Carmela Politi Cenere presidente del Premio Emily Dickinson presenta “L’ombra di Masaniello vaga per Piazza Mercato” alla Libreria Tasso

Un’ospite di risalto internazionale lunedì 23 aprile dalle ore 20:00 alle ore 21:00 alla Libreria Tasso di Piazza Angelina Lauro a Sorrento di Stefano Di Mauro e Angela Cacace: la scrittrice Carmela Politi Cenere– presidente e fondatrice del Premio Letterario Internazionale Emily Dickinson e della omonima Associazione- col suo capolavoro storico “L’ombra di Masaniello vaga per Piazza del Mercato” (Graus editore). Il libro sarà presentato dal dottor Carlo Alfaro e dal poeta Maurizio Marchetti, mentre stralci della storia saranno interpretati dai giovanissimi performer della gloriosa Accademia On Broadway di Sorrento diretta dalla regista Eleonora Di Maio. Tommaso Aniello d’Amalfi, conosciuto come Masaniello (Napoli, 29 giugno 1620 – Napoli, 16 luglio 1647) rappresenta uno dei personaggi storici entrati nel mito di Napoli: è stato il principale protagonista della rivolta napoletana che vide, dal 7 al 16 luglio 1647, la popolazione della città insorgere contro la pressione fiscale imposta dal governo vicereale spagnolo. Personaggio carismatico e trascinatore, il pescatore riesce a ottenere una costituzione popolare e che viene eletto Capitano generale del fedelissimo popolo napoletano. Ma la sua è anche la storia di un tradimento, di un uomo che viene ucciso dai suoi stessi compagni. Protagonisti del romanzo, Anna Luce e Alfonso, fidanzati giornalisti che vengono a sposarsi a Napoli, nella Chiesa di Santa Maria del Carmine, dove una lapide commemorativa ricorda l’eroe popolare di cui il santuario accoglie la cripta. Chiedono allora di raccontare loro la storia di Masaniello alla loro accompagnatrice, la vecchia e colta Maestra di Alfonso, che, novello Virgilio, li introduce nella storia di Napoli narrando la vita di Masaniello con la ricchezza di una fiaba, quella dell’eroe giovane, bello e giusto, costruita spiando nell’intima verità della sua vita e nei suoi pensieri. E, come accade per tutte le fiabe, il racconto della Maestra ci restituisce quello che i fatti storici spesso celano: lei non inventa nulla, ma usa la sua conoscenza e la sua particolare sensibilità per far emergere la dimensione umana dell’eroe e per smentire quelle leggende negative, volte a sminuire la forza, la generosità e la lealtà di Masaniello nei confronti del popolo, e quindi anche la sua portata rivoluzionaria. Con uno stile avvincente e immediato, pensando anche a un pubblico di giovani lettori, l’autrice racconta una delle pagine più fosche della storia del nostro Mezzogiorno. La figura di Masaniello resta, nell’immaginario partenopeo, come paladino dellai lotta contro i soprusi sofferti dai più deboli e come nemico delle disparità sociali, una sorta di Robin Hood, con un finale diverso. Attraverso un lavoro di accuratissima ricerca, l’autrice firma un testo di pregevole spessore, che traccia tutto il percorso di vita del protagonista, dalla sua giovinezza al matrimonio con la bella Bernardina Pisa, passando per la nomina di capitano del popolo nella rivolta del luglio 1647 e ai giorni della fine, quando, debilitato dal digiuno e dallo stress, ben cosciente della congiura che si stava organizzando ai suoi danni, viene avvelenato dalla rosa spina e, ai primi segni di squilibrio, viene catturato e poi ucciso a colpi di archibugi, da quelli che lui riteneva i suoi amici, i suoi compagni. La testa venne portata al viceré affinché si potesse provare che realmente era stato ucciso, mentre i suoi miseri resti furono abbandonati per l’intera piazza e dati in pasto ai cani. Il giorno dopo alcuni miserevoli popolani raccolsero i miseri resti che formarono i tumulati nella chiesa del Carmine. Ne viene fuori un duplice ritratto del personaggio, quello umano, di membro di un popolo stremato da miseria e fame e stritolato dalle gabelle imposte dai governanti sugli alimenti di necessario consumo, e quello storico, di eroe immortale che scrive una pagina eterna nelle vicende della città. Il messaggio dell’autrice sembra essere che anche oggi Napoli avrebbe bisogno di un moto di riscossa e rinascita: quello slancio ricolmo d’amore che ha permesso a Masaniello di entrare nella leggenda. Personalmente, la professoressa Politi Cenere, docente di Italiano e Latino nei licei, combatte da anni la sua battaglia per Napoli attraverso la più pacifica delle armi: la cultura. Nei 21 anni del Premio Letterario Internazionale Emily Dickinson da lei istituito- uno dei più importanti premi in campo letterario d’Italia- con grande dedizione, superando ostacoli e difficoltà, la Politi Cenere si adopera affinché la cultura, l’amore per la poesia e la letteratura, la conservazione e il rispetto per il patrimonio storico, diventino un valore fondante della società. La professoressa è particolarmente sensibile verso le nuove generazioni: il Premio, infatti, offre grandi opportunità di espressione agli studenti che possono parteciparvi con le loro opere, in sezioni del concorso a loro destinate. Grazie al suo impegno costante, il Premio ogni anno è una fucina di diffusione di cultura e bella scrittura con risonanza ampia e diffusa. I suoi meriti sono arrivati anche all’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che l’ha decorata con una medaglia di rappresentanza per l’ottima attività svolta a favore della cultura. Vincitrice con le sue opere di molteplici premi letterari e attiva come giornalista in collaborazioni con riviste letterarie e quotidiani, con quest’ultimo romanzo, ha vinto lo scorso anno il prestigioso Primo Premio assoluto per la Narrativa “I Murazzi” a Torino. La giuria del prestigioso riconoscimento ha espresso questa motivazione: “La centralità del personaggio storico Tommaso Aniello d’Amalfi, più noto col soprannome popolare di Masaniello, simbolo della ribellione popolare napoletana del 1647 contro gli Asburgo, è rievocata con sapienza da altre figure minori del romanzo, che tuttavia agiscono ai tempi nostri e che operano una fedele ricostruzione della figura dell’eroe pescivendolo, che cade vittima dello stesso popolo per il quale s’immola, sapientemente raggirato dalla classe dominante di allora. Ma il secondo autentico protagonista del felicissimo racconto storico e parzialmente immaginario di Carmela Politi Cenere è il popolo napoletano e la Città stessa, con le sue piazze, i monumenti, lo splendore della natura, del mare e del luminoso golfo sormontato dal Vesuvio: opera di grande spessore storico e di erudita ambientazione veristica espressa con scintillante naturalezza di stile. La Giuria de I MURAZZI 2017 conferisce con pertanto con criterio unanime il primo premio assoluto”. Un onore, averla a Sorrento, città che di arte e cultura vuole farsi bandiera!

Carlo Alfaro

 

 

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