Bixio in scena 2016: la magia si ripete

E’ ancora “Bixio in scena”: dopo il prestigioso debutto il 29 maggio in Sicilia, alla XXII edizione del Festival Internazionale del Teatro Classico dei giovani, presso l’Antico Teatro di Palazzolo Acreide, in provincia di Siracusa, si rinnova sabato 11 e domenica 12 giugno il magico rituale dello spettacolo teatrale di fine anno degli studenti dell’Istituto Nautico “Nino Bixio”, nel suggestivo chiostro della storica scuola. Con l’appassionata regia di Eva Contigiani, e la direzione di Giusy Cuomo, responsabile teatro, e della lungimirante preside Giuseppina Ferriello, i giovanissimi (quest’anno la maggior parte frequenta le prime e le seconde classi) ma talentuosi e volenterosi allievi hanno dato vita ad uno spettacolo godibilissimo che, nel rispetto del testo classico, è stato vivacizzato da contaminazioni musicali e attualizzato al contesto sociale odierno dal libero adattamento delle docenti di teatro. Oggetto della rappresentazione di quest’anno, una delle più celebri e divertenti commedie di Plauto, l’Aulularia (Commedia della Pentola o La Pentola d’oro). L’opera ci è giunta incompleta, fu l’umanista Urceo Codro che nel XV secolo le diede il finale oggi noto, mentre nel Seicento Molière si ispirò a questa commedia per comporre L’avaro. La storia, ricca di equivoci ed intrecci come è proprio della tipica commedia dell’arte, ben si è prestata all’abile gioco di modernizzazione che ne ha saputo fare la regista, che ha caratterizzato ogni personaggio con note di personalità vivida e palpitante. Il vecchio Euclione ha scoperto nel suo focolare una pentola piena d’oro, nascosta da suo nonno, e vive nel costante terrore che gli venga sottratta. Anche quando il suo ricco vicino Megadoro – su consiglio di sua sorella Eunomia – viene a chiedergli in sposa sua figlia Fedria, Euclione sospetta che si tratti di una manovra per scoprire il suo oro; alla fine però accetta, precisando che Megadoro prenderà Fedria senza dote e pagherà tutte le spese della festa di matrimonio, prevista per il giorno stesso. Euclione non sa che sua figlia è stata messa incinta da Liconide, figlio di Eunomia e quindi nipote di Megadoro. Preoccupato solo della sua pentola, Euclione decide di nasconderla ma Strobilo, servo di Liconide, lo vede e ruba la preziosa pentola, gettando il vecchio avaro nella più cupa disperazione. La sua vecchia serva Stafila, colpita dal dardo del pestifero Cupido, sfuggito alla sorveglianza di Venere, s’innamora intanto di Megadoro, mentre  Liconide gli chiede in sposa Fedria, in un esilarante dialogo degli equivoci che spiana le porte all’immancabile lieto fine. I ragazzi del Bixio, veramente tutti molto “dentro” la parte, hanno suscitato risate e applausi sentiti e ripetuti nel pubblico, piacevolmente sorpreso della qualità elevata del prodotto, non certo la solita “recita” da saggio scolastico. Il Laboratorio teatrale del Bixio è ormai una realtà di consacrato spessore nell’ambito dell’offerta formativa dell’antica scuola della Penisola, giunto ben al ventiquattresimo anno di attività. Ricorda la professoressa Cuomo: “Io sono la Tutor del progetto da un decennio, ma ho seguito la scia di docenti che prima di me hanno creduto nelle altissime capacità del teatro nella formazione dei giovani. E come dimenticare i docenti che hanno dato il loro contributo e sono stati I pionieri in Penisola di questa bella iniziativa. Il mio pensiero va ad Antonio Ferraiolo, docente di navigazione. Ero alle prime armi e molto attratta dalla singolarità di fare teatro in una scuola di futuri capitani o macchinisti. Seguivo incantata tutte le attività e il collega, ma soprattutto l’amico vero, Antonio Ferraiolo, nel corso delle lezioni di teatro. Durante gli spettacoli conclusivi sempre gli brillavano gli occhi dalla commozione. All’epoca era preside Agostino Aversa, grande uomo di cultura e di notevole umanità.  Il nostro primo regista, Antonio Guida, era un ex allievo del Bixio, diplomatosi con il massimo dei voti, oggi affermato regista teatrale. E adesso abbiamo l’insostituibile Eva Contigiani, ex docente di matematica, donna caparbia e tenace, con un curriculum di tutto rispetto nell’attività teatrale, dotata di un’umanità ed onestà intellettuale davvero rare, un esempio per le giovani generazioni. Tante le ore di teatro, tremila in 24 anni, tantissimi gli allievi, dei quali alcuni solcano i mari, altri calcano le scene. Tanti gli spettacoli realizzati, e non li cito tutti, Masaniello, La gatta Cenerentola, Totò Sapore, Napoli Gran Galà, La Tempesta di Eduardo, e a seguire il teatro classico: La Casina di Plauto, I Menecmi di Plauto, La festa delle donne di Aristofane, Le Rane di Aristofane”. Commenta il prof. Antonio Volpe, direttore del Circolo Endas Penisola sorrentina, che da anni porta avanti la “Rassegna contemporanea” di teatro nelle scuole: “Il teatro è tra i bisogni emergenti di oggi, sia dalla società nella sua evoluzione storica, sia dalla stessa pratica educativo-didattica del sistema scuola. La scuola oggi si sente più che mai chiamata a rendere operante il dettato dell’art.3 della Costituzione della Repubblica Italiana, dove si afferma la pari dignità sociale di tutti i cittadini e la loro eguaglianza davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. Nello stesso articolo si sottolinea che è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana. Il teatro aiuta esattamente a rimuovere quegli ostacoli che impediscono di realizzare pienamente il diritto all’istruzione sancito dal dettato costituzionale, fornendo agli allievi un formidabile ed insostituibile strumento di conoscenza di sé e degli altri”.

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