Al Museo Correale l’arte di emozionare

Questo periodo pre-natalizio ferve di iniziative ricche di arte, cultura ed emozione per il Museo Correale di Sorrento e l’associazione che lo sostiene, “Le Amiche del Museo Correale”, presieduta dalla professoressa Monica Rocco. Emozione che si è sprigionata intensamente martedì 27 novembre nella Sala degli Specchi del Museo, grazie all’incontro pubblico con lo storico dell’arte Sylvain Bellenger, direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte, organizzato dalle “Amiche del Museo”, assieme al Museo Correale diretto da Filippo Merola e presieduto da Gaetano Mauro, con il patrocinio del Comune di Sorrento col sindaco Giuseppe Cuomo.

Francese, di origini normanne, laureato in filosofia a Paris X-Nanterre nel 1978, specializzato in storia dell’arte all’École du Louvree della Sorbonne, Sylvain Bellenger è stato curatore capo presso l’Institute National d’Histoire de l’Art di Parigi, curatore della sezione di pittura e scultura europea al Cleveland Museum of Art, direttore e curatore capo del Château and Museums of Blois e direttore dei Museums of Montairgis in Francia; annovera collaborazioni con la National Gallery of Art di Washington, Yale, Getty Foundation e Palazzo Farnese a Roma; nel 1986 ha conseguito il titolo di Conservateur des Musées de France e nel 2006 è stato insignito della Légion d’Honneur. E’ arrivato al museo di Napoli nel 2015, lasciando in America l’incarico di direttore presso il Dipartimento di Pittura e Scultura europee medioevali e moderne all’Art Institute di Chicago.

Il Museo e Real Bosco di Capodimonte rappresenta uno dei più affascinanti poli culturali italiani per bellezza e storia. Il Museo è fra le prime tre pinacoteche italiane, ed è considerato un vero e proprio manuale di storia dell’arte in Italia dal Duecento fino ai giorni d’oggi, per l’importanza delle collezioni permanenti. Non è un museo dedicato solo all’arte regionale e al suo territorio, ma essendo stato legato a un Regno comprende una collezione di livello Europeo: a Capodimonte si trova, grazie ai Farnese prima, e alla politica dei Borboni poi, una collezione a livello di quelle Asburgiche, come Vienna e Madrid. Il Bosco, poi, è patrimonio Unesco e riunisce alcune specie botaniche uniche e rarissime nei suoi quasi 134 ettari di estensione con 6 km di muro di cinta, che ne fanno il bosco urbano più grande d’Italia, un ineguagliabile polmone verde della città.

Quello nella Sala degli Specchi, gremita in ogni ordine di spazio, è stato il primo incontro ufficiale tra il Museo di Capodimonte e il Museo Correale. “La cultura è un viatico importante per attrarre turisti – ha detto il sindaco Cuomo – e i musei ne rappresentano il templio”. In un perfetto italiano dall’accento francese, il direttore Sylvain Bellenger ha incantato il pubblico sorrentino raccontando le azioni messe in campo durante la sua gestione per avvicinare sempre più la città alla scoperta delle preziose collezioni e della ricchezza botanica del Museo e Real Bosco di Capodimonte. Senza tacere le difficoltà incontrate nella gestione del Capodimonte, Bellenger ha sottolineato le grandi soddisfazioni ricevute a seguito di iniziative già avviate o in itinere: il miglioramento delle sale e dei servizi; l’implementazione del sito e della comunicazione, anche attraverso i social; l’opera di digitalizzazione dell’immenso patrimonio museale; il servizio di didattica attivo per il pubblico; la manutenzione del giardino; il prolungamento degli orari di apertura; l’istituzione della navetta di collegamento con il centro città, con diverse fermate, grazie all’accordo con City Sightseeing, che nel 2017 ha portato oltre 17mila visitatori alla Reggia; l’iniziativa “Adotta una panchina” e “Adotta un albero”, realizzate insieme all’associazione Amici di Capodimonte onlus, con cui sono state donate 87 panchine, 37 alberi, 2 portabici, 2 beverini per cani e una fontanella; l’attivazione di campi da calcio e da rugby, la cui fruizione è gratuita per bambini e ragazzi; le tante iniziative di coinvolgimento del quartiere, grazie alle forte sinergia messa in atto con la Terza municipalità Stella-San Carlo all’Arena; l’accordo con Costa Crociere, così da offrire a chi sbarca a Napoli due tipologie di visita, una al museo e una al bosco; la riapertura al pubblico dell’importante collezione di arte contemporanea, al fine di dare un nuovo impulso all’arte del presente, facendo conoscere le opere di artisti che, per quanto nella maggior parte viventi, si possono definire storicizzati in base al giudizio critico mondiale sul loro operato, e testimoniando l’importanza dei collezionisti napoletani che con grande generosità verso la “cosa pubblica” hanno collaborato a creare la collezione. Capodimonte è l’unico museo di arte antica in Italia in cui sono in dialogo l’arcaico e l’attuale, ha ricordato il direttore, grazie alla sezione esposizioni temporanee dedicata al contemporaneo che si confronta con le opere dei maestri del passato della collezione permanente, che resta una delle più importanti d’Europa, e non è certo costituita solo dalle pregevoli porcellane famose nel mondo. Quando Bellenger è entrato in carica nel 2016, le presenze erano 193.000, mentre il 2017 ha chiuso con una crescita a 280.000, un gran risultato, ma c’è ancora tanto da fare. “A Napoli c’è una cultura dell’accoglienza che non ha eguali nel mondo, ma c’è ancora molto da fare sulla filosofia del lavoro e sulla burocrazia” ha detto, sottolineando l’importanza della democratizzazione della cultura sul modello americano, della forza della partecipazione popolare all’arte, che ha permesso al museo di intercettare interesse e fondi, e del mecenatismo con cui, ad esempio, attraverso un’associazione statunitense, il Museo di Capodimonte ospita per due anni un curatore americano ricevendone consigli pratici sotto il profilo procedurale e dando in cambio la conoscenza della cultura italiana che ha un gran valore nel mercato straniero.  “Questa è la mia prima volta al Museo Correale in veste ufficiale – ha raccontato poi Bellenger – ma io conosco molto bene questo museo: ci sono venuto da bambino e poi quando ero un giovane professore di filosofia ed è veramente uno scrigno d’arte”.

Sono felice di aver notato, nel nostro piccolo, delle analogie tra le iniziative del Museo di Capodimonte e il Museo Correale – ha detto il presidente del Museo Correale Gaetano Mauro – e il fatto che un uomo di esperienza come Bellenger abbia puntato sull’adozione e sul giardino fruibile ai cittadini ci dà forza e coraggio per continuare sulla nostra strada”. “Siamo onorati di aver ospitato qui Sylvain Bellanger – ha detto il direttore del Museo Correale Filippo Merola – soprattutto nell’ottica di collaborazione con gli altri Musei per cui stiamo lavorando da quest’anno con tutto il direttivo”. “Ci siamo fatte promotrici di questo evento – spiega la presidente dell’associazione Amiche del Museo Correale Monica Rocco – per ascoltare il direttore Bellenger parlare della ventata di novità che ha portato a Capodimonte e del suo modo di intendere la funzione del Museo come occasione di sviluppo economico di una città. Siamo sicure che questo incontro sarà foriero di un nuovo spirito propulsivo anche per le iniziative della nostra associazione”.

Le emozioni al Museo sono proseguite la settimana dopo, martedi 4 dicembre, con l’acquisizione di una preziosa collezione di porcellane, le porcellane di Herend, tra le proprie collezioni permanenti, donazione fatta dal professor Stelvio Di Bello e dalla signora Marinetta Di Bello, e l’inaugurazione di un sontuoso presepe del ‘700. “La manifattura di Herend è una delle più importanti e riconosciute a livello mondiale nel settore della porcellana – spiega il direttore del Museo Correale Filippo Merola – e il suo eclettismo tipico combina lo stile internazionale e gli stilemi ungheresi, fra cosmopolitismo e identità nazionale. Oggi i suoi prodotti, tutti decorati a mano, sono ricercati e venduti in più di 60 paesi in tutto il mondo, e sono considerati patrimonio culturale europeo”. Le porcellane di Herend vanno così ad inserirsi tra i preziosi delle Fabbriche di Meissen, Sèvres, Bow, Vienna, Doccia e Capodimonte collezionati dai Correale ed esposti al terzo piano. “Desidero esprimere ai donatori il più sentito ringraziamento – ha commentato il presidente del Museo Correale Gaetano Mauro – in quanto per il nostro Museo si tratta di una donazione importante che va ad arricchire il già notevole patrimonio d’arte posseduto, portando avanti e concretizzando giorno per giorno, con azione e passione, la nostra mission volta a far conoscer e valorizzare i beni artistici, nella consapevolezza sociale e culturale del nostro territorio”. “Alla fine degli anni ’40, quando da giovinetto cominciavo a dipingere, incontrai per la prima volta a Napoli una porcellana di Herend – racconta il professore Stelio Di Bello – e comprai la zuccheriera, inserita nella collezione donata, per abbellire la futura casa con la mia fidanzatina, Marinetta, diventata mia moglie, compagna di una vita felice. Adesso offro al prestigioso e raffinato Museo Correale la testimonianza dell’amore, mio e di mia moglie. Inoltre ho tanti ricordi, cari e nostalgici, a Sorrento, dove ritorno sempre con gioia”.

Nello stesso giorno è stato esposto al pubblico, per tutto il periodo natalizio, il presepe del ‘700 allestito dagli artisti artigiani sorrentini Antonino e Valentino Paturzo. Si tratta della prima volta che il Museo Correale ospita al suo interno l’installazione di un presepe. La rappresentazione della Natività, di circa 10 metri quadrati, è composta da oltre 120 pastori del ‘700 più gli animali. L’esposizione è posizionata al piano terra del Museo Correale, nella zona archeologica, accanto alla sala dedicata ai restauri a porte aperte. Al taglio del nastro anche l’assessore Massimo Coppola, che ha dichiarato: “Questa è la mia prima inaugurazione da assessore all’artigianato, ne seguiranno altre a Sorrento nei giorni a venire. Sono felice che il Museo Correale, che sta crescendo di prestigio e visibilità, accolga anche un’opera di due artigiani locali”. Il presepe è visitabile gratuitamente nei giorni e orari di apertura del Museo Correale fino al prossimo 6 gennaio.

Carlo Alfaro

Si ringraziano per alcune delle foto Lina e Michele De Angelis di Mda Set Comunications

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