Al Rotary Club Napoli Posillipo premiate Arte e Cultura

A Napoli, presso l’elegante sede del Circolo del Tennis, in viale Anton Dohrn, nella Villa Comunale più bella che mai con l’esplosione della primavera, si è tenuta lunedi 15 maggio 2017, nell’ambito della conviviale del Rotary Club Napoli Posillipo, Distretto 2100, sotto l’egidia della presidente, la dottoressa Anna Maria Maddalena Terracciano, neuropsichiatra infantile, e del segretario, la dottoressa Ada Quirino, ematologa, una serata piena dei valori più belli, arte, musica, cultura, amicizia, convivialità e solidarietà. Organizzata dal dottor Pasquale Malva, ex-docente e preside, attualmente impegnato a livello nazionale nella formazione dei docenti e dirigenti scolastici, la serata-evento è stata incentrata su due grandi ospiti: il danzatore Giuseppe Picone, Direttore del Corpo di Ballo del Teatro San Carlo, insignito del prestigioso “Premio Caravaglios” 2017, come riconoscimento alla sua fulgida carriera, e lo scrittore Raffaele Lauro, che ha tenuto una colta relazione, intrisa di storia, filosofia ed arte, come nel suo costume, sul tema “Napoli e la Penisola Sorrentina, nel cuore e nella poesia di Salvatore di Giacomo e di Lucio Dalla”, arricchita dall’esecuzione delle più celebri canzoni del poeta napoletano Salvatore Giacomo e del cantautore bolognese Lucio Dalla, a partire dai rispettivi capolavori, “Era de maggio” e “Caruso”, interpretate dalla voce sublime di Francesca Maresca accompagnata al piano dal maestro Luigi Belati.

Giuseppe Picone, étoile internazionale classe 1976, ha ricevuto l’ambito premio con l’entusiasmo e la grazia che lo contraddistinguono, entusiasmo e grazia che a piene mani sta distribuendo nel suo ruolo al vertice del balletto del San Carlo, il teatro più antico d’Europa, e quello della prima scuola di ballo d’Europa, teatro in cui ha mosso i primi passi a soli nove anni, che il giovane direttore punta, come ha dichiarato, “a mettere sulla mappa della danza a livello mondiale”. Dopo aver incantato le platee dei più importanti palcoscenici mondiali, da Nancy a Londra a New York, passando per il Giappone, il maestro è tornato ora da direttore dove si è diplomato, ed è la prima volta che un ballerino nato a Napoli, cresciuto nella scuola di ballo del teatro, dopo essere diventato étoile, rientra come direttore, segnale importante, ha detto lo stesso Picone, non solo per Napoli, ma per tutto il movimento della danza italiana, che il Rotary Napoli ha voluto sancire con questo riconoscimento. Presenti in sala, visibilmente emozionate, la moglie e la figlia di Lello Caravaglios, cui è intitolato il Premio. Indimenticato socio rotaryano, Lello Caravaglios, notaio e musicista, fu un grande benefattore, e il premio in suo nome vuole onorare personalità napoletane che hanno dato lustro nel mondo ai propri natali. Famiglia di origini spagnole, i Caravaglios hanno nei loro ascendenti una radicata tradizione musicale: Raffaaele Caravaglios (Castelvetrano, 28 dicembre 1864 – Napoli, 29 novembre 1941) fu uno dei più grandi direttori di banda italiani, e la villa comunale partenopea porta il suo nome. Ad accompagnare Giuseppe Picone alla serata in suo onore, Rosanna Purchia, Sovrintendente Teatro di San Carlo, che tanto ha creduto in lui dal primo momento. Ha raccontato Picone alla conferenza stampa della sua nomina: “Al colloquio con la sovrintendente ho espresso le mie idee, concrete e dirette, che però avevo pensato potessero in qualche modo disturbare. Ma evidentemente invece sono risultate sincere e per questo apprezzate. Non sono più un bambino, la mia carriera artistica ha avuto il suo corso ed ora, come è naturale nell’evolversi delle cose, sta prendendo un’altra strada. Senza dubbio conosco a fondo tutto il mondo della danza, ed ora è giusto che io restituisca tutta la mia conoscenza al teatro che mi ha formato per far diventare la compagnia del San Carlo di livello nazionale ed internazionale”. Ed è quello che in questi due anni sta mostrando di essere capace di fare. La Sovrintendente Rosanna Purchia è a sua volta cara al Rotary Club Napoli Posillipo, è stata infatti “spillata” l’anno scorso dalla Presidente, Annamaria Maddalena Terracciano, divenendo a tutti gli effetti socia onoraria del Rotary Club Napoli Posillipo, come riconoscimento al suo impegno, a nome di tutto il Teatro San Carlo, nell’ambito del sociale e dell’associazionismo, in sintonia con lo spirito di service del Club Rotary Napoli, presente sul territorio con progetti sociali, fattivi e concreti, volti a promuovere i valori di un’educazione etica ed estetica,per la crescita e il riscatto culturale  delle comunità.

Valori completamente condivisi da Raffaele Lauro, che si è reso anche artefice di un progetto di solidarietà col Club napoletano, donando numerose copie del suo romanzo “Caruso The Song”, che, acquistate dai soci rotaryani, serviranno a raccogliere fondi per la parrocchia di Sorrento. Un filo d’amore e cultura, tra il Club partenopeo e Sorrento, sancito dalla dotta disamina che Lauro ha tenuto, parlando del legame con Sorrento di due grandi artisti scomparsi, protagonisti di suoi romanzi, Dalla e Di Giacomo. Su Dalla nel 2015 Lauro ha pubblicato, per la GoldenGate Edizioni, “Caruso The Song – Lucio Dalla e Sorrento”, in cui ha esaltato, attraverso le testimonianze dirette dei suoi amici di Sorrento, di San Martino Valle Caudina, di Manfredonia e di Barletta, un Dalla inedito e sconosciuto: il Dalla uomo, il Dalla poeta e, in particolare, il Dalla amante del Sud e delle sue tradizioni, il Dalla che definiva Sorrento “l’angolo vero della mia anima”, la città dove ha composto il suo capolavoro “Caruso”, di cui proprio il libro di Lauro ha svelato la reale genesi creativa. Dall’approfondimento della storia e della poetica di Dalla sono poi scaturiti dalla mente di Raffaele Lauro ulteriori progetti creativi: altri due libri (“Lucio Dalla e San Martino Valle Caudina – Negli occhi e nel cuore” e “Lucio Dalla e Sorrento Tour – Le tappe, le immagini e le testimonianze”), un docufilm (“Lucio Dalla e Sorrento – I Luoghi dell’Anima”), e una canzone, bellissima, dedicata a Lucio, “Uno straccione un clown”, che Francesca Maresca ha eseguito nel corso della serata, in onore dell’illustre parterre rotaryano. “Il testo- ha svelato Lauro- nasce da un frammento autografo di Lucio, scoperto, dopo anni, in una agendina da suo amico barlettano, Giuseppe Di Miccoli, che me ne ha fatto dono. E da un mio sogno di Lucio che cantava sulla terrazza più grande, dove non cala mai l’inverno. L’altro tempo, come lo chiamava lui. Il titolo: ‘Uno straccione, un clown’, nasce da come si autodefiniva, ironicamente. La musica del demo è opera di una band di maestri maceratesi, The Sputos”. Il nuovo romanzo di Raffaele Lauro, invece, “Don Alfonso 1890 – Salvatore Di Giacomo e Sant’Agata sui Due Golfi”, in uscita a fine giugno, si preannuncia come una miniera inesauribile di fatti storici e di vicende, del tutto inedite, che riguardano l’intera Penisola Sorrentina. Personaggio infaticabile e amabilissimo, oltre settanta primavere che non sente affatto, Raffaele Lauro, sorrentino, quattro lauree con lode (Scienze Politiche, Giurisprudenza, Economia, Giornalismo) è, oltre che scrittore, giornalista freelance, saggista, sceneggiatore, regista, librettista, è stato professore di storia e filosofia al liceo, docente universitario, e ha ricoperto le più alte cariche istituzionali di governo, fino al Senato; notevoli anche le attività legislative, in particolare la battaglia contro il gioco d’azzardo. Accanto al senatore, il suo grandissimo amico, Massimo Milone, Direttore di Rai Vaticano, con la pregiata consorte. La chansonniere della serata, Francesca Maresca, vincitrice tra l’altro del Premio Masaniello 2014 e 2016, riservato alle eccellenze campane, prestando la sua voce cristallina, famosa per la notevole estensione, alle più belle canzoni di Dalla e Di Giacomo, ha suscitato nel pubblico in sala emozioni, consensi e un tripudio di scroscianti applausi.

A sancire il legame tra Napoli e Sorrento, tema portante della riuscita serata, due ospiti inviati dal Rotary Club Sorrento, nella persona del Presidente, il dottor Francesco Palagiano: la danzatrice classica Floriana Cafiero, per trent’anni ballerina solista presso l’Arena di Verona, e il medico e giornalista pubblicista Carlo Alfaro.

Articolo di Carlo Alfaro

Foto Paolo Pisanti e Carlo Alfaro

 

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