambini diventare la fotocopia dei difetti degli adulti, mentre le loro attitudini e la loro energia vitale si appannano C’è, invece, tanto bisogno della luce che i bambini sono capaci di proiettare su tutti noi, sulle regole della nostra società per renderci migliori, prima singolarmente e poi collettivamente.

Oggi, però, si assiste a fermento speciale nella società, l’emergere di nuove forme produttive

– economia circolare, share economy, modelli energetici diffusi ed ecologici, nuove forme di

trasporto collettivo e condiviso – incoraggia altresì ripercussioni positive nell’istruzione, così che si riscontrano tracce di modelli educativi fortemente innovativi sia all’estero sia in Italia.

La direzione da prendere è quella di una vera e propria rivoluzione culturale.

È quanto auspicano gli autori del libro Educazione diffusa, il deputato Luigi Gallo e il docente Paolo Mottana, che mettono al centro di questo cambiamento radicale la forza propulsiva del bambino.

Molto si può fare per invertire la rotta, nulla, se non si comincia dall’educazione diffusa, smettendo di accanirsi su cosa insegnare – come accaduto finora nell’ozioso dibattito attorno al bailamme delle materie scolastiche – e concentrandosi piuttosto su come farlo.

Solo così, si potrà prendere congedo da una società della frustrazione per entrare in una società del ben-essere.

Luigi Gallo, ingegnere, è attualmente parlamentare del M5S alla Camera dei Deputati nella Commissione “Cultura, Scienza e Istruzione”. Autore di tante battaglie a difesa dei docenti e

della scuola pubblica, ottiene nel 2013 nella legge 104 l’approvazione di una norma, mai

attuata dal governo, che da vita ad una biblioteca virtuale nazionale di libri scolastici autoprodotti dalle scuole e forniti gratuitamente alle famiglie. È primo firmatario della Proposta di Legge “Istituzione dei nuclei per la didattica avanzata e introduzione di progetti di scuola aperta e di scuola diffusa negli istituti scolastici di ogni ordine e grado”.
http://www.camera.it/leg17/995? sezione=documenti&tipoDoc=lavori_testo_pdl&idLegislatura=17&codice=17PDL0042400&back _to=http://www.camera.it/leg17/126?tab=2-e-leg=17-e-idDocumento=3820-e-sede=-e-tipo=

Paolo Mottana è professore ordinario di Filosofia dell’educazione presso l’Università di Milano Bicocca. Da anni si occupa dei rapporti tra immaginario, filosofia ed educazione. Tra le sue

pubblicazioni: Formazione e affetti (Armando, 1993); Miti d’oggi nell’educazione. E opportune contromisure (Angeli 2000); L’opera dello sguardo (Moretti e Vitali, 2002); La visione smeraldina. Introduzione alla pedagogia immaginale (Mimesis, 2004); Antipedagogie del piacere: Sade e Fourier e altri erotismi (Angeli, 2008); L’immaginario della scuola ( a cura di, Mimesis 2009); Eros, Dioniso e altri bambini. Scorribande pedagogiche (Angeli, 2010); Piccolo manuale di controeducazione, (Mimesis, 2012), Cattivi maestri. La controeducazione, di Scherer, Vaneigem, Bey, Castelvecchi, 2014) La gaia educazione, (Mimesis, 2015). Mottana anima il blog “Controeducazione” (http://contreducazione.blogspot.it), nel quale sviluppa una politica culturale all’insegna dell’affermazione vitale dei soggetti in formazione in conflitto con le pratiche di disciplinamento diffuse nelle agenzie di educazione istituzionali.

Dall’introduzione:

C’è una volontà di depauperare l’istinto alla libertà sin da bambini per far crescere uomini senza pretese e sogni. […] ciò che emerge [..] è il senso di libertà perduto. Un istinto che è vivo

nei bambini e non più nella maggioranza degli adulti. Un istinto che fa paura e per questo viene represso in “istituzioni totali” come sono troppe scuole. […] Nuove importanti esperienze alternative però stanno germogliando e vanno sostenute. […] il progetto noto come “scuole

senza zaino” dove non viene insegnata la competizione ma la condivisione delle idee e degli

spazi, dove si mira a far emergere l’originalità di ogni bambino e l’importanza della cooperazione, o […] l’Asilo del Mare dove si sperimenta l’educazione all’aria aperta. […] È

questo tipo di educazione scolastica la strada che va percorsa in futuro.

Info:

Costanza Ciminelli
E-mail: [email protected]

Mob.: 334 28 21 301

www.dissensi.it

SI PREGA, SE POSSIBILE, DI CONFERMARE IL RICEVIMENTO DEL VOLUME. GRAZIE.

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