Con le sue “Storie di Scugnizzi”, a Villa Fondi l’eterna “scugnizza” Eleonora Di Maio

Storie di…Scugnizzi – Il Musical”, che dopo il grande successo della prima del 17 e 18 giugno al Teatro Cinema Armida di Sorrento sarà messo in scena a Villa Fondi a Piano di Sorrento sabato 28 luglio 2018 alle ore 21.00 dalla compagnia “On Broadway – Musical, Theatre & Dance”, con la direzione artistica e la regia di Eleonora Di Maio, è uno spettacolo capace di emozionare, divertire e commuovere, per l’emergere gioioso di sorprendenti giovani talenti, la ricchezza di costumi e scenografie, la freschezza dei dialoghi e delle coreografie, la potenza delle musiche e delle interpretazioni canore, la genialità delle soluzioni registiche.

Regista, attrice, autrice, insegnante di recitazione, Eleonora, invasata sin da giovanissima dal fuoco sacro dell’arte, si è formata prima all’Atelier d’art dramatique du Luxembourg a Parigi e poi laureata in regia all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico di Roma, studiando con grandi maestri tra i quali Andrea Camilleri, Luca Ronconi, Carlo Lizzani, Monica Vitti. Dopo tanta esperienza sui palcoscenici di tutta Europa, la Di Maio da qualche anno ha scelto la sua missione: trasmettere tutto quanto ha maturato nella sua lunga carriera ai giovani e giovanissimi allievi: ha fondato così a Sorrento l’Accademia “On Broadway Musical Theatre & Dance”, prestigiosa scuola di musical, teatro, canto e danza che mira a formare futuri performer-professionisti dello spettacolo, grazie all’apporto di un nutrito numero di insegnanti di grande esperienza nelle svariate discipline dell’arte scenica. Per i suoi allievi Eleonora è a tutti gli effetti una “mamma”, sia artisticamente che emotivamente, capace come ogni mamma di essere burbera, autorevole, severa ma anche immensamente dolce, vicina e partecipe dell’universo interiore dei suoi cuccioli, esattamente come è stata per i suoi meravigliosi figli ormai grandi, la primadonna della tv italiana Veronica Maya, che l’ha resa nonna orgogliosa di tre meravigliosi nipotini, e i valenti Filippo e Marcella Pirillo, quest’ultima anche lei avviata alla carriera di performer dello spettacolo. Proprio Filippo, la sera della seconda messinscena dello spettacolo Scugnizzi al Teatro Armida di Sorrento, ha dedicato alla madre una commovente lettera su facebook, in commento ad un’istantanea che la ritraeva al trucco, indomita e altera come sempre, nonostante immancabili preoccupazioni e stanchezze, che la stessa Eleonora ha dichiarato essere stata capace di “stracciarle il cuore”, e che ha suscitato ammirazione e compiacimento da parte degli innumerevoli fans della regista: “Quello sguardo– scrive il figlio- Lo sguardo impassibile di una persona che è pronta a presentare l’ennesimo spettacolo, mostrando una calma inquietante, quasi come se tutti gli sforzi fisici e mentali subiti nelle ultime settimane fossero insignificanti. Lo sguardo di chi ne ha passate tante, ma che non ha nessuna voglia di arrendersi, perché in fondo con te non c’è mai stato nulla da fare. Non importa quante cose sopraggiungono, mollare non è mai stata un’alternativa. Eppure sei stata messa alla prova tante volte, e non ti nascondo che ci sono stati momenti in cui ho pensato che non ce l’avresti fatta, e che prima o poi avresti ceduto. Ma non ci sono mai riusciti mamma. D’altronde ora mi è chiaro. Basta guardarti negli occhi per capire che non si può competere di fronte a tanta tenacia e determinazione. L’amore che metti in ciò che fai, per la tua famiglia, per la tua scuola, per i tuoi allievi, non è quantificabile. Ed è proprio questo amore che ti dà la forza di affrontare tutto il contorno, non importa quanto questo sia difficile. Ti ho vista mettere su spettacoli nella metà del tempo che questi richiedevano, dormendo tre ore al giorno per settimane, lavorando 7 giorni su 7, occupandoti di musiche, testi, costumi, effetti, scenografie e contemporaneamente occupandoti, a distanza, della tua famiglia sparsa per l’Italia. Dopo interi pomeriggi passati a teatro, tornavi a casa la sera tardi e avevi finalmente il tempo per farci una telefonata. Ma spesso quando ci chiamavi non trovavi risposta perché noi, a differenza tua, eravamo stanchi e già dormivamo. Ma non ti ha mai fermato nessuno mamma. Hai sempre guardato in avanti, senza mai voltarti indietro. Nonostante i mille pensieri in testa non hai mai perso di vista i tuoi obiettivi. Nonostante le nostre mille critiche, non hai mai (o quasi mai!) cambiato il tuo modo di fare le cose perché sei l’unica in grado di gestire quel caos imbarazzante che c’è nella tua testa. Nonostante tutte le difficoltà che hai affrontato e che pochi conoscono, te ne sei sempre uscita a testa alta, senza mai farti mettere i piedi in testa da nessuno. Ogni giorno hai qualcosa da insegnarmi e più vado avanti più sento il bisogno di imparare. Se oggi ho una certezza, è che sono pronto ad affrontare qualsiasi cosa mi si pari davanti, perché tu mi hai insegnato ad esserlo e spero di riuscire un giorno a trasmettere almeno la metà di ciò che sei ai miei figli”. Questa dichiarazione d’amore bellissima di un figlio alla propria madre, dice perfettamente anche quali sono gli elementi salienti del carattere di Eleonora: tenacia, determinazione, passione e sconfinato amore. Elementi che fanno di lei non solo una maestra di teatro, ma di vita, che punta a insegnare agli allievi a utilizzare al meglio i mezzi espressivi del proprio corpo e della propria voce, acquistando sicurezza in sé stessi e scioltezza nel parlare e nell’agire, per migliorare le proprie relazioni e comunicazioni umane e professionali, attrezzandosi ad affrontare le sfide del futuro, qualunque esse siano. Il teatro diventa così un percorso di realizzazione personale e ricerca del benessere interiore attraverso il contatto con le proprie emozioni che resta modello cui ricorrere per tutta la vita.

Ogni anno poi, con l’Accademia On Broadway, Eleonora Di Maio regala al pubblico della Penisola sorrentina una sua rivisitazione di uno dei musical che hanno fatto la storia di questo glorioso genere, immergendo studenti e spettatori nelle fantastiche atmosfere dei musical più famosi e rappresentati. Nati e sviluppatisi come spettacoli teatrali negli USA tra il 1800 e 1900, i musical hanno conquistato il grande schermo negli anni ’50-60, nel periodo d’oro di Hollywood, conservando nel tempo intatto il fascino di mescolare più tecniche espressive insieme, recitazione, musica, canto danza, amalgamate in modo spontaneo e naturale, grazie ad una orchestrazione elegante e perfetta che integra e armonizza senza fonderli i diversi linguaggi e generi. Quest’anno gli aspiranti performer si sono concentrati con la giuda di Eleonora e del team docente della On Broadway su uno dei musical più rappresentativi della moderna cultura artistica partenopea, “Scugnizzi”.

L’opera teatrale, nell’incantevole cornice di Villa Fondi, aggiungerà un altro tassello di squisita cultura e spettacolarità alla eccezionale rassegna 2018 della Città di Piano di Sorrento, che quest’anno si fregia dei riconoscimenti della “Bandiera Blu” e di “Citta che legge”. La rassegna, firmata dal sindaco Vincenzo Iaccarino, dall’assessore alle Attività culturali e Iniziative speciali Carmela Cilento e dal responsabile ufficio cultura Giacomo Giuliano, sta registrando il tutto esaurito tutte le sere grazie ad eventi di notevole spessore culturale e artistico e grande varietà, da teatro a musica, danza, letteratura, arte, psicologia, cinema, tributi a grandi artisti. Il musical della On Broadway si rifa innanzitutto a “Scugnizzi”, un bellissimo film di Nanni Loy del 1989, che narra le vicende di alcuni dei giovani detenuti del riformatorio di Nisida a Napoli, impegnati a realizzare un musical teatrale sotto la guida dell’attore Fortunato Assante. Attraverso le singole storie dei ragazzi, rappresentate per quadri, il film porge allo spettatore un acuto punto di vista sulle difficili tematiche della camorra e del disagio giovanile a Napoli. Spiega Eleonora Di Maio: “Crudo, puntuale nel racconto, offre uno spaccato della vita di strada e del carcere minorile di Nisida attraverso le vicende di un gruppo di ragazzi che si snodano in un contesto sociale difficile. La mano della criminalità organizzata, l’assenza di prospettive, il dilagare della droga e dello spaccio come lavoro, la morte… La deriva di queste giovani vite è tenera e drammatica allo stesso tempo”. Nel 2002 dal film viene tratto un musical teatrale di straordinario successo con Sal Da Vinci, “C’era una volta… Scugnizzi”, con musiche e testi di Claudio Mattone e prosa di Claudio Mattone ed Enrico Vaime. La storia vede il confronto-scontro tra due ragazzi, Saverio De Lucia e Raffaele Capasso detto “‘o russo”, reclusi nell’istituto di correzione per minori di Nisida, che partecipano assieme a un progetto teatrale voluto dal Ministero di Grazia e Giustizia. Una volta liberi, hanno preso strade diverse e opposte. Si ritrovano dopo vent’anni. Saverio è diventato un prete “di strada” che si dedica anima e corpo al recupero dei ragazzi del quartiere cercando di sottrarli dalle maglie della droga e della criminalità, Raffaele è un boss della camorra che usa quei ragazzi come corrieri per i suoi loschi traffici. Tra i due nasce uno scontro di ideali e di personalità che si acuisce sempre di più, fino al punto che “‘o russo”, accecato dall’ira e incapace di affermare se stesso se non attraverso la violenza, fa prima uccidere Angelo, un giovane sbandato, poi arriva ad eliminare lo stesso Saverio. Ma il suo gesto, che all’inizio sembra una vittoria del malavitoso, segnerà in realtà la sua sconfitta, in quanto la morte violenta di Saverio darà a tutto il gruppo dei ragazzi la forza di ribellarsi alla camorra e di lanciare un grido di protesta, disperato e liberatorio, che diventa il grido di tutta la città contro l’illegalità che la soffoca e l’opprime. Sarà Carmine a raccogliere l’eredità di Saverio e continuarne l’opera verso la speranza di un futuro per la città Con oltre 600 repliche, più di 700.000 spettatori, edizioni rinnovate di anno in anno per due decenni, sempre al primo posto in classifica nel Giornale dello Spettacolo dell’Agis in ogni stagione di rappresentazioni, “C’era una volta… Scugnizzi” è entrato di diritto tra i classici della cultura partenopea. Commenta Eleonora nelle sue note di regia: “I brani di questo musical sono forti e toccanti. Gli allievi guidati nel canto dal Maestro Marianna Astarita Maresca. si sono dovuti cimentare innanzitutto con la lingua napoletana che, pur essendo nel nostro DNA, non è stato facile resuscitare in ognuno di loro, ormai abituati alla corretta dizione delle parole. Ne risulta modificata finanche l’espressività gestuale ed interpretativa. Inoltre nella nostra dorata Sorrento e dintorni non si vivono situazioni così estreme come quelle descritte nell’opera e ogni allievo ha dovuto calarsi nei panni di un ragazzo di strada che lotta per la sopravvivenza ogni giorno e immaginarsi di essere ciò che non è. Non ci sono sconosciuti alcuni disagi sociali e familiari anche dalla cronaca quotidiana, ma affrontarli sul palco immedesimandosi nelle storie ha costituito uno sforzo emotivo non indifferente per la loro giovane età e alcuni ostacoli si sono presentati in tutta la loro crudezza”. Il risultato è entusiasmante, i quadri sono di una coralità spesso poetica e tutto il racconto scenico è pervaso da una vivacità coinvolgente. Merito di Eleonora Di Maio, ancora così “scugnizza” a sessant’anni e passa, al pari e più dei suoi allievi, cui sa trasmettere la passione infinita per l’arte della scena, vero elisir di giovinezza senz’età. (Carlo Alfaro)

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