IL “BIXIO” INCONTRA I RAGAZZI DEL CARCERE DI NISIDA

Gli studenti del “Bixio” sull’isola di Nisida per incontrare i detenuti del penitenziario
Uscita didattica finalizzata a promuovere la Cultura della Legalità

Nell’ambito del programma della 20esima edizione del Marano Ragazzi Spot Festival a Nisida, presso il centro europeo di Studi dell’Istituto Penale Minorile, dal 27 al 30 novembre 2017, si è tenuta la rassegna “Qui Nisida… si può fare”. Alcuni studenti del “Bixio”, Istituto diretto dalla Prof.ssa Teresa Farina, il 30 novembre, partecipano a questa bella e stimolante iniziativa. Arrivati a Nisida, vengono accolti da Ignazio Gasperini, educatore e vice direttore della struttura detentiva. Molti i ragazzi di Istituti Superiori che raggiungono l’isola, non solo il “Bixio”, anche il “Cavalcanti”, il “Pareto”, il “Nitti” e il “Sannino”, tutte scuole campane. Due i detenuti presenti in sala, Mimmo ed Emanuele, disinvolto il primo, timido e riservato il secondo. Senza timore, dalla platea, partono incessanti le domande, risponde sempre Mimmo, il pubblico ha più o meno la sua età e non nasconde la curiosità di conoscere come si svolge la vita in carcere. Nette le risposte, sveglia alle 7,30, colazione, scuola e svariati laboratori. Il più gettonato è quello di ceramica, belle e note le produzioni artistiche dei ragazzi di Nisida che manifestano la loro bravura anche attraverso i laboratori teatrali e cinematografici. Mimmo, si dà alle pizze, le prepara, sta cercando di imparare un mestiere per poi continuarlo una volta fuori da lì. Non lievi i reati di chi sconta la pena sull’isola, sempre Mimmo manda un messaggio ai giovani studenti, comunica pronunciando parole in dialetto napoletano, napoletano, come si suol dire, “stretto” e, rivolgendosi a loro, con voce chiara e forte, dice “statè attènt e’ cattìv compagniè, io per loro mi trovo qui”. Continua ricordando come è dura la vita in carcere, per uno come lui che infrangeva la legge, la sua maggiore difficoltà, all’inizio della detenzione, è stata rispettare orari e regole. Mimmo, alle otto di mattina stava ancora per strada, sull’isola, alla stessa ora, si prepara per frequentare la scuola. All’inizio della detenzione difficilissima è stata l’interazione tra detenuti ed educatori. Presente anche l’assistente sociale, Marisa Tufo, che fa notare l’importanza della scuola e della famiglia, agenzie educative fondamentali per una crescita sana ed equilibrata. Laddove queste Istituzioni risultano non essere dei solidi punti di riferimento si generano realtà come quelle a cui il carcere di Nisida deve, purtroppo, rispondere. “Qui Nisida… si può fare” è un’iniziativa che racconta dell’esperienza che lungo dieci anni, dal 2006 al 2016, ha visto impegnati, ragazzi delle scuole superiori della provincia di Napoli e ragazzi detenuti presso l’Istituto Penale Minorile di Nisida. Il racconto delle esperienze raccolte è stato affidato alla proiezione di un docu-film, “Qui veut changer,peut changer”, che narra la nascita di una canzone, un inno al cambiamento, quello quotidiano, fatto di scelte oneste e di giustizia sociale. I ragazzi di Nisida e non, sono i protagonisti di percorsi educativi di alto spessore formativo collegati al teatro, alla musica e al cinema, il tutto proiettato ad una didattica inclusiva dove le diversità confluiscono in una scuola capace di educare alla solidarietà, alla giustizia e alla legalità.

Miriam Perfetto

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