20° “Premio Capo d’Orlando”, insignite nuove eccellenze

Si guarda al futuro proiettato verso la ricerca, sia in medicina, come nelle politiche biosostenibili

Di Claudia Esposito

Vico Equense – Vent’anni festeggiati guardando al futuro. Un futuro che passa inevitabilmente per la ricerca, sia in medicina, come nelle politiche biosostenibili. Al premio scientifico internazionale “Capo d’Orlando” organizzato dal Museo Mineralogico Campano Fondazione Discepolo sono stati affrontati questi temi grazie alla presenza degli illustri premiati 2018: il premio Nobel per la Chimica 2009 e presidente della “Royal Society” Venkatraman Ramakrishnan, l’amministratore delegato di “Novamont” e presidente di Terna Catia Bastioli, il direttore del Parco archeologico di Pompei Massimo Osanna, il divulgatore scientifico Valerio Rossi Albertini e il filosofo esperto di evoluzione Telmo Pievani. Un parterre di grandi nomi, coordinato da Francesco Pinto, direttore del Centro produzioni della Rai di Napoli, alla presenza anche di Gaetano Manfredi, rettore dell’Università Federico II e presidente della Crui, Conferenza dei rettori delle università italiane e di Bruno Discepolo, presidente dell’omonima fondazione. “Il Premio Capo d’Orlando – aveva già dichiarato in mattinata il sindaco Andrea Buonocore – rappresenta una delle eccellenze del nostro territorio, uno dei nostri fiori all’occhiello e uno dei pilastri su cui si fonda la cultura della Città. Noi che abbiamo fatto dell’accoglienza una regola, abbracciamo ogni anno, grazie a questa importante kermesse scientifica, personalità illustri che poi apprezzano e valorizzano il nostro territorio”. Tra questi anche il premio Nobel Venkatraman Ramakrishnan, rimasto incantato, insieme alla consorte Vera, dal cibo, dal clima, dal mare e dai panorami della cittadina vicana. Il biologo, insignito dall’Accademia di Svezia nel 2009 per aver scoperto struttura e funzione dei ribosomi nella sintesi delle proteine, è il 14esimo Nobel ad entrare nel palmares della manifestazione, dove è intervenuto per parlare del futuro delle prospettive della medicina e degli sviluppi del suo lavoro. “La comprensione dei ribosomi – ha spiegato – è fondamentale perché consente di aprire nuove strade nella ricerca medica per progettare nuovi farmaci, soprattutto antibiotici, per sconfiggere l’antibiotico-resistenza. Lo stesso Fleming – continua il biologo – quando ritirò il Nobel per aver scoperto la penicillina, aveva previsto che i batteri si sarebbero evoluti. Ma la difficoltà principale nel varare una nuova classe di farmaci è soprattutto di ordine economico: a fronte dei miliardi di dollari che si sosterrebbero per arrivare alla commercializzazione di nuovi prodotti, la platea di potenziali utilizzatori potrebbe non essere abbastanza vasta. Però – conclude Ramakrishnan – l’antibiotico resistenza va affrontata anche stramite strategie complementari che passano per il controllo delle infezioni, l’uso razionale degli antibiotici esistenti e, naturalmente, la ricerca scientifica che, oltre ai ribosomi, deve trovare nuovi bersagli da colpire”. Dal futuro della medicina al futuro delle bioraffinerie per produrre bioplastiche, quali il mater-bi, in siti produttivi oggi dismessi. È questo il campo di Catia Bastioli, insignita per la sezione scienza e industria. “Non abbiamo un pianeta di riserva – spiega – per cui non c’è più spazio per adottare politiche e stili di produzione e consumo che non siano sostenibili. Le bioraffinerie sono un modo per sanare ferite rimaste sui territori. Laddove una volta c’erano fabbriche che davano lavoro, ora ci sono strutture dismesse anche inquinanti. La chiave – continua l’inventrice del mater bi –  è trasformare i problemi in soluzioni e permettere la rigenerazione dei suoli. L’erosione del suolo è purtroppo una problematica di cui quasi nessuno parla, ma va detto che servono 2 mila anni per formarne uno strato di 10 centimetri”. La comunicazione per portare alla ribalta problemi va di pari passo con la divulgazione che, per appassionare e interessare il grande pubblico, deve essere semplice e di immediata comprensione. Un tema affrontato da Valerio Rossi Albertini, fisico noto per le sue rubriche scientifiche sulla Rai che ha appassionato la platea del Castello Giusso con le sue semplici dimostrazioni empiriche. “Molti si allontanano da materie quali fisica e matematica – ammette Albertini – perché credono che siano materie troppo ostiche. Spiegazioni semplici ed immediate, non troppo tecniche, sono la chiave per attirare il pubblico e appassionare anche i giovani”. La comunicazione anche tramite i social media, con la possibilità che chiunque possa diventare protagonista del flusso informativo, oltre a nuove possibilità, porta però anche all’alto rischio di cadere nelle cosiddette “fake news”, le “bufale mediatiche”. Un problema quanto mai attuale, affrontato dal filosofo evoluzionista Telmo Pievani, insignito per la sezione “Comunicazione multimediale”. Ma i canali social, del resto sono frontiere di nuove opportunità, modi per raggiungere nuovi target. Anche Pompei, la città rimasta sepolta e fissata per sempre nel tempo 2 mila anni fa, si è dovuta adeguare alla comunicazione 2.0. “Ogni giorno gli scavi ci stanno regalando nuove scoperte – ha raccontato Massimo Osanna, direttore del Parco archeologico, insignito per il “Management culturale” – e ci poniamo il problema non solo di come tutelare questo patrimonio, anche grazie alla collaborazione delle forze dell’ordine, ma anche di come comunicarlo. Abbiamo aperto anche noi i nostri canali social per stare al passo coi tempi, soprattutto per attirare la fascia di visitatori compresa tra i 18 e i 30 anni che di solito non frequenta gli scavi perché non più in età scolare”. Anche il Museo Mineralogico Campano Fondazione Discepolo si evolve sempre più in chiave digitale, non solo per comunicare la scienza ma anche per raccogliere i commenti entusiasti dei turisti stranieri che visitano le collezioni. “Nell’ultimo anno – ha spiegato il direttore del Museo e fondatore del premio “Capo d’Orlando”, Umberto Celentano – ci siamo affermati sempre più in ambito internazionale. A dimostrarlo le recensioni lusinghiere dei visitatori, non solo italiani ma anche stranieri, lasciate sulle nostre pagine social. Abbiamo inoltre implementato i rapporti con le scuole e confermato con piacere la collaborazione con il liceo scientifico “Gaetano Salvemini” di Sorrento diretto da Patrizia Fiorentino. Anche quest’anno, i ragazzi della V B, coordinati dalla docente Agata Fasano, sono stati delle eccellenti guide per il nostro premio Nobel durante la visita al nostro museo”.

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